Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

RSA e restituzione somme

24 aprile 2020
Domanda 24 aprile 2020
Spett. ADUC buongiorno,
Sono un vostro associato e Vi scrivo per avere un parere in merito alla vicenda che vi espongo sotto. Il tema riguarda la Residenza Sanitaria Assistita e la possibilità di richiedere la restituzione delle somme erogate, alla RSA stessa oppure all'ASST di competenza.
Brevemente sotto il caso in oggetto, grazie per il vs. supporto.
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Dopo un lunghissimo calvario medico ospedaliero durato più di 4 anni, a maggio 2019 mi impegnavo al pagamento della retta RSA di mio padre, che, sostanzialmente, dopo una lunga battaglia/malattia fatta di ricoveri, operazioni e ricadute della malattia, era arrivato alla fine della sua sofferta esistenza.
All’ingresso della struttura (il cui ricovero ci fu consigliato dall'ASST di riferimento), mi impegnai in solido con l’allora Amministratore di Sostegno al pagamento della retta.
L'allora AdS ovviamente non potè sostenere la spesa in quanto le disponibilità liquide di mio padre erano insufficienti, certificate da apposita relazione che ogni anno l'AdS inviava al tribunale e dalla fotografia del conto corrente.
Mio padre decedette pochi mesi dopo, a luglio 2019 e le rette furono pagate regolarmente dal sottoscritto per un totale di quasi 4.000€.
Mi sono rivolto a Voi per capire se sussistano i presupposti per chiedere il ristoro delle somme versate, sulla base di questa situazione di ingresso:
- Pre-esistenza di invalidità civile (100%) e disabilità (accertate e documentate regolarmente dall’INPS)
- Diagnosi di ingresso sullo stato psico-fisico altamente critica e relazioni ASST precedenti che confermano stato di salute altamente precario
- Decorso in RSA caratterizzato da attività di supporto esclusivamente sanitaria
Parimenti, alcune informazioni utili e complementari alla valutazione completa del caso:
- Io e mio padre abbiamo sempre avuto residenza nella stessa abitazione (costituivamo pertanto stesso nucleo famigliare)
- L’ingresso in RSA è stato solo in un secondo momento gestito mediante SSN (all’inizio si è optato, vista la gravità/urgenza, per un ricovero in forma “privata”)
- Mio padre non era nullatenente (possedeva alcune quote di immobili, tra cui metà casa coniugale)
- Non è mai stato esercitato da me diritto di recesso dal contratto firmato in solido con l'allora AdS mediante raccomandata (sostanzialmente per paura di ritorsioni e/o abbandono di cure)
- Non dispongo ancora del documento di suddivisione spese assistenziali/sanitarie per le rette pagate del 2019
Allego documentazione citata nel racconto per una migliore valutazione.
Andrea, dalla provincia di MN

Risposta ADUC
una azione di recupero dovrebbe essere fondata sul presupposto che in realtà l'assistenza prestata era non "semplicemente" socio sanitaria, ma venivano erogate prestazioni ad elevata intensità sanitaria. Ciò vuol dire che prima deve richiedere ad un medico legale una perizia di parte sull'intensità sanitaria delle prestazioni erogate, basata non solo sul quadro clinico e sulle patologie della persona, ma anche sull'esame e studio dei diari giornalieri della struttura che "fotografano" giorno per giorno la degenza. Solo successivamente, se la perizia fosse favorevole, potrebbe tentare una simile azione.
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