Cara ADUC
Rimborso fastweb
Domanda
6 settembre 2008
Buongiorno, vi scrivo perché sto aspettando da fastweb un rimborso per un contratto disattivato più di un anno fa al quale è subentrata un'altra società.
Nell'ultima fattura Fastweb, emessa alla vecchia società in data 31 Ottobre 2007, risulta un totale a credito di ¤ 565,46, rimborso che non ci è mai stato restituito.
Dal Marzo 2008 ad oggi ho chiamato innumerevoli volte il 192194 (servizio clienti) inizialmente mi veniva detto che la pratica era aperta e dovevo semplicemente aspettare l'assegno, finché un giorno mi ha risposto una persona che mi ha detto che dovevano passare 60 giorni dal 28 Febbraio prima che l'assegno venisse emesso; a questo punto ho chiesto di recapitare la busta all'indirizzo del mio nuovo ufficio e mi è stato detto che la segnalazione era stata passata all'ufficio competente.
Ho aspettato che passassero i due mesi e, a fine Aprile, ho richiamato per verificare a che punto fosse la pratica: mi hanno risposto che l'assegno era stato emesso il 24 Aprile ed inviato alla sede della vecchia società, indirizzo al quale riceviamo ancora della corrispondenza e dove tutte le settimane passiamo a ritirare la posta, (quindi la segnalazione di variazione indirizzo che avevo fatto non è stata passata a chi di dovere), purtroppo però l'assegno non è mai arrivato. Passate due settimane ho richiamato informando di non avere ricevuto nulla, la risposta è stata che avrei dovuto aspettare 60 giorni che è il tempo nel quale avrei potuto incassare l'assegno se fosse arrivato e che quindi avrei dovuto richiamare a fine giugno.
Venerdì 11 Luglio ho telefonato per spiegare le varie vicissitudini e la persona, dopo avermi lasciato 15 minuti in attesa, mi ha detto che avrebbe riaperto la pratica e di richiamare il mercoledì successivo per sapere quando sarebbe stato emesso il nuovo assegno.
Giovedì 17 Luglio ho chiamato e ho parlato con un operatore che mi ha detto che la segnalazione era stata aperta proprio quella mattina e che avrei dovuto aspettare l'emissione del nuovo assegno. A quel punto, davvero alterata per i continui slittamenti, ho spiegato per l'ennesima volta tutta la vicenda, dicendo che mi sembra di avere già aspettato abbastanza e che non mi sembra che ci vogliano dei mesi per emettere un nuovo assegno, l'operatore diceva semplicemente "sì, sì, sì...", ma non mi dava nessuna risposta finché alla mia domanda diretta "E secondo lei quanto devo aspettare perché emettiate il nuovo assegno?" mi ha risposto NOVANTA GIORNI.
Sono rimasta senza parole perché mi sembra di avere già atteso i tempi necessari all'apertura della pratica e non mi sembra corretto chiedere un'ulteriore attesa di 90 gg.
Mi rivolgo quindi a voi per sapere come posso muovermi per riuscire a risolvere questa spiacevole situazione senza dovere aspettare altri lunghi mesi.
Ringraziandovi anticipatamente per l'aiuto che potrete darmi, invio i miei più cordiali saluti.
Roberta, da Milano (MI)
Nell'ultima fattura Fastweb, emessa alla vecchia società in data 31 Ottobre 2007, risulta un totale a credito di ¤ 565,46, rimborso che non ci è mai stato restituito.
Dal Marzo 2008 ad oggi ho chiamato innumerevoli volte il 192194 (servizio clienti) inizialmente mi veniva detto che la pratica era aperta e dovevo semplicemente aspettare l'assegno, finché un giorno mi ha risposto una persona che mi ha detto che dovevano passare 60 giorni dal 28 Febbraio prima che l'assegno venisse emesso; a questo punto ho chiesto di recapitare la busta all'indirizzo del mio nuovo ufficio e mi è stato detto che la segnalazione era stata passata all'ufficio competente.
Ho aspettato che passassero i due mesi e, a fine Aprile, ho richiamato per verificare a che punto fosse la pratica: mi hanno risposto che l'assegno era stato emesso il 24 Aprile ed inviato alla sede della vecchia società, indirizzo al quale riceviamo ancora della corrispondenza e dove tutte le settimane passiamo a ritirare la posta, (quindi la segnalazione di variazione indirizzo che avevo fatto non è stata passata a chi di dovere), purtroppo però l'assegno non è mai arrivato. Passate due settimane ho richiamato informando di non avere ricevuto nulla, la risposta è stata che avrei dovuto aspettare 60 giorni che è il tempo nel quale avrei potuto incassare l'assegno se fosse arrivato e che quindi avrei dovuto richiamare a fine giugno.
Venerdì 11 Luglio ho telefonato per spiegare le varie vicissitudini e la persona, dopo avermi lasciato 15 minuti in attesa, mi ha detto che avrebbe riaperto la pratica e di richiamare il mercoledì successivo per sapere quando sarebbe stato emesso il nuovo assegno.
Giovedì 17 Luglio ho chiamato e ho parlato con un operatore che mi ha detto che la segnalazione era stata aperta proprio quella mattina e che avrei dovuto aspettare l'emissione del nuovo assegno. A quel punto, davvero alterata per i continui slittamenti, ho spiegato per l'ennesima volta tutta la vicenda, dicendo che mi sembra di avere già aspettato abbastanza e che non mi sembra che ci vogliano dei mesi per emettere un nuovo assegno, l'operatore diceva semplicemente "sì, sì, sì...", ma non mi dava nessuna risposta finché alla mia domanda diretta "E secondo lei quanto devo aspettare perché emettiate il nuovo assegno?" mi ha risposto NOVANTA GIORNI.
Sono rimasta senza parole perché mi sembra di avere già atteso i tempi necessari all'apertura della pratica e non mi sembra corretto chiedere un'ulteriore attesa di 90 gg.
Mi rivolgo quindi a voi per sapere come posso muovermi per riuscire a risolvere questa spiacevole situazione senza dovere aspettare altri lunghi mesi.
Ringraziandovi anticipatamente per l'aiuto che potrete darmi, invio i miei più cordiali saluti.
Roberta, da Milano (MI)
Risposta ADUC
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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