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Cara ADUC

Telecom, slaccio per morosità inesistente.

29 settembre 2008
Domanda 29 settembre 2008
Ero titolare di due utenze telefoniche, una nella mia abitazione, l'altra nella casa al mare. Nell'ottobre del 2006 ho disdetto l'utenza al mare, con lettera raccomandata, di cui conservo la ricevuta di ritorno.
La Telecom non ha dato seguito alla disdetta: ha mantenuto attiva la connessione (io, ovviamente non ho mai più fatto alcuna chiamata), e ha continuato ad inviarmi le bollette, che io, ovviamente non ho pagato.
Ho confermato la disdetta, con lettera ordinaria di risposta ad una prima sollecitazione di pagamento. Ho ancora confermato la disdetta, sempre con lettera ordinaria, in occasione della risposta alla comunicazione, da parte della Telecom, dell'avvenuta "risoluzione del contratto" per asserita morosità.
A questo punto la Telecom mi ha addebitato, nella bolletta del IV bimestre 2008 relativa all'altra utenza (quella dell'abitazione, 070830682), i canoni non pagati sulle bollette dell'utenza disdetta. Ho pagato la bolletta, per la parte relativa all'utenza attiva, scorporando la restante quota non dovuta, e inviando alla Telecom una lettera raccomandata, di cui conservo la ricevuta di ritorno, nella quale ho ancora una volta fatto richiamo alla disdetta in questione, e a tutta la successiva corrispondenza che ho sommariamente fin qui elencato, e chiedendo di conoscere le ragioni per le quali la Telecom non aveva dato corso alla disdetta in parola, ma soprattutto i motivi per i quali dette ragioni non mi sono mai state comunicate.
Dal 22 settembre u.s. la Telecom mi nega la possibilità di fare chiamate, e mi consente soltanto di riceverne, ma senza il supporto dell'indicazione del numero chiamante e del servizio di memotel.
Durante tutto il lasso di tempo in cui si è svolta questa vicenda ho fatto innumerevoli chiamate al numero 187 di Telecom, senza mai riuscire ad ottenere altro se non risposte interlocutorie: faremo la segnalazione, la faremo chiamare, e così via.
Venendo alla conclusione: facciamo quella che a questo punto appare l'ipotesi l'ipotesi più ragionevole, e cioè che la mia disdetta fosse invalidata da qualche vizio di forma, che io non riesco neppure ad immaginare. Allora il quesito che Vi pongo è il seguente: è lecito che una compagnia di telecomunicazioni che svolge un servizio pubblico in concessione, anzichè mettere al corrente il cittadino-utente delle ragioni per le quali non ritiene di poter dar corso alla sua richiesta di cessazione dell'utenza (si da consentirgli di emendarla), lascia invece che la sua situazione si aggravi, lo privi del servizio su un'altra utenza, per poi infierire ancora con il decreto ingiuntivo (a questo punto è questa la prevedibile botta finale) per il ricupero del suo preteso credito?
Grazie.
Maria, da Quartu Sant'elena (CA)

Risposta ADUC
no, ovviamente se lei ha disdetto in maniera regolare, con raccomandata, potra' chiedere tutti i danni del caso. Le consigliamo a questo punto di fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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