Cara ADUC
Telecom - addebito tasse di concessione governativa e spese cessazione
Domanda
18 febbraio 2009
Gentili di Aduc,
richiedo vostro consiglio per il seguente caso capitatoci. L'aprile scorso abbiamo sottoscritto con Telecom un contratto per passare le nostre 10 simcard da Wind a Telecom, in quanto il rappresentante commerciale venuto a sottoporci l'offerta ci aveva detto che Telecom avrebbe ripagato le penali per il recesso anticipato dell'altro operatore. Dopo circa 1 settimana Wind chiama e ci dice che secondo loro non ci verranno rimborsate le penali, ma eventualmente scontate dalle bollette future. Noi ovviamente verifichiamo la cosa con il call center Telecom, che ci conferma che il rimborso funzione "a scalare" dalle fatture.
A questo punto noi chiediamo con raccomandata a/r di non attivare tale contratto, perchè non ci sta bene questa maniera di rimborso e decidiamo di mantenere il nostro contratto con Wind.
La raccomandata è stata inviata entro i 10 gg. dalla sottoscrizione del contratto, per cui credevamo fosse possibile recedere. Dopo 15 giorni un incaricato telecom ci chiama per dire che mancava alla raccomandata la copia del documento di identità del rappresentante legale...cosa che non era stata richiesta quando avevamo inviato la raccomandata. In ogni caso la inviamo via fax.
Passa un mese e mezzo (circa fine giugno) e ci arriva una fattura per il pagamento di tasse governative pari a più di ¤ 600. Chiamiamo Telecom e spieghiamo che avevamo mandato lettera per richiedere di non attivare il contratto. Ci dicono che a loro risulta attivo. Mando un fax di reclamo dicendo che noi non abbiamo mai attivato alcuna loro sim e che avevamo richiesto il recesso entro i 10 giorni dall'attivazione. A metà/fine agosto ci arriva un altra fattura con l'addebito di altre tasse di concessione governative e spese di cessazione linee. Noi richiamiamo e ci dicono che a loro risulta la cessazione solo a metà luglio e che comunque le spese sono dovute perchè non esiste il diritto di recesso sul contratto.
Noi decidiamo di non pagare nulla in quanto reputiamo che non fosse corretto.
La scorsa settimana riceviamo lettera da Mediofactoring per il recupero dei crediti e a questo punto inviamo nuova raccomandata a/r per ribadire che secondo noi il contratto non è mai stato attivato e diffidando Telecom e Mediofactoring da richiedere nuovi pagamenti da parte nostra.
Detto ciò, secondo voi abbiamo agito nel giusto? Come ci dobbiamo comportare ora?
Grazie per una vostra risposta in merito e saluti.
Roberta, da Ravenna (RA)
richiedo vostro consiglio per il seguente caso capitatoci. L'aprile scorso abbiamo sottoscritto con Telecom un contratto per passare le nostre 10 simcard da Wind a Telecom, in quanto il rappresentante commerciale venuto a sottoporci l'offerta ci aveva detto che Telecom avrebbe ripagato le penali per il recesso anticipato dell'altro operatore. Dopo circa 1 settimana Wind chiama e ci dice che secondo loro non ci verranno rimborsate le penali, ma eventualmente scontate dalle bollette future. Noi ovviamente verifichiamo la cosa con il call center Telecom, che ci conferma che il rimborso funzione "a scalare" dalle fatture.
A questo punto noi chiediamo con raccomandata a/r di non attivare tale contratto, perchè non ci sta bene questa maniera di rimborso e decidiamo di mantenere il nostro contratto con Wind.
La raccomandata è stata inviata entro i 10 gg. dalla sottoscrizione del contratto, per cui credevamo fosse possibile recedere. Dopo 15 giorni un incaricato telecom ci chiama per dire che mancava alla raccomandata la copia del documento di identità del rappresentante legale...cosa che non era stata richiesta quando avevamo inviato la raccomandata. In ogni caso la inviamo via fax.
Passa un mese e mezzo (circa fine giugno) e ci arriva una fattura per il pagamento di tasse governative pari a più di ¤ 600. Chiamiamo Telecom e spieghiamo che avevamo mandato lettera per richiedere di non attivare il contratto. Ci dicono che a loro risulta attivo. Mando un fax di reclamo dicendo che noi non abbiamo mai attivato alcuna loro sim e che avevamo richiesto il recesso entro i 10 giorni dall'attivazione. A metà/fine agosto ci arriva un altra fattura con l'addebito di altre tasse di concessione governative e spese di cessazione linee. Noi richiamiamo e ci dicono che a loro risulta la cessazione solo a metà luglio e che comunque le spese sono dovute perchè non esiste il diritto di recesso sul contratto.
Noi decidiamo di non pagare nulla in quanto reputiamo che non fosse corretto.
La scorsa settimana riceviamo lettera da Mediofactoring per il recupero dei crediti e a questo punto inviamo nuova raccomandata a/r per ribadire che secondo noi il contratto non è mai stato attivato e diffidando Telecom e Mediofactoring da richiedere nuovi pagamenti da parte nostra.
Detto ciò, secondo voi abbiamo agito nel giusto? Come ci dobbiamo comportare ora?
Grazie per una vostra risposta in merito e saluti.
Roberta, da Ravenna (RA)
Risposta ADUC
nel vostro caso non si puo' invocare il diritto di recesso entro 10 giorni, per due motivi:
1- non si tratta di un contratto concluso a distanza (e' venuto l'agente presso i vostri uffici)
2- non siete "consumatori".
Ad ogni modo, la vostra lettera puo' essere interpretata comunque come disdetta del servizio (si evince la volonta' di interrompere il rapporto contrattuale), di conseguenza il gestore puo' addebitarvi solo i costi che maturano nei 30 giorni di preavviso, quindi forse solo la tassa di concessione governativa relativa ad una mensilita', escludendo in via assoluta l'addebito di penali (come da decreto bersani-bis, che vale anche per i contratti business). Questa la nostra scheda sulla legge Bersani:
clicca qui
Qui un articolo di approfondimento sul tema:
clicca qui
Rispondete al gestore, e per conoscenza all'agenzia di recupero crediti, con lettera raccomandata a/r di diffida:
clicca qui
ADUC Tlc - clicca qui
Internet e telefonia, in edicola la guida Aduc:
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1- non si tratta di un contratto concluso a distanza (e' venuto l'agente presso i vostri uffici)
2- non siete "consumatori".
Ad ogni modo, la vostra lettera puo' essere interpretata comunque come disdetta del servizio (si evince la volonta' di interrompere il rapporto contrattuale), di conseguenza il gestore puo' addebitarvi solo i costi che maturano nei 30 giorni di preavviso, quindi forse solo la tassa di concessione governativa relativa ad una mensilita', escludendo in via assoluta l'addebito di penali (come da decreto bersani-bis, che vale anche per i contratti business). Questa la nostra scheda sulla legge Bersani:
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