Cara ADUC
Telecom: telefono gratuito ma in realta' e' a pagamento
Domanda
10 marzo 2008
Cara Aduc,
sono un paio di giorni fa ho fatto visita ad una coppia di zii ultraottantenni. Mio zio con grande vanto mi ha mostrato il nuovo telefono che la Telecom, gratuitamente e previa telefonata, gli ha consegnato. Mi si è gelato il sangue quando ho visto che si trattava di un videotelefono Syrio Alice. Mi è salita la rabbia, ho capito subito che si trattava di un'operazione commerciale fatta in malafede. Mio zio è entrato nel panico quando gli ho detto che la fattura che accompagnava quel telefono ammontava a circa 170 euro. Ho chiamato subito il 187, una signorina garbata mi ha risposto che sicuramente l'operatore che aveva fatto l'operazione commerciale a telefono con mio zio era in malafede considerando che un anziano non sa nemmeno che significa un videotelefono e considerando pure che è stato fatto capire che si trattava di un favore che la Telecom stava facendo provvedendo a cambiare i vecchi telefoni con quelli nuovi, ma che erano passati i 10gg per potersi avvalere del diritto di recesso. In breve i poveretti si devono tenere un telefono che non hanno chiesto e devono pagare una cifra che non si erano mai sognati di spendere. Ma perchè non si può mettere un punto a queste brutte storie? Cosa posso fare io ora per quei due vecchietti? Come si può abusare di un anziano che a stento riesce a parlare in italiano, data la sua cultura e la sua età. La cosa più brutta è stato guardare lo sguardo abbassato di mio zio, che quasi si vergognava di essere stato preso in giro. Nella speranza di un vostro utile consiglio, vi saluto egregiamente.
sono un paio di giorni fa ho fatto visita ad una coppia di zii ultraottantenni. Mio zio con grande vanto mi ha mostrato il nuovo telefono che la Telecom, gratuitamente e previa telefonata, gli ha consegnato. Mi si è gelato il sangue quando ho visto che si trattava di un videotelefono Syrio Alice. Mi è salita la rabbia, ho capito subito che si trattava di un'operazione commerciale fatta in malafede. Mio zio è entrato nel panico quando gli ho detto che la fattura che accompagnava quel telefono ammontava a circa 170 euro. Ho chiamato subito il 187, una signorina garbata mi ha risposto che sicuramente l'operatore che aveva fatto l'operazione commerciale a telefono con mio zio era in malafede considerando che un anziano non sa nemmeno che significa un videotelefono e considerando pure che è stato fatto capire che si trattava di un favore che la Telecom stava facendo provvedendo a cambiare i vecchi telefoni con quelli nuovi, ma che erano passati i 10gg per potersi avvalere del diritto di recesso. In breve i poveretti si devono tenere un telefono che non hanno chiesto e devono pagare una cifra che non si erano mai sognati di spendere. Ma perchè non si può mettere un punto a queste brutte storie? Cosa posso fare io ora per quei due vecchietti? Come si può abusare di un anziano che a stento riesce a parlare in italiano, data la sua cultura e la sua età. La cosa più brutta è stato guardare lo sguardo abbassato di mio zio, che quasi si vergognava di essere stato preso in giro. Nella speranza di un vostro utile consiglio, vi saluto egregiamente.
Risposta ADUC
se dalle bollette risulta che effettivamente il telefono gli e' stato addebitato, potete intimare il gestore a corrispondere il rimborso di quanto pagato o di effettuare lo storno sulla prossima bolletta. Il tutto con raccomandata a/r di messa in mora:
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In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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