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Cara ADUC

Rischi del Prestito Titoli

17 luglio 2013
Domanda 17 luglio 2013
Ho sottoscritto con la banca Intesa Sampaolo Private Banking il contratto (non vincolato né garantito) per il prestito strumenti finanziari contenuti nel mio deposito titoli (di molto superiore ai 100.000 euro).
Il contratto è a tempo indeterminato "con diritto di recesso in qualunque momento mediante comunicazione scritta da darsi con preavviso di almeno 3 giorni lavorativi"
Poichè non trovo in esso una indicazione esaustiva sui rischi connessi vi chiederei di fornirci un quadro completo dei possibili rischi, sia in generale che in caso la banca sia in grave crisi finanziaria o in default o fallita.
In particolare mi interessa quale è la differenza di rischio rispetto alla giacenza di soldi in conto corrente (Privilegio sui debiti della banca e poi tutela dello Stato e, se ho ben capito, anche dell'Europa non solo sui primi 100.000 euro).
La situazione di rischio cambia nel caso sia attivo il trasferimento del prestito di una parte dei titoli dalla mia banca a terzi?
Franco, da Torino (TO)

Risposta ADUC
Innanzitutto, il discorso dei centomila euro non si applica.
Quello è il tetto di intervento dei sistemi di indennizzo (fondi di garanzia) sui depositi. Intervento, lo ribadiamo ancora una volta, del tutto teorico in caso di dissesti di non piccola entità.
Dopo gli avvenimenti di Cipro, dai principali esponenti dell'Unione Europea è stato fatto il discorso dei "centomila euro intoccabili", ma sempre in riferimento ai depositi.
Parlando di strumenti finanziari, invece, il discorso cambia.
Prima di tutto, i sistemi di indennizzo coprono nel caso in cui ci sia impossibilità a restituire gli strumenti. Ciò vale anche per titoli presi in prestito.
Il fondo italiano di garanzia copre appena fino a ventimila euro, che è l'importo minimo previsto dalla Direttiva Ue. Importo che diventerà cinquantamila dopo l'entrata in vigore di quella nuova attesa da tempo.
Come dicevamo, vale anche per l'impossibilità a restituire i titoli presi in prestito. Chi concede titoli in prestito si assume infatti il rischio di controparte.
Il fondo che interviene è quello del paese in cui l'intermediario ha la propria sede legale. In caso di succursale estera, il fondo del paese in cui opera la succursale interviene soltanto a coprire l'eventuale differenza tra il fondo del paese di origine e quello dove opera la succursale.
Esempio: dissesto di succursale in Francia di intermediario italiano, il fondo italiano copre fino a 20mila euro mentre il francese fino a 70mila, quindi il francese copre fino ai 50mila di differenza.
Anche nel caso degli strumenti finanziari, infine, l'intervento dei sistemi di indennizzo è possibile solo se i dissesti sono di lieve entità. In caso di fallimenti grossi o anche sistemici, potremmo scordarci qualsiasi forma di risarcimento.
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