Cara ADUC
Rinuncia ad nutum del mandato da parte del proprio avvocato. Possibile?
Domanda
8 maggio 2009
In data 3 ottobre 2008 ad un avvocato di Frosinone viene dato il mandato per istituire una causa di lavoro contro un'azienda della provincia di Roma. Si fa tutto l'iter per imbastire questo tipo di cause: raccomandate, camere di conciliazione e deposito ricorso e qualche giorno prima della fissazione della data dell'udienza, mi arriva tramite raccomandata la rinuncia del mandato da parte dell'avvocato. Mi precipito subito allo studio e chiedo spiegazioni perchè nella lettera viene scritto testualmente "La presente revoca si rende necessaria anche per i motivi di cui Lei è già a conoscenza...". Allarmato chiedo spiegazioni in merito, in quanto non ero a conoscenza di alcun motivo (e sottolineo alcun motivo) per cui l'avvocato si vedesse costretto a rinunciare: gli anticipi sono stati sempre dati senza alcun problema e non vi è stata fatta alcuna pressione nell'istituzione di come e quando istituire la causa. In poche parole decideva l'avvocato come e quando muoversi. Insistendo sui motivi per cui vi è stata rinuncia, mi viene detto che siccome la causa veniva effettuata in una provincia diversa (Roma) da quella di residenza del mio avvocato (Frosinone), si vedeva costretto a chiedere rinuncia al mandato perché doveva nominare un domiciliatario e i costi dell'azione legale si vedevano inevitabilmente innalzare.
Pongo a vostra attenzione un breve stralcio (testuale) del mandato che avevo sottoscritto:
".....
Si pattuisce ai sensi dell'art. 2233 c.c. e dell'art. 45 del codice deontologico che, in caso di completo rigetto del ricorso (anche in tutte le domande subordinate) il compenso per l'intero giudizio di primo grado della fase propedeutica per la sua instaurazione non potrà superare la somma di euro 1000 e si pattuisce altresì che in, caso di eventuale rinuncia del mandato da parte dell'avvocato nel corso del suddetto giudizio di primo grado, gli onorari e le prestazioni giudiziali saranno presi al minimo.
...."
Vi porgo la seguente domanda: è lecito questo tipo di comportamento? Mi sembra un po' strano che un avvocato che prima stipula con questa "dicitura" il mandato poi lo rimetta per "inaspettato innalzamento" della tariffa. In poche parole l'avvocato facendo attenzione a concedere un preavviso congruo, può rinunciare ad nutum al mandato stesso? Per precisione dei dati la parcella è stata di poco superiore alle 550 euro.
Distinti Saluti
Salvatore, da Frosinone (FR)
Pongo a vostra attenzione un breve stralcio (testuale) del mandato che avevo sottoscritto:
".....
Si pattuisce ai sensi dell'art. 2233 c.c. e dell'art. 45 del codice deontologico che, in caso di completo rigetto del ricorso (anche in tutte le domande subordinate) il compenso per l'intero giudizio di primo grado della fase propedeutica per la sua instaurazione non potrà superare la somma di euro 1000 e si pattuisce altresì che in, caso di eventuale rinuncia del mandato da parte dell'avvocato nel corso del suddetto giudizio di primo grado, gli onorari e le prestazioni giudiziali saranno presi al minimo.
...."
Vi porgo la seguente domanda: è lecito questo tipo di comportamento? Mi sembra un po' strano che un avvocato che prima stipula con questa "dicitura" il mandato poi lo rimetta per "inaspettato innalzamento" della tariffa. In poche parole l'avvocato facendo attenzione a concedere un preavviso congruo, può rinunciare ad nutum al mandato stesso? Per precisione dei dati la parcella è stata di poco superiore alle 550 euro.
Distinti Saluti
Salvatore, da Frosinone (FR)
Risposta ADUC
in teoria il rapporto fiduciario puo' interrompersi anche senza motivi validi da ambo le parti, certo purche' la rinuncia o revoca del mandato non creino danni al cliente in termini di azioni legali intraprese.
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