Cara ADUC
Sul vostro comunicato stampa Lehman
Domanda
20 ottobre 2008
Sono allibito nel leggere lo pseudo-articolo del vostro rappresentante Alessandro Pedone, intitolato "
Allarme titoli Lehman Brothers. Attenti ai venditori di fumo.....".
Non so se tale articolo sia stato scritto troppo di fretta o senza alcuna cognizione di base sull'argomento ma di certo:
a) mescola il diritto alla tutela al proprio risparmio obbligazionario (caso lehman) con le speculazioni sui titoli bancari italiani, che nessuno dovrebbe mai mischiare assieme
b) non considera per nulla la miriade di sentenze A FAVORE dei bondisti di altre società, a seguito di ricorsi presentati in condizioni MOLTO MENO favorevoli. Tali sentenze dovrebbero far scuola sia ai bondisti che all'ADUC e far riflettere sui reali diritti dei consumatori e doveri degli intermediatori finanziari (che l'ADUC sembra dimenticare del tutto).
c) dimentica che il titolo Lehman era raccomandato come 'a basso rischio', quando in ambienti finanziari (di certo accessibili agli esperti) si dava per certo il crollo. Il profilo basso rischio era totalmente falso negli ultimi mesi e le banche sapevano perfettamente cosa stava accadendo.
Come si evince chiaramente dalla testimonianza dell'Amministratore Delegato della Federal Reserve Ben S. Bernanke al U.S. Senate Committee on Banking, Housing, and Urban Affairs, September 23, 2008, l'intervento del governo USA non è stato fatto proprio per la consapevolezza degli esperti finanziari dell'altissimo rischio default:
"...the troubles at Lehman had been well known for some time, and investors clearly recognized-as evidenced, for example, by the high cost of insuring Lehman's debt in the market for credit default swaps-that the failure of the firm was a significant possibility. Thus, we judged that investors and counterparties had had time to take precautionary measures."
...Abbiamo ritenuti che gli investitori e le controparti abbiano avuto tempo per prendere misure precauzionarie".
Le banche NON possono negare di non aver avuto conoscenza dei CDS sui titoli Lehman. L'investitore inesperto NON sa neppure cosa siano, ma la banca DEVE osservare gli indicatori finanziari e DEVE bloccare l'acquisto (e certamente NON raccomandarlo come a basso rischio) quando è chiaro che il titolo è al alto rischio.
d) Ma il sign. Alessandro Pedone ha letto i regolamenti Consob? Sa che ci sono banche che operano ancora SENZA uno straccio di firma su alcun questionario Mifid? Sa che non hanno idea del profilo di conoscenze e rischio del cliente? Sa che non potrebbero per definizione dare adito per clienti a basso rischio ad ordini su strumenti complessi, come le obbligazioni Lehman?
A me sembra che il vostro intervento sia del tutto fuori luogo, mescola due temi totalmente separati (lehman non ha nulla a che vedere con le speculazioni sulle banche italiane) e sia contrario agli interessi dei cittadini. Pregherei di chiedere ai vostri redattori di INFORMARSI accuratamente prima di scrivere un articolo. Nei casi di altri bond quello che ADUC definisce "errori madornali, di tipo formale" sono risultati come dominanti nella grande maggioranza delle compravendite passate e sono di certo presenti anche oggi, nonostante tutte le nuove normative. Come si fa quindi a dire senza aver conoscenza alcuna dei casi reali che 'le speranze di recuperare i danni derivanti dai titoli Lehman attraverso azioni legali, sono pressoche' nulle'?
Le speranze sono inversamente proporzionali alla bontà del rispetto dei regolamenti delle banche (rispetto che purtroppo ancora oggi manca in moltissimi casi).
Pur concordando con voi dal diffidare di pseudo-associazioni che chiedono soldi per seguire i bondisti Lehamn, io terrei un atteggiamento di maggior rispetto verso altre associazioni (che certamente si sono documentate più di ADUC) che gratuitamente stanno prestando un utile servizio ai risparmiatori che hanno obbligazioni Lehman senza aver ricevuto una adeguato controllo sul rischio da parte delle banche.
Saluti
Gianni, da Torino (TO)
Allarme titoli Lehman Brothers. Attenti ai venditori di fumo.....".
Non so se tale articolo sia stato scritto troppo di fretta o senza alcuna cognizione di base sull'argomento ma di certo:
a) mescola il diritto alla tutela al proprio risparmio obbligazionario (caso lehman) con le speculazioni sui titoli bancari italiani, che nessuno dovrebbe mai mischiare assieme
b) non considera per nulla la miriade di sentenze A FAVORE dei bondisti di altre società, a seguito di ricorsi presentati in condizioni MOLTO MENO favorevoli. Tali sentenze dovrebbero far scuola sia ai bondisti che all'ADUC e far riflettere sui reali diritti dei consumatori e doveri degli intermediatori finanziari (che l'ADUC sembra dimenticare del tutto).
c) dimentica che il titolo Lehman era raccomandato come 'a basso rischio', quando in ambienti finanziari (di certo accessibili agli esperti) si dava per certo il crollo. Il profilo basso rischio era totalmente falso negli ultimi mesi e le banche sapevano perfettamente cosa stava accadendo.
