Giovedì 4 giugno 2026
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Tariffe servizio idrico - consumo minimo- e ricorso al giudice di pace

12 maggio 2009
Domanda 12 maggio 2009
Il comune fattura un consumo minimo di 41MC a quadrimestre al prezzo alto rispetto ad altri comuni di 0.77 euro/MC per la prima fascia.
La delibera del cipe del 2008 ha prorogato fino al 2010 il termine per l'abolizione del consumo minimo, che tuttavia doveva diminuire di 30MC ogni anno per 4 anni dopo il 2001 (delibera cipe 52/2001).
Il contatore non funziona da quando sono arrivato nel comune.
Il comune non ha risposto alla mia raccomandata di contestazione in cui ho anticipato che avrei impugnato presso il giudice di pace un'eventuale ingiunzione di pagamento.
Tuttavia, trattandosi di un contratto collettivo, il giudice di pace dovrebbe decidere non secondo equita', ma secondo diritto in senso stretto.
Il problema e' che nella confusione totale di varie delibere e circolari ministeriali, non e' facile interpretare la regolarita'  della fattura emessa per quanto riguarda il consumo minimo, anche se mi sembra violato l'art.13
della delibera del 2001 che parla di trasparenza della bolletta che dovrebbe indicare l'eventuale presenza dello stesso, cosa che non e' indicata chiaramente, nonche' la presenza di eventuali aumenti tariffari.
In questo modo non posso verificare la correttezza della fattura.
Sapete se ci sono precedenti di ricorsi vinti presso il giudice di pace per la motivazioni suddette di mancanza di trasparenza e di applicazione di un consumo minimo troppo elevato?
E' possibile che il giudice di pace tenga conto di condizioni economiche disagiate dell'utente rispetto a un bene vitale come l'acqua?
saluti
Paolo, da Belmonte (RI)

Risposta ADUC
sui precedenti non ne abbiamo notizia. Sulle condizioni disagiate e il giudice di pace le sconsigliamo di farci affidamento.
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