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Risposta all'interpello per il Canone Rai

28 aprile 2008
Domanda 28 aprile 2008
Ho ottenuto una risposta all'interpello per il Canone Rai, riporto le parti più rilevanti:
[...] Ciò posto, va rilevato che la locuzione "apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni", adottata dal legislatore del Regio Decreto, ha suscitato più di un dubbio interpretativo, data l'ampia mole di dispositivi che, essendo frutto della moderna tecnologia, consentono di ricevere programmi televisivi, pur essendo preposti a diversi tipi di utilità.
Benchè non spetti a questa Direzione, nella presente sede, effettuare accertamenti tecnici, intorno alla nozione assunta dal legislatore, preme riferire che a tal riguardo è stata recentemente avanzata, agli organi centrali di quest'Amministrazione, una analoga richiesta di chiarimenti, formulata da un'associazione di consumatori e dal tenore simile a quello del proposto interpello (quesito su assoggettamento al canone per: computer, monitor, modem,
ipod, videocellulare, ecc.).
All'istanza dell'associazione è stata fornita risposta da parte della dell'Agenzia delle Entrate (a mezzo della competente Direzione Centrale), con trasposizione del relativo parere nella Risoluzione 102/E del 19/3/2008, che si procede in sintesi ad esporre, data la pertinenza al caso concreto.
Ricordando dapprima che al cd. canone Rai è stata riconosciuta dalla Suprema Corte la natura di "imposta" anziché di "tassa" (vincolata, quest'ultima, ad una corrispettività, quanto meno in linea di principio), l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che il pagamento del canone configura una "prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio" (vedasi la Corte di Cassazione, sentenza n.24010 del 20/11/2007). Il presupposto d'imposta è infatti la detenzione dell'apparecchio, al di là di ogni indagine sulla possibilità di utilizzo e sull'effettivo impiego.
Al di là dell'illustrato quadro di contesto, "in merito agli apparecchi il cui possesso determina l'obbligo di corrispondere il canone per l'abbonamento televisivo, si fa presente che detta attività esula dalle competenze istituzionali della scrivente, in quanto spetta al Ministero delle Comunicazioni procedere a tale individuazione" (Risoluzione 102/E del 19/3/2008).
Nella predetta nota, l'Agenzia delle Entrate fa sapere di avere interessato allo scopo il competente Ministero.
Pertanto, fin tanto che non sarà reso noto, da parte dell'Ente in questione, il campo oggettivo di applicazione dell'art. 1 del Regio Decreto 246/1938, la fattispecie concreta sottoposta al vaglio dal contribuente non può trovar compiuto responso in sede d'interpello ordinario: difatti, pur avendo fatto luce sulla fonte, sulla natura e sul presupposto d'imposta, si deve ritenere che la dubbiosità residua su cui verte l'istanza s'incentra essenzialmente su un fatto prettamente tecnico (non tributario), che esorbita dalle competenze di
quest'Amministrazione. [...]
Questa risposta lascia molti interrogativi, in particolare vorrei sapere se fino alla risposta del ministero delle Comunicazioni sono tenuto o no a pagare il canone e se vale o meno la mia soluzione interpellativa fino alla risposta del suddetto ente.
Vi ringrazio
Samuel, da Gorizia (GO)

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