Cara ADUC
Telecom Italia Mobile - Citazione Giudice di Pace in Roma
Domanda
19 gennaio 2008
Buona sera,
ho un problema da sottoporre alla vostra attenzione e sinceramente spero tanto di trovare la soluzione ad una vergognosa storia che lede enormemente i diritti dei consumatori ma soprattutto ridicolizza l'assunto che il carattere della norma è nazionale. Più di sei mesi fa una voce femminile contattava mio padre all'utenza fissa reclamando il versamento di circa 300 euro presso un conto corrente non meglio specificato a nome di una certa R.D. s.r.l. a titolo di risarcimento per una bolletta, l'ultima tra l'altro prima di recedere dal contratto, relativa ad un utenza cellulare intestata al titolare del contratto domestico, ovvero mio papà. Essendo affetto da Alzheimer, postumi da ischemia cerebrale, cardiopatico e tanti altri problemi di salute, riferiva alla signorina di chiamare in altri momenti, in modo da trovare qualcuno dei figli, perché al momento non era in grado di fornire alcuna risposta in merito. Nel raccontarmi l'accaduto ha ricordato d'aver colto nello stato d'animo della signorina un certa arrabbiatura perché, a suo dire, il consiglio di pagare prima possibile era la strada più celere per evitare rogne in futuro o, peggio ancora, passare guai ancora più seri, non meglio precisati. Qualche giorno prima del Natale arriva una raccomandata - allegata in copia alla presente - da parte dell'Avv Luca Ceccarelli, con la quale cita mio padre a presentarsi giorno 16/06/2008 presso il giudice di pace in Roma.
Voglio precisare alcune considerazioni in merito alla bolletta e alla circostanza in generale. I miei genitori hanno nel corso di questo periodo cambiato casa e ristrutturato l'immobile nel quale vivono, non sono in possesso di alcuna delle ricevute antecedenti l'anno 2000, tra l'altro prescritte nella considerazione dei termini di legge vigenti. Il contratto inoltre, ha avuto inizio e termine nella città di Catania e non capisco perché debba presentarsi presso il giudice di pace di Roma. In ultima analisi ammesso e concesso ogni azione di rivalsa da parte di detto credito, ma essendo trascorsi più di 10 anni dalla di scadenza della bolletta come può un Giudice accogliere l'ingiusta richiesta di pagamento e citare, tra l'altro, un individuo a più di 800 km a comparire innanzi a lui.. Sono davvero sconcertato e spero d'avere presto vostre notizie o indicazioni sul da farsi. Grazie anticipatamente. Cordiali Saluti
Giuseppe, da Motta Sant'anastasia (CT)
ho un problema da sottoporre alla vostra attenzione e sinceramente spero tanto di trovare la soluzione ad una vergognosa storia che lede enormemente i diritti dei consumatori ma soprattutto ridicolizza l'assunto che il carattere della norma è nazionale. Più di sei mesi fa una voce femminile contattava mio padre all'utenza fissa reclamando il versamento di circa 300 euro presso un conto corrente non meglio specificato a nome di una certa R.D. s.r.l. a titolo di risarcimento per una bolletta, l'ultima tra l'altro prima di recedere dal contratto, relativa ad un utenza cellulare intestata al titolare del contratto domestico, ovvero mio papà. Essendo affetto da Alzheimer, postumi da ischemia cerebrale, cardiopatico e tanti altri problemi di salute, riferiva alla signorina di chiamare in altri momenti, in modo da trovare qualcuno dei figli, perché al momento non era in grado di fornire alcuna risposta in merito. Nel raccontarmi l'accaduto ha ricordato d'aver colto nello stato d'animo della signorina un certa arrabbiatura perché, a suo dire, il consiglio di pagare prima possibile era la strada più celere per evitare rogne in futuro o, peggio ancora, passare guai ancora più seri, non meglio precisati. Qualche giorno prima del Natale arriva una raccomandata - allegata in copia alla presente - da parte dell'Avv Luca Ceccarelli, con la quale cita mio padre a presentarsi giorno 16/06/2008 presso il giudice di pace in Roma.
Voglio precisare alcune considerazioni in merito alla bolletta e alla circostanza in generale. I miei genitori hanno nel corso di questo periodo cambiato casa e ristrutturato l'immobile nel quale vivono, non sono in possesso di alcuna delle ricevute antecedenti l'anno 2000, tra l'altro prescritte nella considerazione dei termini di legge vigenti. Il contratto inoltre, ha avuto inizio e termine nella città di Catania e non capisco perché debba presentarsi presso il giudice di pace di Roma. In ultima analisi ammesso e concesso ogni azione di rivalsa da parte di detto credito, ma essendo trascorsi più di 10 anni dalla di scadenza della bolletta come può un Giudice accogliere l'ingiusta richiesta di pagamento e citare, tra l'altro, un individuo a più di 800 km a comparire innanzi a lui.. Sono davvero sconcertato e spero d'avere presto vostre notizie o indicazioni sul da farsi. Grazie anticipatamente. Cordiali Saluti
Giuseppe, da Motta Sant'anastasia (CT)
Risposta ADUC
le consigliamo di consultarsi subito con un legale di vostra fiducia e farvi guidare anche nel caso decidiate di procedere da soli. Tutti i vizi vanno eccepiti (prescrizione e incompetenza del giudice), altrimenti non potrete piu' farlo.
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