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Spostamento cavi e impianti Telecom Italia. Cosa fare se T.I non risponde e si ha urgenza?

11 luglio 2013
Domanda 11 luglio 2013
L'avvio dei lavori a una casa di mia proprietà (interessata dal crollo della trave centrale del tetto) è ostacolato dagli impianti Enel e Telecom Italia che gravano su due facciate e che servono altre case. I cavi Enel interessano sia la facciata sud sia ovest, dove sono stati agganciati al muro insieme ai cavi T.I., della quale è presente anche una centralina.
L'08/02 avvio pratica di Manutenzione Straordinaria e il 13/02 invio i fax a Enel e T.I.
Se a maggio trovo un accordo con Enel, da T.I. ho ricevuto solo il preventivo.
Il 13/02 noto che la centralina T.I. (non accessibile autonomamente dal personale T.I.) era stata sostituita a mia insaputa e il 14/02 invio fax di reclamo allegando foto dell'impianto prima e dopo la sostituzione.
Il 18/02 il tecnico T.I. fa il sopralluogo, offro un posto per posa di palo e mi riferisce che avrebbe fatto il possibile per far passare l'intervento in gratuità.
Il preventivo T.I. del 05/03 ammonta a 2531,68 euro esclusa iva.
Il 29/03 invio via fax, pec e raccomandata a/r una lettera in cui cito gli artt. 90 e seg. del Codice delle Com. Elettroniche d.lgs. 259/2003. Do il 30/06 come termine e minaccio di addebitare alla stessa T.I. tutte le spese derivanti dal ritardo dello spostamento.
Allego copia della Manutenzione Straordinaria e copia delle visure pregiudizievoli da Conservatoria.
Il 29/04 invio sollecito via fax, pec e racc. a/r: chiedo un numero telefonico diretto del referente tecnico e ribadisco quanto scritto in precedenza.
Per la sostituzione dell'impianto T.I. a mia insaputa, il 10/05 presento querela per violazione di domicilio in Procura.
Il 03/06, scaduto il preventivo T.I., invio una nuova richiesta di spostamento via fax, pec e racc. a/r: scrivo che non è la mia prima richiesta e riporto quanto già detto in precedenza; scrivo che io non sarò in alcun modo responsabile di ogni e qualsiasi situazione che dovesse direttamente o indirettamente andare a carico delle infrastrutture della stessa T.I. in fase di lavoro da parte di Enel (entro 60 gg) e minaccio di addebitare tutte le spese derivanti dal ritardo dello spostamento. Allego comunicazioni intercorse e foto degli impianti.
Il 03/07 invio ancora una nuova richiesta di spostamento: ribadisco tutto quello già scritto in precedenza e scrivo inoltre che “I fili e le condutture, i cavi e i ganci possono essere appoggiati sul muro dell’utente soltanto ai fini della fornitura del servizio all’abitazione dello stesso, [...]” (art. 121, penultimo comma, R.D. n. 1775/1933, ripreso dal D.P.R. n. 156/1973). Minaccio di addebitare tutte le spese derivanti dal ritardo dello spostamento, compresi i danni a carico dell'immobile, con invio di copia delle fatture a prova delle spese sostenute di cui avrei chiesto rimborso alla stessa T.I.
Allego sempre comunicazioni intercorse.
Allego a voi tutte le comunicazioni con Telecom.
Nella speranza di ricevere sostegno e di poter a mia volta aiutare qualcuno, ringrazio in anticipo e porgo Cordiali Saluti.
Ambra, da Carrara (MS)

Risposta ADUC
purtroppo non ha scelta. Se ha urgenza di agire, dovrà necessariamente ricorrere al giudice. Non potrà invece rimuovere o spostare il cavo a sue spese: questo non solo non le darebbe diritto a riavere tali spese indietro, ma costituirebbe anche una violazione della servitù.
Dovrà quindi rivolgersi ad un legale per fare un ricorso ex art. 700 cpc in tribunale. Ovviamente, potrà poi richiedere tutti i danni del caso a Telecom per i ritardi, oltre alle spese di lite (questo lo farà nella eventuale causa di merito).
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