Cara ADUC
Ripartizione spese tetto condominiale
Domanda
5 novembre 2011
Buongiorno,
Vi scrivo in merito ad una controversia condominiale sul rifacimento del tetto nel mio condominio che mi accingo a riassumere.
Il mio condominio presenta un palazzo di quattro piani pressochè in pianta quadra sottostante il quale è presente un portico di accesso pubblico e dei negozi che in buona parte fuoriescono dalla proiezione verticale del tetto del palazzo. Al di sotto dei negozi, quindi della pianta allargata del palazzo ma comunque come ovvio entro la proprietà condominiale, sono posti box e cantine.
Quanto avvenuto è questo: è stato stabilito a maggioranza in assemblea condominiale a gennaio 2010 di effettuare il rifacimento del tetto approfittando degli incentivi statali previsti. Per mancanze principalmente dell'amministrazione ma anche dell'impresa incaricata questo non è stato possibile. I lavori sono stati comunque effettuati nell'anno 2011, dopo un'ulteriore assemblea a fine 2010 in cui veniva approvato un nuovo preventivo aggiornato ed una ripartizione stabilita sui millesimi condominiali, seguita da successive comunicazioni dell'amministrazione con quote e rate da pagare (prima e durante i lavori) più o meno regolarmente pagate dai condomini.
A fine lavori i condomini si aspettavano un saldo lavori ripartito sulle quote millesimali ma, a sorpresa e senza comunicazione preventiva alcuna, l'amministratore comunicava "sotto scadenza" una nuova ripartizione escludendo dalla ripartizione le parti non coperte dalla proiezione verticale del tetto costituite nella maggior parte dai negozi, rifacendo a sua interpretazione una ripartizione alquanto approssimativa (cosa verificabile senza alcun dubbio) dei millesimi in base al nuovo principio da lui introdotto, esponendo inoltre a seguito delle controversie ovviamente scaturite il condominio a possibili cause di insolvenza con l'impresa che ha effettuato i lavori.
Vi chiedo ora se questo sia legalmente possibile. Tengo a precisare che il portico, di accesso pubblico e coperto interamente dal palazzo, è di fatto ad uso esclusivo dei negozi per esposizione delle vetrine, in quanto l'accesso agli appartamenti ed ai box si trova al di fuori dello stesso.
Io medesimo e gli altri condomini stiamo, come ovvio, valutando l'ipotesi di fare causa all'amministratore in quanto riteniamo indicibile la sua condotta.
Ringrazio in anticipo per l'attenzione e la cortese risposta, cordiali saluti,
Francesco, da Melzo
Vi scrivo in merito ad una controversia condominiale sul rifacimento del tetto nel mio condominio che mi accingo a riassumere.
Il mio condominio presenta un palazzo di quattro piani pressochè in pianta quadra sottostante il quale è presente un portico di accesso pubblico e dei negozi che in buona parte fuoriescono dalla proiezione verticale del tetto del palazzo. Al di sotto dei negozi, quindi della pianta allargata del palazzo ma comunque come ovvio entro la proprietà condominiale, sono posti box e cantine.
Quanto avvenuto è questo: è stato stabilito a maggioranza in assemblea condominiale a gennaio 2010 di effettuare il rifacimento del tetto approfittando degli incentivi statali previsti. Per mancanze principalmente dell'amministrazione ma anche dell'impresa incaricata questo non è stato possibile. I lavori sono stati comunque effettuati nell'anno 2011, dopo un'ulteriore assemblea a fine 2010 in cui veniva approvato un nuovo preventivo aggiornato ed una ripartizione stabilita sui millesimi condominiali, seguita da successive comunicazioni dell'amministrazione con quote e rate da pagare (prima e durante i lavori) più o meno regolarmente pagate dai condomini.
A fine lavori i condomini si aspettavano un saldo lavori ripartito sulle quote millesimali ma, a sorpresa e senza comunicazione preventiva alcuna, l'amministratore comunicava "sotto scadenza" una nuova ripartizione escludendo dalla ripartizione le parti non coperte dalla proiezione verticale del tetto costituite nella maggior parte dai negozi, rifacendo a sua interpretazione una ripartizione alquanto approssimativa (cosa verificabile senza alcun dubbio) dei millesimi in base al nuovo principio da lui introdotto, esponendo inoltre a seguito delle controversie ovviamente scaturite il condominio a possibili cause di insolvenza con l'impresa che ha effettuato i lavori.
Vi chiedo ora se questo sia legalmente possibile. Tengo a precisare che il portico, di accesso pubblico e coperto interamente dal palazzo, è di fatto ad uso esclusivo dei negozi per esposizione delle vetrine, in quanto l'accesso agli appartamenti ed ai box si trova al di fuori dello stesso.
Io medesimo e gli altri condomini stiamo, come ovvio, valutando l'ipotesi di fare causa all'amministratore in quanto riteniamo indicibile la sua condotta.
Ringrazio in anticipo per l'attenzione e la cortese risposta, cordiali saluti,
Francesco, da Melzo
Risposta ADUC
le spese di rifacimento del tetto se di proprietà ed uso comune, salvo diversa indicazione del regolamento (contrattuale) o di una deliberazione assembleare adottata all'unanimità, devono essere ripartite sulla base dei millesimi di proprietà. Tutte le differenti modalità di ripartizione devono considerarsi illegittime. Si rivolga ad un legale di sua fiducia affinché, carte alla mano, possiate valutare al meglio il da farsi.
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Ha risposto Alessandro Gallucci: https://www.aduc.it/info/gallucci.php
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Ha risposto Alessandro Gallucci: https://www.aduc.it/info/gallucci.php
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