Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Spy-story ferragostana

17 agosto 2007
Domanda 17 agosto 2007
Spett. ADUC, volevo porvi una questione spinosa ma quantomai intrigante e di attualita'.
Immaginiamo che io sia un giocatore di poker professionista e vada a Las Vegas a giocare un torneo da 100000 Usd.
A un certo punto mi accorgo che il mio vicino di tavolo sta spiando le mie carte attraverso un sofisticato congegno ottico/elettronico.
Allora (non conosco esattamente la procedura, ma dovrebbe essere pressappoco cosi'), avverto il responsabile del tavolo che, oltre ad espellere immediatamente il truffatore, lo obbliga a restituire il maltolto a chi e' stato danneggiato.
Nel caso non sia possibile ottenere il risarcimento da parte del baro (perche' nel frattempo ha fatto perdere le proprie tracce, o perche' risulta insolvente) la responsabilta' del risarcimento passa ai garanti della regolarita' del gioco, quindi al responsabile del tavolo o all' organizzazione stessa, per non aver adeguatamente vigilato.
Ora proviamo a fare una trasposizione di questo caso su cio' che avviene ogni giorno sui mercati finanziari, dove vengono scambiati enormi quantita' di denaro; prendiamo il mercato dei derivati.
Chi possiede un minimo di nozioni di finanza ha ben noto cosa si intenda per asimmetria informativa, ma questa da sola non puo' spiegare come sia possibile che il 95% (secondo le ultime statistiche) dei trader privati perda sul mercato dei derivati, mentre il cartello costituito dai piu' grossi istituti bancari registri profitti sempre maggiori dall' attivita' di trading sui derivati.
Dove voglio arrivare? Non e' difficile.
Non e' fantascienza ipotizzare che il cartello delle grandi banche, oltre a possedere informazioni qualitativamente migliori (ma questo e' legale e fa parte del gioco), possieda anche apparati che siano in grado di spiare le posizioni degli attori piu' piccoli, siano essi il piccolo trader, o il piccolo hedge fund.
Attenzione: visto che qualcuno sta gia' sorridendo, puntualizzo che cio' che voglio affermare concretamente non e' che le banche si siano accordate per fregare il signor X o il tale fondo che dava fastidio, ma che abbiano agito fraudolentamente attraverso l' entrata in possesso, la condivisione (attenzione: la condivisione) e l' utilizzo di informazioni che non avrebbero dovuto possedere (ovvero le posizioni e la situazione finanziaria complessiva degli altri attori).
Come sono state utilizzate in seguito queste informazioni? Sono state immesse attraverso sofisticati circuiti informatici gestiti in base ad analisi quantitative, che hanno consentito di trarre da tali informazioni l' algoritmo che permettesse di massimizzare il proprio utile.
Qual e' dunque la differenza tra la grande banca e il baro del casino'? Nessuna.
Solamente, si tratta di accuse che nessuno mai potra' provare, credo.
E come sarebbe possibile scremare i veri danneggiati dai comportamenti opportunistici? Sarebbe una battaglia persa in partenza.
Nell' ipotesi del tutto fantasiosa che cio' possa accadere, esistono forme di tutela per il privato danneggiato da questo abuso?
Grazie per l' eventuale risposta a questa spy-story ferragostana, e buon lavoro.
Ermanno, da Trento

Risposta ADUC
Che risponderle? Esiste la possibilita' di essere tutelati da un comportamento non provato?
La domanda, e' - ovviamente - retorica.
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