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Cara ADUC

Scioglimento convenzione ereditaria

27 settembre 2008
Domanda 27 settembre 2008
In seguito al decesso di mio marito, io (seconda moglie) e il figlio di mio marito siamo divenuti i due unici legittimi eredi (la prima moglie è in vita ma è stata liquidata).
Poichè però ero confusa dopo la perdita di mio marito, inizialmente avevo dichiarato a voce a suo figlio che volevo solo una piccola parte dell'eredità, quindi successivamente, ho accettato di stipulare da un avvocato una "convenzione di scioglimento della comunione ereditaria", firmata da me e dal figlio, in cui abbiamo provveduto, al fine dell'insorgere di controversie, a dividere l'eredità, confermando che stavamo accettando di dividere l'asse ereditario per la giusta metà.
Ciò in realtà non corrisponde a realtà poichè, rispetto ai beni all'attivo, ho tenuto per me meno di un terzo dell'intero patrimonio.
Intendevo in questo modo privilegiare il figlio di mio marito, che non ha capito ugualmente gli intenti, ed ha chiuso ogni rapporto (anche di lavoro, così come è stato specificato nella convenzione che ho accettato e firmato davanti ad un avvocato) con me.
Volevo ora chiedere se questo accordo di convenzione di scioglimento della comunione ereditaria, sia valido interamente ai fini di legge e debba essere rispettato davanti al notaio, o se possa ancora essere modificato o impugnato.
In attesa di una risposta porgo
Distinti Saluti
Julie, da Rovigo (RO)

Risposta ADUC
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