Cara ADUC
Lo strano caso di poste italiane
Domanda
6 luglio 2009
INVIATO VIA MAIL A
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
PRESIDENZA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
MINISTERO PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE
MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO
BANCA D'ITALIA
Oria, 1 luglio 2009
POSTE ITALIANE S.P.A. : UN CASO TUTTO ITALIANO
Come consigliere comunale e come avvocato del Codacons, qualche giorno fa avevo denunciato i gravi disservizi creati ai cittadini da Poste Italiane s.p.a. ed in particolare la mancata consegna della corrispondenza da parte del locale ufficio di Oria (BR) di Poste Italiane s.p.a., in alcune e diverse zone della Città.
Ancora oggi la situazione arreca gravissimo disagio e la normalizzazione è di là da venire.
M proprio oggi scopro che il Ministero dello Sviluppo ha aumentato le tariffe per l'invio della posta raccomandata, salite da euro 2.80 a 3.30 per i plichi fino a 20 grammi e da euro 3.20 ad euro 4.40 per quelli da 20 a 50 grammi e così via: aumenti anche del 30% a fronte di un servizio inefficiente più e più volte denunciato da cittadini, autorità ed associazione dei consumatori nelle più disparate zone d'Italia!
E c'è dell'altro: Poste Italiane qualche anno ha venduto a tantissimi risparmiatori polizze assicurative con sottostanti titoli derivati e strutturati, i famosi titoli americani oggi spazzatura a valore zero(!!!), ed oggi i risparmiatori si trovano ad avere polizze che valgono sino al 65% in meno del capitale iniziale di sottoscrizione: questi prodotti e queste polizze come e da chi sono stati venduti agli ignari risparmiatori? Poste Italiane come e perché ha deciso di collocarle nelle proprie agenzie?
Ed allora, dov'è la sicurezza del risparmio postale, come mai Poste Italiane ha proposto a tantissimi risparmiatori, assolutamente inadatti alla platea dei così detti derivati, prodotti finanziari così articolati, idonei solo per particolari categorie di risparmiatori ed investitori aventi precise caratteristiche e propensione al rischio, oltre che età e formazione culturale e conoscenza degli strumenti e dei mercati finanziari?
Come è possibile che la posta non venga esattamente e tempestiva consegnata e nessuno paghi per le inefficienze più e più volte denunciate;
come è possibile che il Ministero dello sviluppo economico aumenti le tariffe per l'invio della corrispondenza raccomandata anche del 30% (!), in virtù di quale efficienza e sulla base di quali parametri e riferimenti relativi al costo e alle modalità di svolgimento del servizio;
I cittadini e consumatori, mi chiedo, come possono farcela? In un paese in cui viene bloccata dal governo e per interessi lobbistici la class action, è in vigore una legislazione che promette tanto ma mantiene poco, anche a causa di un processo civile lento, non vi sono momenti di composizione stragiudiziale delle liti sufficientemente presenti ed efficienti, si incontrano quotidianamente resistenze da parte della pubblica amministrazione, arretrata e anchilosata, e di alcune grandi aziende (che solo a parole sono state privatizzate . ma si, dimenticavo, la privatizzazioni in Italia . che bufala!) che rendono servizi costosi e non all'altezza delle aspettative e delle esigenze di una società moderna e globalizzata.
Mi piacerebbe avere qualche risposta: non di comodo, non di maniera, non di propaganda, che dia conto, piuttosto, dell'etica della responsabilità in un Paese dove le responsabilità si perdono nei meandri del tempo e nei rivoli della burocrazia!
Tommaso, da Oria (BR)
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BANCA D'ITALIA
Oria, 1 luglio 2009
POSTE ITALIANE S.P.A. : UN CASO TUTTO ITALIANO
Come consigliere comunale e come avvocato del Codacons, qualche giorno fa avevo denunciato i gravi disservizi creati ai cittadini da Poste Italiane s.p.a. ed in particolare la mancata consegna della corrispondenza da parte del locale ufficio di Oria (BR) di Poste Italiane s.p.a., in alcune e diverse zone della Città.
Ancora oggi la situazione arreca gravissimo disagio e la normalizzazione è di là da venire.
M proprio oggi scopro che il Ministero dello Sviluppo ha aumentato le tariffe per l'invio della posta raccomandata, salite da euro 2.80 a 3.30 per i plichi fino a 20 grammi e da euro 3.20 ad euro 4.40 per quelli da 20 a 50 grammi e così via: aumenti anche del 30% a fronte di un servizio inefficiente più e più volte denunciato da cittadini, autorità ed associazione dei consumatori nelle più disparate zone d'Italia!
E c'è dell'altro: Poste Italiane qualche anno ha venduto a tantissimi risparmiatori polizze assicurative con sottostanti titoli derivati e strutturati, i famosi titoli americani oggi spazzatura a valore zero(!!!), ed oggi i risparmiatori si trovano ad avere polizze che valgono sino al 65% in meno del capitale iniziale di sottoscrizione: questi prodotti e queste polizze come e da chi sono stati venduti agli ignari risparmiatori? Poste Italiane come e perché ha deciso di collocarle nelle proprie agenzie?
Ed allora, dov'è la sicurezza del risparmio postale, come mai Poste Italiane ha proposto a tantissimi risparmiatori, assolutamente inadatti alla platea dei così detti derivati, prodotti finanziari così articolati, idonei solo per particolari categorie di risparmiatori ed investitori aventi precise caratteristiche e propensione al rischio, oltre che età e formazione culturale e conoscenza degli strumenti e dei mercati finanziari?
Come è possibile che la posta non venga esattamente e tempestiva consegnata e nessuno paghi per le inefficienze più e più volte denunciate;
come è possibile che il Ministero dello sviluppo economico aumenti le tariffe per l'invio della corrispondenza raccomandata anche del 30% (!), in virtù di quale efficienza e sulla base di quali parametri e riferimenti relativi al costo e alle modalità di svolgimento del servizio;
I cittadini e consumatori, mi chiedo, come possono farcela? In un paese in cui viene bloccata dal governo e per interessi lobbistici la class action, è in vigore una legislazione che promette tanto ma mantiene poco, anche a causa di un processo civile lento, non vi sono momenti di composizione stragiudiziale delle liti sufficientemente presenti ed efficienti, si incontrano quotidianamente resistenze da parte della pubblica amministrazione, arretrata e anchilosata, e di alcune grandi aziende (che solo a parole sono state privatizzate . ma si, dimenticavo, la privatizzazioni in Italia . che bufala!) che rendono servizi costosi e non all'altezza delle aspettative e delle esigenze di una società moderna e globalizzata.
Mi piacerebbe avere qualche risposta: non di comodo, non di maniera, non di propaganda, che dia conto, piuttosto, dell'etica della responsabilità in un Paese dove le responsabilità si perdono nei meandri del tempo e nei rivoli della burocrazia!
Tommaso, da Oria (BR)
Risposta ADUC
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