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Cara ADUC

Telecom bolletta gonfiata

14 febbraio 2008
Domanda 14 febbraio 2008
Salve, il mio problema è che a mia nonna hanno addebitato su conto Telecom ben 406.00 euro di telefonate, di cui 364,00 sono relative a chiamate verso cellulari internazionali e non, chiamate interurbane e internazionali. Sull'utenza di mia nonna, però, è attiva l'autodisabilitazione verso queste chiamate, infatti, la stessa è addebitata in bolletta al costo di 4,34 euro ogni bimestre; come è possibile, mi chiedo? Ho compilato la vostra lettera di messa in mora e volevo sapere se va bene e/o se devo aggiungere qualcosa.
Inoltre, volevo un chiarimento: è vero che l'autodisabilitazione verso le chiamate su indicate non è più a pagamento? Se si, posso richiederlo nella lettera? Devo chiedere anche la disabilitazione permanente?
Questa è la lettera che devo spedire a voi, all' Agcom e alla telecom:
Oggetto: contestazione Conto Telecom Italia - Fattura n.
Utenza n.... intestata a.... ubicata in via.... cap/ città
Spettabile Telecom Italia S.p.a.,
Io sottoscritta ....... con la presente contesto l'addebito (peraltro gia' contestato via fax in data odierna) relativo alle telefonate interurbane, a cellulari, internazionali, e a cellulari internazionali addebitate sul conto n... per il periodo 01/10/2007 - 30/11/2007 e pari ad euro 364,00.
Queste telefonate non sono state eseguite dalla sottoscritta e non possono, pertanto, essere riconducibili a detta utenza.
Trattasi di chiamate che si suppone siano state effettuate ad opera di terzi ignoti, a danno di Telecom Italia, intervenendo direttamente sulla linea esterna.
A riprova di ciò, infatti, la circostanza che, in relazione al tipo di telefonate di cui sopra, sull'utenza in oggetto è attiva l'autodisabilitazione a pagamento, il cui costo è di euro 3,62 + IVA (0,72 euro) per un totale di 4,34 euro addebitate sul conto telefonico ogni bimestre.
Ora, dato che su tale utenza è attivo il blocco verso tali chiamate e che nessuno ha potuto disattivarlo in quanto nell'abitazione vivo solo io che non sono in possesso del codice personale, il quale, invece, si trova nelle mani di mia figlia, non si vede come tali chiamate siano potute partire dall'utenza in questione.
Non derivando dalla propria utenza non possono essere, pertanto, addebitabili.
Tra l'altro anche da tutte le fatture precedenti si evince come la media del costo delle telefonate ogni bimestre si aggira intorno ai 40,00 euro (del resto un'anziana donna chi dovrebbe chiamare se non i suoi familiari?) Vi allego un esempio (all.1).
Vi avverto, inoltre, che ho pagato, in data 17.01.2008, solo gli importi della fattura riconosciuti e analiticamente indicati in un prospetto da me redatto e che vi allego e che ammontano a euro 42,00 (all. 2) e, come previsto dall'Agcom, vi diffido dall'interrompere i servizi attivi sulla mia utenza.
Si intima
pertanto, di inviarmi ampia e definitiva liberatoria relativa agli importi contestati.
Le intimazioni di cui sopra devono essere onorate entro e non oltre 15 gg dal ricevimento della presente raccomandata, con l'avviso che in difetto si adiranno le vie legali, onde ottenere quanto richiesto nonche' la rifusione del danno subito.
Distinti saluti,
(firma del titolare a cui e' intestata l'utenza)
Grazie per l'attenzione prestatami.
In attesa di riscontro,
Distinti saluti
Simona, da Reggio Calabria (RC)

Risposta ADUC
la raccomandata e' ben formulata. La disabilitazione e' gratuita e puo' essere permanente. Aggiunga la richiesta nella lettera:
clicca qui
Si ricordi, allo scadere dei 15 giorni da lei indicati, di attivare il tentativo di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione nel caso di mancata risposta da parte del gestore: clicca qui
(Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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