Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Tartufocoltura

4 giugno 2009
Domanda 4 giugno 2009
Buongiorno,
mi rivolgo a Voi per avere un consiglio su come procedere dopo alcuni fatti. Poiché abbiamo dei terreni lasciati dai nostri genitori, io e i miei fratelli abbiamo deciso di creare una tartufaia. Così nel dicembre 2006 abbiamo acquistato da una azienda del nord Italia, che da mesi pubblicizzava su giornali e radio locali i loro prodotti, 600 piantine micorrizate al prezzo di ¤ 27,00 ciascuna, un importo ben tre volte maggiore rispetto ad altri vivaisti contattati successivamente. Nel contratto di fornitura (non è mai stata mandata la fattura) tra le condizioni di vendita era scritto tra l'altro che "in caso di mortalità di una o più piante l'azienda garantisce la sostituzione gratuita in misura massima del 100% sul totale della fornitura (esclusa l'IVA)". Desidero far presente che quando si acquistano piantine da tartufo queste devono essere accompagnate, all'atto della consegna, da una certificazione di idoneità rilasciata da un organismo pubblico quale le Università. Soltanto su nostra richiesta ci è stata inviata questa certificazione ma ben due anni e mezzo dopo che le piantine erano state piantumate, quindi a posteriori e quindi fasulla. Nel dicembre 2007 abbiamo fatto un ulteriore ordine di altre 400 piantine, dando un acconto di ¤ 2000,00. Per sopravvenute esigenze familiari abbiamo successivamente disdetto l'ordine e per l'acconto dato ci avrebbero fornito l'equivalente in piantine, cioè n.74. Poiché nel frattempo erano morte 60 piantine della prima fornitura, queste dovevano essere rimpiazzate secondo le condizioni di vendita sopra espresse. Così in questi giorni il titolare dell'azienda ci ha consegnato 120 piantine (le altre 14 le porterà in autunno) e in più ha preteso l'IVA sulle 60 piantine sostituite (ho rilasciato un assegno bancario di ¤ 324,00 senza però intestarlo su sua richiesta), senza rilasciarmi né fattura né certificato di idoneità.
Poiché nel corso di questi due anni e mezzo per vari motivi siamo rimasti perplessi sull'onestà e affidabilità di questa azienda, questa volta abbiamo fatto analizzare le 120 piantine, prima di piantumarle, da un apposito ufficio regionale dell'Assessorato all'Agricoltura, il quale purtroppo ci ha comunicato proprio ieri che le stesse sono inquinate da funghi e che non darebbero il tartufo nero pregiato dettoci dal venditore, e quindi non vanno piantate ma restituite al fornitore il quale dovrà restituirci i 2000 euro per le 74 piantine nuove, ¤ 1620,00 per le 60 sostituite più ¤ 324,00 dell'IVA. E' evidente che adesso sorgono dubbi anche sull'autenticità delle altre 600 piantine ormai piantate dal gennaio 2007!!!
Alla luce di quanto sopra esposto come dobbiamo comportarci adesso nei confronti dell'azienda per riavere quanto ci spetta e metterli a conoscenza della inidoneità del prodotto venduto? Abbiamo in mano il risultato dell'analisi. Mandiamo noi una raccomandata o ci consigliate di rivolgerci ad un legale, oppure altri modi che riterrete più opportuni?
Vi ringrazio anticipatamente per una Vostra sollecita risposta e per il contributo che potrete darmi.
Cordiali saluti.
Linda, da Roma (RM)

Risposta ADUC
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Quando e se risponderanno, visti gli importi, dovra' rivolgersi ad un legale.
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