Cara ADUC
RSA
Domanda
24 settembre 2013
Buongiorno,
Vi porto a conoscenza del comportamento adottato da chi rappresenta le istituzioni, nella fattispecie si tratta di una assistente sociale della ASL di Cagliari a cui sono stata indirizzata dall’ospedale, presso cui mia madre si trova ricoverata da un mese. Mia madre, sofferente di ALZHEIMER e di altre gravi patologie, non può più rientrare presso la casa di riposo presso cui si trovava dal 2008, l’ospedale dispone un ricovero a scelta dei familiari, presso una clinica oppure RSA. Scegliamo la RSA. L’ospedale mi indica di mettermi in contatto con l'assistente sociale per le informazioni e le indicazioni del caso.
Giunta al cospetto di quest’ultima, ella dopo avermi dato le informazioni di puro carattere burocratico circa la firma e i documenti di tutti i figli per poter disporre il ricovero presso la RSA con posto disponibile, non si cura minimamente di conoscere la situazione finanziaria della paziente, ma si limita a chiedermi se ce la facessimo a pagare la somma di €. 2.000,00 alla RSA.
Naturalmente, per amore di figlia ho risposto che avremo fatto di tutto per assolvere alla spesa.
La sig.ra si è permessa di mettere le mani in tasca a quattro famiglie con figli di semplici impiegati part-time, quindi con stipendi bassi, non curante dell’opportunità di cui avremo potuto usufruire relativamente al contributo che il Comune avrebbe potuto mettere a disposizione per ns. madre. Ritengo che il comportamento tenuto da chi socialmente dovrebbe andare incontro alle famiglie che vivono un dramma così grave nell’avere un familiare in quelle condizioni, sia deplorevole e a livello di sciacallaggio. Purtroppo chi ci dovrebbe aiutare fa il possibile per ammazzarci. Vi chiedo, cortesemente, un consiglio su come poter venir fuori da questa incresciosa situazione.
Grazie
Cordiali saluti
Maura, da Cagliari
Vi porto a conoscenza del comportamento adottato da chi rappresenta le istituzioni, nella fattispecie si tratta di una assistente sociale della ASL di Cagliari a cui sono stata indirizzata dall’ospedale, presso cui mia madre si trova ricoverata da un mese. Mia madre, sofferente di ALZHEIMER e di altre gravi patologie, non può più rientrare presso la casa di riposo presso cui si trovava dal 2008, l’ospedale dispone un ricovero a scelta dei familiari, presso una clinica oppure RSA. Scegliamo la RSA. L’ospedale mi indica di mettermi in contatto con l'assistente sociale per le informazioni e le indicazioni del caso.
Giunta al cospetto di quest’ultima, ella dopo avermi dato le informazioni di puro carattere burocratico circa la firma e i documenti di tutti i figli per poter disporre il ricovero presso la RSA con posto disponibile, non si cura minimamente di conoscere la situazione finanziaria della paziente, ma si limita a chiedermi se ce la facessimo a pagare la somma di €. 2.000,00 alla RSA.
Naturalmente, per amore di figlia ho risposto che avremo fatto di tutto per assolvere alla spesa.
La sig.ra si è permessa di mettere le mani in tasca a quattro famiglie con figli di semplici impiegati part-time, quindi con stipendi bassi, non curante dell’opportunità di cui avremo potuto usufruire relativamente al contributo che il Comune avrebbe potuto mettere a disposizione per ns. madre. Ritengo che il comportamento tenuto da chi socialmente dovrebbe andare incontro alle famiglie che vivono un dramma così grave nell’avere un familiare in quelle condizioni, sia deplorevole e a livello di sciacallaggio. Purtroppo chi ci dovrebbe aiutare fa il possibile per ammazzarci. Vi chiedo, cortesemente, un consiglio su come poter venir fuori da questa incresciosa situazione.
Grazie
Cordiali saluti
Maura, da Cagliari
Risposta ADUC
si rivolga al Comune di ultima residenza di sua madre, chieda copia del regolamento comunale e faccia istanza di inserimento definitivo in RSA, sia per la parte di quota sanitaria che per la quota sociale.
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