Cara ADUC
Riso e arsenico
Domanda
23 ottobre 2015
Buongiorno,
solo da poco, anche grazie al vostro lavoro, ho appreso della presenza di arsenico inorganico nel riso, particolarmente in quello integrale. Si parla, quindi, dei rischi insiti nell’assunzione di questo cereale, ritenuto peraltro fino ad ora uno dei più indicati per una dieta corretta. Si legge anche nei vari rapporti che l’arsenico inorganico provoca vari “problemi” tra cui tumore alla vescica, ma non si legge quale livello di esposizione e durata della stessa si deve avere per essere a rischio. Vedete, le mie perplessità nascono dal fatto che si sta parlando di un rischio grave per un alimento estremamente diffuso e consumato abbastanza regolarmente dalla popolazione italiana da decenni: quindi mi viene da chiedere che avendo io 54 anni chissà quanto arsenico nocivo avrò accumulato!
Da quanto leggo nelle varie esposizioni del problema ne dovrebbe scaturire automaticamente un allarme sanitario pubblico immediato: invito a non consumare più il riso fino a che non si determini come rimuovere efficacemente l’arsenico o in coltivazione o in cottura. Invece se ne parla come se fosse cosa da niente.
Vorrei sapere se potete ritornare sull’argomento partendo appunto dal fatto che le considerazioni espresse sul pericolo insito non sono seguite da inviti alla prudenza o, peggio, non consumare. Perché delle due l’una: o il riso contiene inevitabilmente arsenico nocivo e tale arsenico è effettivamente pericoloso perciò non dobbiamo più consumare riso (e verificare che tipi di danni possiamo aver subito nel corso della nostra vita), oppure l’arsenico c’è, c’è sempre stato, possiamo cercare di ridurlo, am sostanzialmente ai livelli dei nostri consumi non è un problema.
Grazie per l’attenzione
Marco, da Roma (RM)
solo da poco, anche grazie al vostro lavoro, ho appreso della presenza di arsenico inorganico nel riso, particolarmente in quello integrale. Si parla, quindi, dei rischi insiti nell’assunzione di questo cereale, ritenuto peraltro fino ad ora uno dei più indicati per una dieta corretta. Si legge anche nei vari rapporti che l’arsenico inorganico provoca vari “problemi” tra cui tumore alla vescica, ma non si legge quale livello di esposizione e durata della stessa si deve avere per essere a rischio. Vedete, le mie perplessità nascono dal fatto che si sta parlando di un rischio grave per un alimento estremamente diffuso e consumato abbastanza regolarmente dalla popolazione italiana da decenni: quindi mi viene da chiedere che avendo io 54 anni chissà quanto arsenico nocivo avrò accumulato!
Da quanto leggo nelle varie esposizioni del problema ne dovrebbe scaturire automaticamente un allarme sanitario pubblico immediato: invito a non consumare più il riso fino a che non si determini come rimuovere efficacemente l’arsenico o in coltivazione o in cottura. Invece se ne parla come se fosse cosa da niente.
Vorrei sapere se potete ritornare sull’argomento partendo appunto dal fatto che le considerazioni espresse sul pericolo insito non sono seguite da inviti alla prudenza o, peggio, non consumare. Perché delle due l’una: o il riso contiene inevitabilmente arsenico nocivo e tale arsenico è effettivamente pericoloso perciò non dobbiamo più consumare riso (e verificare che tipi di danni possiamo aver subito nel corso della nostra vita), oppure l’arsenico c’è, c’è sempre stato, possiamo cercare di ridurlo, am sostanzialmente ai livelli dei nostri consumi non è un problema.
Grazie per l’attenzione
Marco, da Roma (RM)
Risposta ADUC
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