Come si evince chiaramente dalla testimonianza dell'Amministratore Delegato della Federal Reserve Ben S. Bernanke al U.S. Senate Committee on Banking, Housing, and Urban Affairs, September 23, 2008, l'intervento del governo USA non è stato fatto proprio per la consapevolezza degli esperti finanziari dell'altissimo rischio default:
"...the troubles at Lehman had been well known for some time, and investors clearly recognized-as evidenced, for example, by the high cost of insuring Lehman's debt in the market for credit default swaps-that the failure of the firm was a significant possibility. Thus, we judged that investors and counterparties had had time to take precautionary measures."
...Abbiamo ritenuti che gli investitori e le controparti abbiano avuto tempo per prendere misure precauzionarie".
Le banche NON possono negare di non aver avuto conoscenza dei CDS sui titoli Lehman. L'investitore inesperto NON sa neppure cosa siano, ma la banca DEVE osservare gli indicatori finanziari e DEVE bloccare l'acquisto (e certamente NON raccomandarlo come a basso rischio) quando è chiaro che il titolo è al alto rischio.
d) Ma il sign. Alessandro Pedone ha letto i regolamenti Consob? Sa che ci sono banche che operano ancora SENZA uno straccio di firma su alcun questionario Mifid? Sa che non hanno idea del profilo di conoscenze e rischio del cliente? Sa che non potrebbero per definizione dare adito per clienti a basso rischio ad ordini su strumenti complessi, come le obbligazioni Lehman?
A me sembra che il vostro intervento sia del tutto fuori luogo, mescola due temi totalmente separati (lehman non ha nulla a che vedere con le speculazioni sulle banche italiane) e sia contrario agli interessi dei cittadini. Pregherei di chiedere ai vostri redattori di INFORMARSI accuratamente prima di scrivere un articolo. Nei casi di altri bond quello che ADUC definisce "errori madornali, di tipo formale" sono risultati come dominanti nella grande maggioranza delle compravendite passate e sono di certo presenti anche oggi, nonostante tutte le nuove normative. Come si fa quindi a dire senza aver conoscenza alcuna dei casi reali che 'le speranze di recuperare i danni derivanti dai titoli Lehman attraverso azioni legali, sono pressoche' nulle'?
Le speranze sono inversamente proporzionali alla bontà del rispetto dei regolamenti delle banche (rispetto che purtroppo ancora oggi manca in moltissimi casi).
Pur concordando con voi dal diffidare di pseudo-associazioni che chiedono soldi per seguire i bondisti Lehamn, io terrei un atteggiamento di maggior rispetto verso altre associazioni (che certamente si sono documentate più di ADUC) che gratuitamente stanno prestando un utile servizio ai risparmiatori che hanno obbligazioni Lehman senza aver ricevuto una adeguato controllo sul rischio da parte delle banche.
Saluti
Gianni, da Torino (TO)
Risposta ADUC
Se comprendiamo bene, tutta la sua argomentazione ruoterebbe attorno ai cds.
L'andamento anomalo dei cds bancari e' un fatto relativamente recente dovuto al cosi' detto credit crunch. Si tratta di un effetto simile all'andamento anomalo dei tassi euribor.
I cds sono contratti non regolamentati dai quali e' difficile trarre conseguenze cosi' certe (come lei vorrebbe fare) tanto e' vero che molte altre banche americane avevano cds a prezzi simili a quelli di Lehman Brothres prima del fallimento e successivamente non sono fallite.
La verita' e' molto semplice. Data la crisi del credito, decine di banche americane (ed anche europee) sarebbero fallite senza l'intervento dei Governi. A Lehman non e' stato concesso cio' che lo stesso giorno e' stato concesso a Merrill Lynch ed il giorno dopo e' stato concesso a AIG. Si e' trattato di una scelta politica. Se su questo si vuole speculare sostenendo che il titolo, al momento dell'acquisto, era da considerare un titolo rischio (per il solo fatto che dopo, in situazioni del tutto imprevedibili) e' fallito, ci si accomodi pure. Personalmente ritengo la tesi pretestuosa.
Si puo' sostenere che l'intero sistema bancario, con il senno di poi, era molto piu' rischioso di quanto si ipotizzasse solo pochi mesi fa. Questo e' vero. Ma prima della crisi del credito, Lehman non era diversa da Bearn Stearns o da Merrill Lynch o da altri bancari americani.
