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Cara ADUC

Telecom Italia - linea attivata senza alcuna richiesta

22 marzo 2007
Domanda 22 marzo 2007
Nel mese di aprile 2006, la scrivente, sig.ra Maria, gia' titolare dell'utenza TELECOM ubicata presso la sua abitazione sita in Brindisi alla via decideva di cambiare gestore telefonico, passando da Telecom a Tele2, sottoscrivendo con quest'ultimo gestore il contratto c.d. "Senza pensieri", che prevedeva l'eliminazione del canone mensile Telecom.
- nel mese di giugno 2006, la scrivente, per motivi di necessita' economica e seri problemi di salute, si vedeva costretta a vendere l'immobile di sua proprieta', sito in Brindisi alla via, ove era ubicata l'utenza di cui all'oggetto, trasferendosi a vivere a casa della figlia.
- procedeva, pertanto, a comunicare con racc. A/R a Tele2, la cessazione del contratto e la stessa Tele2, successivamente, riconoscendo l'avvenuta cessazione, chiedeva il pagamento (regolarmente effettuato) di quanto dovuto sino a quel momento per l'utenza in questione.
- Nel mese di ottobre 2006, la scrivente, con somma meraviglia, riceveva, tramite una vicina residente alla via, da Telecom Italia la fattura n. 5/06 per complessivi euro; 206,00 (euro duecento/sei), per le seguenti causali: euro 20,36 + iva per linea telefonica agosto novembre 2006, euro 24,28 + iva per linea telefonica ottobre -novembre 2006, euro 2,00 + iva per addebito conti precedenti, euro 125,00 + Iva per contributo attivazione linea telefonica.
- Detto importo era riferito all'utenza relativa all'immobile sito in Brindisi alla via gia' venduto con atto notarile in data 28.06.2006 e ceduto al nuovo proprietario in pari data.
- Allarmata per l'accaduto, la scrivente contattava immediatamente il 187, riferendo con precisione gli eventi all'operatore e puntualizzando che, da parte sua non c'era stata alcuna richiesta di riattivazione su quella linea, atteso, peraltro, che non risiedeva piu' li' e che l'immobile era stato venduto. L'operatore comunicava che tutto cio' non rilevava e che la richiesta di riattivazione era stata avanzata a Telecom da Tele2 a seguito dell'avvenuta cessazione del contratto con quest'ultimo. A fronte delle legittime rimostranze, sugli improbabili presupposti giuridici in base ai quali Tele2 avrebbe potuto validamente stipulare un contratto facente capo alla scrivente, senza alcuna sua volonta' espressa in tal senso, l'operatore consigliava di contattare Tele 2, per chiarire l'accaduto.
-Contattato l'operatore di Tele2, questi confermava la cessazione del mio rapporto contrattuale con Tele2 e affermava che assolutamente Tele2 aveva mai comunicato alcunche' a Telecom in merito ad una riattivazione della vecchia utenza telefonica (peraltro mai richiesta) e che giammai avrebbero potuto fare una cosa del genere. Mi invitava, pertanto, a segnalare per iscritto l'accaduto.
- Contattavo, pertanto, nuovamente il 187, riferendo al nuovo operatore le notizie assunte da Tele2, con invito ad annullare la fattura in questione, poiche' sicuramente doveva trattarsi di un errore. L'operatore, affatto convinto, cominciava a dire che non era possibile, che la linea era a quel momento attiva e che io avrei dovuto pagare la fattura, per tutte le causali indicate nel prospetto ivi descritto. Ribadivo di non aver chiesto alcuna riattivazione e che, essendo un pensionata malata e con un reddito di soli euro 420,00 mensili, non avrei mai potuto "regalare" euro 206,00 a Telecom per un servizio mai richiesto. Ad un certo punto, accidentalmente, cadeva la comunicazione.
- con nota racc. A/R n. del 09.10.2006, inviata a TELECOM ITALIA - Servizio Clienti Residenziali, casella postale n. 211 - 14100 ASTI e, per conoscenza a Tele2, la scrivente, esponeva i fatti come sopra descritti, invitando e diffidando, formalmente ed a ogni effetto di legge, la Telecom Italia S.p.A. a voler annullare la fattura n. 5/06 emessa nei suoi confronti, in quanto non aveva mai richiesto alcuna riattivazione sulla linea telefonica 0831511517, ubicata alla via. Considerando vieppiu', che tale immobile era stato venduto ad altro soggetto, che ne deteneva il possesso a far data dal 28.06.2006.
- Si chiedeva, inoltre, la disattivazione immediata dell'utenza telefonica sino a quel momento attiva a nome della scrivente, con espresso avviso che, in difetto, la TELECOM sarebbe stata ritenuta diretta ed unica responsabile di eventuali danni e che la scrivente si riservava di agire presso le competenti sedi giudiziarie per la tutela dei propri interessi, denunciando l'accaduto anche ai Comitati per la Difesa dei Consumatori.
- con successiva nota del 06.11.2006, la TELECOM Servizi Residenziali comunicava "di aver provveduto ad eseguire la cessazione del contratto. con decorrenza 03.11.2006 (???) e che avrebbe "provveduto ad addebitare i consumi per traffico ed ogni altra prestazione accessoria fino alla predetta data ed il canone relativo all'ultimo mese di utilizzo del servizio (???)".
- La scrivente riceveva ulteriore fattura n. 1/2007 per un importo di euro 109,36, al netto del rimborso anticipo conversazioni, con la causale "Linea telefonica per abitazione - periodo 30.11.2006, che non pagava; - In data 13.03.2007, la scrivente riceveva ulteriore nota, questa volta della SOREC sas, agenzia di recupero crediti di Lecce, che, per conto di TELECOM intimava il pagamento, entro giorni 15, di complessivi euro 315,36 (euro trecentoquindici/36), relativi cioe' alle fatture n. 5/2006 euro 209,00) e n. 1/2007 (109,36), minacciando, in caso di mancato pagamento, il ricorso all'Autorita' giudiziaria, con un ulteriore aggravio di spese. Cosa posso fare? In attesa di cortese cenno di riscontro, invio cordiali saluti.
Maria, da Brindisi

Risposta ADUC
Considerando che ha correttamente provveduto a contestare per raccomandata gli importi richiesti, puo' ignorare tale comunicazione, oppure diffidare anche la Sorec con altra raccomandata, chiedendo loro un risarcimento dei danni che le continue richieste di pagamento indebito le cagionano.
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