Cara ADUC
Le SICAV estere e gli ETF's non sono adatti per compensare minusvalenze fiscali
Domanda
7 giugno 2005
Avendo accumulato in passato consistenti minusvalenze da capital loss le cui certificazioni ho in parte trasferito all'attuale banca presso cui ho il c/titoli e in parte trattenuto (nell'eventualita' di gestire parte dei risparmi in regime dichiarativo) vi chiedo: fatti salvi i criteri di prudenza, diversificazione e minori costi complessivi (d'acquisto, gestione, performance) nella scelta dei titoli, quali strumenti finanziari sono piu' utili per sfruttare meglio le minusvalenze pregresse?: - i fondi esteri in regime amministrato?
- gli ETF esteri armonizzati in regime amministrato?
- gli ETF esteri non armonizzati in regime dichiarativo? Non mi e' chiaro infatti chi effettua le ritenute (gestore ETF, Banca estera corrispondente, la mia banca sostituto d'imposta) dato che chi puo' non assoggettare a ritenuta/compensare e' la mia banca. Grazie.
Paolo,da Treviglio
- gli ETF esteri armonizzati in regime amministrato?
- gli ETF esteri non armonizzati in regime dichiarativo? Non mi e' chiaro infatti chi effettua le ritenute (gestore ETF, Banca estera corrispondente, la mia banca sostituto d'imposta) dato che chi puo' non assoggettare a ritenuta/compensare e' la mia banca. Grazie.
Paolo,da Treviglio
Risposta ADUC
La risposta e' negativa su tutta la linea. Le SICAV estere vedono i guadagni tassati sempre col 12.5% di ritenuta senza possibilita' di compensazione, nemmeno con SICAV estere vendute in perdita. Cio' avviene perche' il fisco considera i due redditi di categorie diverse e quindi non ammette la compensazione. Discorso analogo per gli ETF's: clicca qui e clicca qui Per smaltire quelle minusvalenze e' meglio utilizzare gli strumenti che vedono le plusvalenze ammesse a compensazione: singoli titoli, derivati, certificati.
-----------------------------------------
Ha risposto Giuseppe D'Orta.
clicca qui
-----------------------------------------
Ha risposto Giuseppe D'Orta.
clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti