Cara ADUC
Sulla modifica di polizza vita, esempio INA
Domanda
3 novembre 2006
Spett. Aduc, leggo sempre con molto interesse la vostra newsletter che trovo molto spesso utile. Ho versato un contributo a vostro favore che ripetera' anche l'anno prossimo. Scorrendo i vari casi esposti, ho letto piu' volte di delusioni una volta giunte a scadenza le polizze vita INA di vari assicurati. Anche mia moglie Sonia stipulo' una polizza vita INA decennale (tariffa 7C) nel 1994. Non mi ricordo piu' per quali ragioni di detrazione fiscale nel 2000 un fuzionario INA ci suggeri' di trasformarla in un'altra polizza (tariffa 03FI/) ma per un errore di trascrizione tale polizza fu stabilita per una ulteriore durata di 16 anni e non per 6 anni come era negli accordi! Alle nostre continue proteste finalmente nel 2002 tale polizza errata fu annullata e trasformata in un'altra (tariffa 03FIW) con durata di 4 anni a scadenza 2006 come noi volevamo. I premi versati sono stati euro 1859,24 (euro 309,87 x 6) nel 1994-1999, euro 2582,28 (euro 1291,14 x 2) nel 2000-2001 ed infine euro 5471.91 (euro 1296,30 indicizzato x 4) nel 2002-2005 per un totale versato di euro 9913,43. Un totale di premi versati di euro 1863,37 nella prima polizza (1994-2000) si trasformava in euro 1913,98 nella seconda polizza (2000-2002) errata per scadenza. Nella terza polizza (2002-2006) un trasformato di euro 3967,50 dalle prime due polizze liquidava alla fine euro 9834,01 cioe' quanto piu' o meno da me versato in 12 anni!!! Alla liquidazione finale mia moglie ha firmato non come quietanza ma come acconto in attesa di una revisione dei conti che ho richiesto all'INA di cui allego la risposta. Sperando che la documentazione allegata sia sufficiente, rimango in attesa di un vostro cortese conteggio di quanto riportato sopra ed in allegato, ringraziandovi in anticipo per l'impegno richiesto. Dopo anni di errori sono giunto alla conclusione (ed e' quanto voi coraggiosamente insistente a dire) che per investire bisogna acquistare prodotti base e cioe'. 1) Azioni di societa' ad alta capitalizzazione e solidi bilanci.
2) Obbligazioni ad alto rating che abbiano mercato e
3) eventualmente ETF che costano meno di qualsiasi fondo comune di cui battono regolarmente la perfomance. Se possibile, acquistare via Internet per risparmiare sulle commissioni. La percentuale di investimento tra questi prodotti varia in corrispondenza del rischio (che per quanto si possa controllare non e' mai eliminabile!!) che volete far correre al vostro portafoglio. Tutte le altre soluzioni servono solo a riempire le casse di banche, assicurazioni, ecc. senza reali vantaggi per l'investitore. Distinti saluti
Antonio D'Elia
2) Obbligazioni ad alto rating che abbiano mercato e
3) eventualmente ETF che costano meno di qualsiasi fondo comune di cui battono regolarmente la perfomance. Se possibile, acquistare via Internet per risparmiare sulle commissioni. La percentuale di investimento tra questi prodotti varia in corrispondenza del rischio (che per quanto si possa controllare non e' mai eliminabile!!) che volete far correre al vostro portafoglio. Tutte le altre soluzioni servono solo a riempire le casse di banche, assicurazioni, ecc. senza reali vantaggi per l'investitore. Distinti saluti
Antonio D'Elia
Risposta ADUC
L'errore di trascrizione che ha comportato un allungamento del contratto e' un noto escamotage adottato dai venditori di polizze per guadagnare di piu'. Infatti, le provvigioni delle polizze vita sono tanto piu' elevate quanto piu' e' lunga la durata del contratto. Lascio a lei immaginare il rimorso del venditore per l'"errore" commesso. Le operazione di trasformazione di polizze vita sono nocive per l'assicurato, ad ogni passaggio una parte dei soldi accantonati viene erosa per "spese di trasformazione". E' un meccanismo micidiale, piu' volte cambio la polizza e peggio e'. Si cambiano vecchie condizioni piu' favorevoli (per esempio minimi garantiti piu' elevati), e se ne concordano di nuove piu' svantaggiose, pure pagando ! (Altro esempio annullamento della detrazione fiscale).