Non c'era uno solo operatore finanziario al mondo che considerasse questi titoli rischiosi prima dell'inizio della crisi del credito. Questo e' un dato di fatto.
A me non interessa fare cause. Quando c'e' stato da bastonare le banche, per violazioni vere delle regole di comportamento degli intermediari finanziari non ci siamo mai tirati indietro. Sostenere che ci sono stati cause vinte "in condizioni MOLTO MENO favorevoli" ci sembra il ragionamento del solito avvocato che punta a fare la causa. Ci sono state anche sentenze che hanno dato ragione all'investitore per presunta violazione dello ius poenitendi (diritto di recesso) in occasione di un acquisto di un bond argentina. E' allora? E' palese che la violazione dello ius poenitendi in quel caso non c'e'.
Esistono gli appelli e la Cassazione. E' vero che "causa pendente, causa pagante", il problema e' che chi paga non e' l'avvocato ma il cliente. Se permette, noi siamo dalla parte del cliente.
Ci sono associazioni di consumatori che sembrano uffici di collocamento per avvocati. Associazioni composte essenzialmente da avvocati. Noi siamo diversi. A noi interessa informare i consumatori e mettiamo in guardia anche dal fare cause avventate.
E' gia' molto difficile avviare una causa quando si ritiene di avere tutte le condizioni, figuriamoci quando si dovrebbe sostenere che il titolo Lehaman era da considerare rischioso prima dell'inizio della crisi del credito.
Se poi lei mi parla di un titolo acquistato pochi giorni prima del Chapter 11 per la totalita' dei risparmi del soggetto...allora e' chiaramente e' un altro caso.
L'andamento anomalo dei cds bancari e' un fatto relativamente recente dovuto al cosi' detto credit crunch. Si tratta di un effetto simile all'andamento anomalo dei tassi euribor.
I cds sono contratti non regolamentati dai quali e' difficile trarre conseguenze cosi' certe (come lei vorrebbe fare) tanto e' vero che molte altre banche americane avevano cds a prezzi simili a quelli di Lehman Brothres prima del fallimento e successivamente non sono fallite.
La verita' e' molto semplice. Data la crisi del credito, decine di banche americane (ed anche europee) sarebbero fallite senza l'intervento dei Governi. A Lehman non e' stato concesso cio' che lo stesso giorno e' stato concesso a Merrill Lynch ed il giorno dopo e' stato concesso a AIG. Si e' trattato di una scelta politica. Se su questo si vuole speculare sostenendo che il titolo, al momento dell'acquisto, era da considerare un titolo rischio (per il solo fatto che dopo, in situazioni del tutto imprevedibili) e' fallito, ci si accomodi pure. Personalmente ritengo la tesi pretestuosa.
Si puo' sostenere che l'intero sistema bancario, con il senno di poi, era molto piu' rischioso di quanto si ipotizzasse solo pochi mesi fa. Questo e' vero. Ma prima della crisi del credito, Lehman non era diversa da Bearn Stearns o da Merrill Lynch o da altri bancari americani.
Non c'era uno solo operatore finanziario al mondo che considerasse questi titoli rischiosi prima dell'inizio della crisi del credito. Questo e' un dato di fatto.
A me non interessa fare cause. Quando c'e' stato da bastonare le banche, per violazioni vere delle regole di comportamento degli intermediari finanziari non ci siamo mai tirati indietro. Sostenere che ci sono stati cause vinte "in condizioni MOLTO MENO favorevoli" ci sembra il ragionamento del solito avvocato che punta a fare la causa. Ci sono state anche sentenze che hanno dato ragione all'investitore per presunta violazione dello ius poenitendi (diritto di recesso) in occasione di un acquisto di un bond argentina. E' allora? E' palese che la violazione dello ius poenitendi in quel caso non c'e'.
Esistono gli appelli e la Cassazione. E' vero che "causa pendente, causa pagante", il problema e' che chi paga non e' l'avvocato ma il cliente. Se permette, noi siamo dalla parte del cliente.
Ci sono associazioni di consumatori che sembrano uffici di collocamento per avvocati. Associazioni composte essenzialmente da avvocati. Noi siamo diversi. A noi interessa informare i consumatori e mettiamo in guardia anche dal fare cause avventate.
E' gia' molto difficile avviare una causa quando si ritiene di avere tutte le condizioni, figuriamoci quando si dovrebbe sostenere che il titolo Lehaman era da considerare rischioso prima dell'inizio della crisi del credito.
Se poi lei mi parla di un titolo acquistato pochi giorni prima del Chapter 11 per la totalita' dei risparmi del soggetto...allora e' chiaramente e' un altro caso.
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