Cara ADUC
Scorrettezza in amministrazione di sostegno
Domanda
21 marzo 2012
Buonasera.Sono un volontario dell'Associazione "Gli Amici dell'Uomo-Chiesa del Regno di Dio" in provincia di Savona. Per motivi etici, ed a titolo gratuito, sto seguendo un caso delicato. La sig.ra R., che in passato ha avuto problemi con l'alcolismo, ha attualmente un'amministratrice di sostegno che nella fattispecie è un avvocatessa del foro. In breve, i problemi sono essenzialmente due:
1-La beneficiaria, sig.ra R.,ha una badante italiana che riceve sul proprio conto in banca lo stipendio, e 300 Euro al mese (10 Euro al giorno) con cui pagare le spese alimentari per due
le medicine (psicofarmaci) che non sono coperti interamente dalla mutua
le spese di abbigliamento (tipo acquisto scarpe primaverili)
le spese di casa (tipo prodotti per pulire)
le spese di viaggio (ad es. per andare dal psichiatra)
le spese varie (tipo parrucchiera due volte al mese, ricarica cellulare per parlare con la figlia).
Essendo questi 300 euro ogni mese insufficienti, la badante li anticipa ogni mese dal suo stipendio, e rimborsati con ritardo.
La baneficiaria, sig.ra R. ha cercato di contattare l'avvocatessa, che sul cellulare non risponde quasi mai, ed in studio risponde la segretaria che dice che "è in tribunale", che "è occupata", che "è già andata via", ecc.Alle mail, non risponde e nemmeno alle lettere.
2-La badante, pur ricevendo il bonifico per conto della sig.ra R.,è mesi che lavora, ed ancora non è stata messa in regola.
Il problema grave, è che se la badante non viene messa in regola, non vengono versati i contributi, non sappiamo per la liquidazione, le ferie, la tredicesima...anche considerando che la badante è in una situazione familiare piuttosto difficile...
Anche la badante -d'accordo con la figlia della sig.ra R.-ha provato a
telefonare, scrivere, chiedere appuntamento via mail, ecc.
Secondo indiscrezioni, l'amministratrice di sostegno si atteggia in un certo modo, perchè avrebbe voluto far mettere la beneficiaria in una struttura protetta e non c'è riuscita in quanto le perizie non creano un presupposto valido per poterlo fare. Tuttavia, essendo qualunque amministratore di sostegno nominato da un giudice in udienza, potremmo sapere un Vostro parere a riguardo?
La beneficiaria cosa deve fare per essere ascoltata? Come può richiedere che le venga cambiato amministratore di sostegno? E la badante, come può chiedere di essere messa in regola, senza particolari timori? Deve rivolgersi ad un patronato assieme alla beneficiaria per fare comunicazione all'INPS, se l'avvocatessa non la mette in regola? RingraziandoVi del Vostro aiuto ai cittadini vittime delle istituzioni, saluto cordialmente.
Alessandro, da Loano (SV)
1-La beneficiaria, sig.ra R.,ha una badante italiana che riceve sul proprio conto in banca lo stipendio, e 300 Euro al mese (10 Euro al giorno) con cui pagare le spese alimentari per due
le medicine (psicofarmaci) che non sono coperti interamente dalla mutua
le spese di abbigliamento (tipo acquisto scarpe primaverili)
le spese di casa (tipo prodotti per pulire)
le spese di viaggio (ad es. per andare dal psichiatra)
le spese varie (tipo parrucchiera due volte al mese, ricarica cellulare per parlare con la figlia).
Essendo questi 300 euro ogni mese insufficienti, la badante li anticipa ogni mese dal suo stipendio, e rimborsati con ritardo.
La baneficiaria, sig.ra R. ha cercato di contattare l'avvocatessa, che sul cellulare non risponde quasi mai, ed in studio risponde la segretaria che dice che "è in tribunale", che "è occupata", che "è già andata via", ecc.Alle mail, non risponde e nemmeno alle lettere.
2-La badante, pur ricevendo il bonifico per conto della sig.ra R.,è mesi che lavora, ed ancora non è stata messa in regola.
Il problema grave, è che se la badante non viene messa in regola, non vengono versati i contributi, non sappiamo per la liquidazione, le ferie, la tredicesima...anche considerando che la badante è in una situazione familiare piuttosto difficile...
Anche la badante -d'accordo con la figlia della sig.ra R.-ha provato a
telefonare, scrivere, chiedere appuntamento via mail, ecc.
Secondo indiscrezioni, l'amministratrice di sostegno si atteggia in un certo modo, perchè avrebbe voluto far mettere la beneficiaria in una struttura protetta e non c'è riuscita in quanto le perizie non creano un presupposto valido per poterlo fare. Tuttavia, essendo qualunque amministratore di sostegno nominato da un giudice in udienza, potremmo sapere un Vostro parere a riguardo?
La beneficiaria cosa deve fare per essere ascoltata? Come può richiedere che le venga cambiato amministratore di sostegno? E la badante, come può chiedere di essere messa in regola, senza particolari timori? Deve rivolgersi ad un patronato assieme alla beneficiaria per fare comunicazione all'INPS, se l'avvocatessa non la mette in regola? RingraziandoVi del Vostro aiuto ai cittadini vittime delle istituzioni, saluto cordialmente.
Alessandro, da Loano (SV)
Risposta ADUC
il nostro consiglio e' di far presente queste esigenze, e mancanze, direttamente al giudice tutelare, e di farlo fare direttamente alla signora amministrata, o a sua figlia nel suo interesse. Prima di farlo suggeriremmo comunque di rappresentare la situazione all'avv. con una raccomandata AR.
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