Cara ADUC
Riscaldamento condominio costoso ma inesistente
Domanda
15 gennaio 2015
Salve,
abbiamo un problema con il riscaldamento condominiale centralizzato. Viviamo in un piccolo appartamento in affitto e uno dei termosifoni (tra l'altro quello più grande, che dovrebbe fare quasi la metà del lavoro) non funziona.
Il proprietario di casa l'ha fatto cambiare di recente, ma il problema non è stato risolto.
L'amministrazione ha fatto fare un sopralluogo ai tecnici della caldaia, ed è emerso che probabilmente è un problema dell'impianto (l'ipotesi è che i tubi arrivino "strozzati" nella stanza in questione, lasciando passare poca acqua calda: ma si tratta solo di un'ipotesi).
La caldaia in questione è a gasolio, e negli appartamenti non ci sono i contatori dei consumi effettivi. L'amministrazione sostiene di non riuscire mai a raggiungere le presenze necessarie in assemblea per deliberare la sostituzione della caldaia (ma le assemblee si svolgono con un preavviso di un paio d'ore, almeno per quel che risulta a noi inquilini). Inoltre la rata che
paghiamo solo per il riscaldamento è altissima, 140 euro al mese per 60 metri quadri:
abbiamo chiesto in giro, e nella stessa zona dove abitiamo, per appartamenti di grandezza simile al nostro, spendono anche la metà. Alle nostre rimostranze l'amministratore ha fatto sempre orecchie da mercante, abbiamo anche scritto una lettera formale di messa in mora, ma lui alza le spalle e tira avanti. Ci sembra assurdo pagare tanti soldi e stare freddi dentro casa. Cioè pagare caro un servizio di cui usufruiamo solo in minima parte. Senza contare che a parte il caso del nostro appartamento, spesso ci sono problemi tecnici generali per cui spesso il riscaldamento si spegne in tutto il palazzo all'improvviso, lasciandoci tutti al freddo, mentre la caldaia continua a bruciare inutilmente. L'amministratore addebita tutto alla vetustà della caldaia, ma sembra non si adoperi più di tanto per farla cambiare.
Abbiamo provato a farci inviare le fatture delle spese per il riscaldamento, ma a parte una fattura senza intestazione, noi non abbiamo elementi in mano per valutarne i contenuti. Visto che proprietario di casa e amministratore se ne fregano, mentre noi dobbiamo andare in giro con le coperte addosso dentro casa, come possiamo tutelarci?
Gina, da Roma
abbiamo un problema con il riscaldamento condominiale centralizzato. Viviamo in un piccolo appartamento in affitto e uno dei termosifoni (tra l'altro quello più grande, che dovrebbe fare quasi la metà del lavoro) non funziona.
Il proprietario di casa l'ha fatto cambiare di recente, ma il problema non è stato risolto.
L'amministrazione ha fatto fare un sopralluogo ai tecnici della caldaia, ed è emerso che probabilmente è un problema dell'impianto (l'ipotesi è che i tubi arrivino "strozzati" nella stanza in questione, lasciando passare poca acqua calda: ma si tratta solo di un'ipotesi).
La caldaia in questione è a gasolio, e negli appartamenti non ci sono i contatori dei consumi effettivi. L'amministrazione sostiene di non riuscire mai a raggiungere le presenze necessarie in assemblea per deliberare la sostituzione della caldaia (ma le assemblee si svolgono con un preavviso di un paio d'ore, almeno per quel che risulta a noi inquilini). Inoltre la rata che
paghiamo solo per il riscaldamento è altissima, 140 euro al mese per 60 metri quadri:
abbiamo chiesto in giro, e nella stessa zona dove abitiamo, per appartamenti di grandezza simile al nostro, spendono anche la metà. Alle nostre rimostranze l'amministratore ha fatto sempre orecchie da mercante, abbiamo anche scritto una lettera formale di messa in mora, ma lui alza le spalle e tira avanti. Ci sembra assurdo pagare tanti soldi e stare freddi dentro casa. Cioè pagare caro un servizio di cui usufruiamo solo in minima parte. Senza contare che a parte il caso del nostro appartamento, spesso ci sono problemi tecnici generali per cui spesso il riscaldamento si spegne in tutto il palazzo all'improvviso, lasciandoci tutti al freddo, mentre la caldaia continua a bruciare inutilmente. L'amministratore addebita tutto alla vetustà della caldaia, ma sembra non si adoperi più di tanto per farla cambiare.
Abbiamo provato a farci inviare le fatture delle spese per il riscaldamento, ma a parte una fattura senza intestazione, noi non abbiamo elementi in mano per valutarne i contenuti. Visto che proprietario di casa e amministratore se ne fregano, mentre noi dobbiamo andare in giro con le coperte addosso dentro casa, come possiamo tutelarci?
Gina, da Roma
Risposta ADUC
nella vicenda descritta ci pare che il suo interlocutore dovrebbe essere il proprietario, che in base alle condizioni del contratto di locazione con lei stipulato, deve garantire le dotazioni di fruizioni dei locali di civile abitazione, anche con eventuali elementi supplementari per il riscaldamento. Se si sottrae a questo obbligo lei potra' rivalersi nei suoi confronti, fino anche alla riduzione del canone di affitto, in compensazione, se non proprio la risoluzione del contratto.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
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