Tanto per cominciare i caricamenti sulla polizza 63456902/84 sono 123,39 euro per ogni rata di premio da 1296,30 euro, pari al 9,52% circa. Quindi 14,51 euro + 8,40%. Importo che diferisce da quello che dichiara la compagnia. Su questo contratto, solo negli ultimi quattro anni ha speso 503,43 euro di costi espliciti, Ha versato 5.463,87 euro e ne ha maturati a scadenza 5.326,09 euro. Non male. Colpa dei mercati? No! Colpa del prodotto.
Da una polizza che ha subito tre modiche contrattuali da quando e' nata, sulla quale la compagnia ha trattenuto almeno 1.350 euro di oneri espliciti (ma abbiamo visto che i loro calcoli di spesa sono incongruenti) e probabilmente quasi altrettanti di oneri di gestione (oneri impliciti), il risultato finale non poteva essere che questo. Chi ci guadagno sempre e comunque vada sono le compagnie di assicurazione. Esse si "assicurano" i guadagni a scapito dei clienti.
Il valore finale di liquidazione e' corretto: 658,943697 parti del fondo INA (relativamente alle polizze dal '94 al '2002), 767,448842 parti acquistate dal 2002 al 2006. La somma del totale delle quote moltiplicato per 6,94 euro (quotazione finale) fa proprio 9.899,16 euro. Oltre al danno subito (perdita sul capitale investito e perdita di tutto il potere di acquisto sui premi versati nei dieci anni)c'e' pure la beffa. La beffa di dover pagare delle imposte su di un capital gain "virtuale". infatti ogni trasformazione di polizza risulta un nuovo contratto e quindi sulla attivita'accumulate dal '94 al 2002 depositate sull'ultima polizza come premio unico, vengono trattenute le imposte sul capital gain maturato dal 2002 al 2006!
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Ha risposto: Simone Franci
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Tanto per cominciare i caricamenti sulla polizza 63456902/84 sono 123,39 euro per ogni rata di premio da 1296,30 euro, pari al 9,52% circa. Quindi 14,51 euro + 8,40%. Importo che diferisce da quello che dichiara la compagnia. Su questo contratto, solo negli ultimi quattro anni ha speso 503,43 euro di costi espliciti, Ha versato 5.463,87 euro e ne ha maturati a scadenza 5.326,09 euro. Non male. Colpa dei mercati? No! Colpa del prodotto.
Da una polizza che ha subito tre modiche contrattuali da quando e' nata, sulla quale la compagnia ha trattenuto almeno 1.350 euro di oneri espliciti (ma abbiamo visto che i loro calcoli di spesa sono incongruenti) e probabilmente quasi altrettanti di oneri di gestione (oneri impliciti), il risultato finale non poteva essere che questo. Chi ci guadagno sempre e comunque vada sono le compagnie di assicurazione. Esse si "assicurano" i guadagni a scapito dei clienti.
Il valore finale di liquidazione e' corretto: 658,943697 parti del fondo INA (relativamente alle polizze dal '94 al '2002), 767,448842 parti acquistate dal 2002 al 2006. La somma del totale delle quote moltiplicato per 6,94 euro (quotazione finale) fa proprio 9.899,16 euro. Oltre al danno subito (perdita sul capitale investito e perdita di tutto il potere di acquisto sui premi versati nei dieci anni)c'e' pure la beffa. La beffa di dover pagare delle imposte su di un capital gain "virtuale". infatti ogni trasformazione di polizza risulta un nuovo contratto e quindi sulla attivita'accumulate dal '94 al 2002 depositate sull'ultima polizza come premio unico, vengono trattenute le imposte sul capital gain maturato dal 2002 al 2006!
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Ha risposto: Simone Franci
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