Cara ADUC
Rudere con vari proprietari
Domanda
19 settembre 2016
Una piccola casa isolata piano terra unico, circondata da terreno di pertinenza, appartiene in parti uguali ad A, B e C. La casa è ormai un rudere abbandonato e inabitabile (sono fra l’altro staccate luce, acqua e gas) con possibilità di parziali crolli del tetto.
La quota di C si riferisce a un minorenne, erede potenziale “chiamato all’eredità” di un parente deceduto, per cui C è sotto tutela di un Giudice Tutelare che decide (solo se adìto a titolo oneroso da terzi) su eventuali questioni, mentre A e B sono soggetti maggiorenni “in bonis”.
B vuole vendere il suo terzo di proprietà (indivisa) a un terzo soggetto X per il prezzo concordato di 100 lire. Viceversa A non vuole vendere il suo terzo ad X al prezzo di 100 lire offerto pure a lui dallo stesso X.
Si chiede:
1) X, divenuto comproprietario di minoranza, può chiedere al Comune il titolo edilizio (C.I.L. o D.I.A. ecc.) per ristrutturare l’intero immobile senza chiedere autorizzazione almeno a A e poi provvedere a sue sole spese ad eseguire i lavori sulla proprietà indivisa? A può fare qualcosa per impedire questo? Infatti alla fine di questo eventuale percorso A non potrebbe vendere a nessun altro il suo terzo se non ad X, perché verosimilmente non troverebbe altri compratori interessati ad essere comproprietari con X
2) X, una volta acquistato il terzo da B, può imporre ad A di concorrere alle onerose spese di messa in sicurezza dell’immobile, magari rivolgendosi al Comune o ai Vigili del Fuoco per emissione di ordinanza al riguardo?
Grazie.
Marco, da Roma
La quota di C si riferisce a un minorenne, erede potenziale “chiamato all’eredità” di un parente deceduto, per cui C è sotto tutela di un Giudice Tutelare che decide (solo se adìto a titolo oneroso da terzi) su eventuali questioni, mentre A e B sono soggetti maggiorenni “in bonis”.
B vuole vendere il suo terzo di proprietà (indivisa) a un terzo soggetto X per il prezzo concordato di 100 lire. Viceversa A non vuole vendere il suo terzo ad X al prezzo di 100 lire offerto pure a lui dallo stesso X.
Si chiede:
1) X, divenuto comproprietario di minoranza, può chiedere al Comune il titolo edilizio (C.I.L. o D.I.A. ecc.) per ristrutturare l’intero immobile senza chiedere autorizzazione almeno a A e poi provvedere a sue sole spese ad eseguire i lavori sulla proprietà indivisa? A può fare qualcosa per impedire questo? Infatti alla fine di questo eventuale percorso A non potrebbe vendere a nessun altro il suo terzo se non ad X, perché verosimilmente non troverebbe altri compratori interessati ad essere comproprietari con X
2) X, una volta acquistato il terzo da B, può imporre ad A di concorrere alle onerose spese di messa in sicurezza dell’immobile, magari rivolgendosi al Comune o ai Vigili del Fuoco per emissione di ordinanza al riguardo?
Grazie.
Marco, da Roma
Risposta ADUC
1) non è possibile nessun intervento sull'immobile indiviso senza il consenso di tutti i comproprietari
2) gli interventi per la messa in sicurezza dell'immobile da possibili crolli ( presumiamo una recinzione perimetrale del'area che circonda il fabbricato) verranno imposte dal comune su indicazione di pericolosità dei VV. FF.: le spese sono a carico solidale dei comproprietari.
2) gli interventi per la messa in sicurezza dell'immobile da possibili crolli ( presumiamo una recinzione perimetrale del'area che circonda il fabbricato) verranno imposte dal comune su indicazione di pericolosità dei VV. FF.: le spese sono a carico solidale dei comproprietari.
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