Cara ADUC
Riscatto polizza Postafuturo
Domanda
8 gennaio 2005
Gentili signori, Congratulazioni per il vostro sito e per l'attivita' che svolgete a tutela dei consumatori italiani. Vi scrivo dal Regno Unito e mi rivolgo a voi nel tentativo di aiutare una mia anziana zia residente in Italia ad ottenere il riscatto di una polizza vita incautamente sottoscritta con Poste Vita S.p.A. su consiglio, a dir poco fuorviante, del "fidato" direttore postale della sua citta'. Il prodotto in oggetto e' una polizza "postafuturo unico/accumulo" sottoscritta nel 2000 con un versamento unico di Lit. 5.000.000. Attenendosi alle indicazioni contenute sul prospetto informativo mia zia ha presentato richiesta di riscatto con ricevuta di ritorno. Invece dell'assegno postale di rimborso si e', pero', vista recapitare una lettera in cui Poste Vita le chiede di inviare urgentemente la seguente documentazione: - Dichiarazione da inviare alla Compagnia in qualita' di sostituto d'imposta - Documento d'identita' del Contraente Questa richiesta mi lascia molto perplesso. Per questo motivo sarei grato se l'ADUC potesse gentilmente consigliarmi su cosa si intenda per "dichiarazione da inviare alla compagnia in qualita' di sostituto d'imposta" e magari inviarmi un modello da ricopiare. Anche la seconda richiesta, quella di inviare il documento di identita' mi lascia alquanto interdetto (sara' perche' vivo da 17 anni nel Regno Unito dove il documento di identita' non esiste affatto). La richiesta non specifica se Poste Vita esige il documento originale o se basta una fotocopia. Puo' una compagnia assicurativa "chiedere i documenti" a una sua cliente? Tra l'altro, chiunque potrebbe inviare la carta d'identita' di qualsivoglia altra persona e non capisco come cio' possa contribuire ad accertare l'identita' del Contraente. Un ultimo punto riguardante la tutela della privacy. Come ho detto mia zia aveva sottoscritto questa polizza su consiglio del direttore dell'ufficio postale della sua citta' (Castellammare di Stabia (NA)); essendosi resa conto di aver commesso un errore aveva deciso di richiedere il riscatto senza rivolgersi a quel direttore che le aveva consigliato l'investimento, perche' essendo anziana e facilmente raggirabile non voleva ritrovarsi a discutere della sua decisione. Dalla lettera inviatale da Poste Vita ha, pero', appreso che l'ufficio postale di Castellammare di Stabia ha ricevuto copia della medesima "per conoscenza". Domanda: Che diritto ha Poste Vita di comunicare all'ufficio postale locale la richiesta di mia zia di riscattare la polizza? Non e' forse una violazione del diritto alla privacy? Concludo augurandomi che la mia esposizione dei fatti sia stata abbastanza chiara da permettervi di fornirmi una qualche assistenza e ringraziandovi anticipatamente per il vostro aiuto. Cordiali saluti.
Renato, da Eastbourne/United Kingdom
Renato, da Eastbourne/United Kingdom
Risposta ADUC
La dichiarazione da inviare a Poste Vita e' dovuta al fatto che la polizza, antecedente al 2001, e' stata riscattata prima che siano trascorsi cinque anni. Il sottoscrittore, quindi, deve comunicare alla compagnia se ha usufruito o meno della possibilita' di detrarre il premio assicurativo nella dichiarazione dei redditi. L'eventuale detrazione, infatti, deve essere restituita al fisco. Basta, quindi, inviare nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, codice fiscale e dichiarare se si e' goduto dei benefici fiscali oppure no. Il documento di identita' deve essere inviato in copia, ed e' previsto ad accompagnamento della dichiarazione. L'aver comunicato il riscatto all'ufficio postale competente rientra nel trattamento dei dati personali che si e' autorizzato in origine. Puo' risultare poco simpatico, comunque non e' nemmeno giusto che bisogni quasi vergognarsi per aver preso delle decisioni riguardanti i propri investimenti.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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