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Cara ADUC

ripensamento da contratto TIM telefonia fissa

11 maggio 2018
Domanda 11 maggio 2018
Il 2018 si sta rivelando un anno da incubo come consumatore, in particolare con i gestori di telefonia e internet.
Nello scorso gennaio, decidendo con un po' di rischio di fidarmi di un operatore che al telefono mi doveva aiutare ad uscire da un KO tecnico che di fatto mi impedì di passare da Infostrada a Tiscali e mi privò di telefono fisso e di numero, accettai di aprire la linea con TIM (pare che Tiscali non lo potesse fare) come escamotage per tornare a Tiscali, e in data 22 gennaio mi venne un tecnico attivandomi la linea. Per il fatto che operatori del 187 (io non ho mai pensato di diventare cliente TIM a lungo, era solo un escamotage per riattivare la cella) sostenevano che la mia utenza fosse attiva dal 23 gennaio. non posso dimostrare, ma gli operatori si sono molto contraddetti.
Beh quando i 14 giorni si avvicinavano tentai di ricontattare l'operatore che mi aveva guidato al telefono ma non mi ha mai risposto, e ho deciso di interrompere l'esperienza TIM per non rischiare di rimanere vincolato, ed ho ho inviato sia tramite fax che tramite per il ripensamento il 5 febbraio.
A me avevano sempre detti che i 14 giorni si contassero considerando il giorno di inizio come giorno zero, ma non ho estremi normativi.
In sostanza io ho ricevuto diverse telefonate da TIM che mi dicevano che non dovevo pagare bollette, e di avvisarli se me ne fosse arrivata una, tuttavia gli operatori da me contattati si contraddicevano e decisi di pagare una bolletta di 17 € ritenendo giusto pagare, per quelle due settimane che ho utilizzato il servizio TIM.
Ieri mi sono visto addebitare 283 € e spiccioli che posso spiegarmi soltanto o con un madornale errore (di questo parere è stata un'operatrice del 187, la prima da me contattata dopo la sorpresa) alla cui visione del mio fascicoolo risultavo cliente dal 23 gennaio o con il rilevamento di uno sforamento da parte mia nel ripensamento. Ad ogni modo mi piacerebbe sapere se
1) A me consulenti dei consumatori avevano detto (non per questa cosa qui) che i 14 giorni si contassero considerando come giorno 0 il giorno di inizio: l'eventuale rilevamento dell'attivazione il giorno 22 da parte del tecnico mi incastra, considerando la ricevuta che allego datata 5 febbraio?
n,b, dispongo anche di ricevuta di PEC ma non posso allegare due file;
2) considerando che ho regolarmente rispedito a TIM il modem cosa mi può succedere se non pago questa fattura di 283 €, considerando anche che sono cliente tim con linea mobile dati: si finisce in qualche registro ufficiale?
Francesco, da Ancona (AN)

Risposta ADUC
1- secondo noi il recesso per ripensamento parte al giorno successivo all'attivazione; se lei risulta cliente dal 23 gennaio ed il recesso è del 5 febbraio (13° giorno), non ci sono problemi
2- è giusto che lei abbia pagato una bolletta di 17 euro per l'utilizzazione del servizio TIM
3- per la fattura di 283 euro, se essa si riferisce a penali e altri costi sappia che la legge Bersani del 2007 ha abolito le "penali" per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay-tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
4- se ha restituito il modem non ci sono ulteriori costi a questo proposito.
quindi può contestare la bolletta.
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
Non esistono registri ufficiali di debitori nei rapporti tra privati del genere.
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