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Cara ADUC

Rilascio del permesso di soggiorno

11 febbraio 2008
Domanda 11 febbraio 2008
Gentile associazione,
Scrivo per una questione riguardante il rifiuto al rilascio del permesso di soggiorno ad un immigrato marocchino da parte della questura di Piacenza, con la speranza che possa essere da Voi aiutato ad ottenere giustizia.
I fatti sono si seguenti: Il giovane marocchino di cui parlo si chiama....., entra come clandestino in Italia nel 2006, si stabilisce a Piacenza dove incontra una connazionale, che vive in Italia da alcuni anni con la propria famiglia, con la quale, a causa di un'inattesa gravidanza, decide di sposarsi nel febbraio 2006. Celebra il rito sia presso il Consolato del Marocco sia al Municipio di Piacenza e, in considerazione della futura paternità l'autorità rilascia un permesso di soggiorno temporaneo nel quale viene indicato che non gli è possibile lavorare (..e come farebbe a mantenere la propria famiglia?). Nasce il bambino nel giugno 2007 e di lì a poco cominciano i problemi nella coppia, inizialmente per l'ingerenza dei genitori della sposa e, per questi motivi, la ragazza arriva a esporre denuncia nei confronti dei genitori. In seguito però l'armonia tra i due si incrina e la sposa torna in seno alla famiglia d'origine con il bambino, ma non prima di aver denunciato il marito di aggressioni fisiche verso di lei e nei confronti del bambino. Il ragazzo ha sempre negato di aver avuto atteggiamenti violenti nei confronti di entrambi e cade in depressione.
Nel frattempo la questura non rinnova il permesso adducendo a giustificazione la denuncia della moglie e l'abbandono di quest'ultima del tetto coniugale con la conseguente perdita della patria podestà del ragazzo sul bambino; anche se nel contempo la sentenza di separazione coniugale obbliga a pagare le spese per il bambino.
Nel momento in cui il ragazzo si reca a richiedere il rinnovo gli viene notificato il foglio di via, che in seguito però, grazie all'intervento di un legale, viene revocato.
Nel frattempo si trova un lavoro e potrebbe essere con un contratto triennale, senonchè, la mancanza d un documento valido per la permanenza in Italia gli impedisce sia di firmare l'accordo con il datore di lavoro, sia di continuare a lavorare.
Attualmente nelle sue mani c'è solo una ricevuta scaduta e non rinnovata e un'aleatoria promessa di sistemare le cose da parte del suo legale che tuttavia "si muove" solo dietro compensi che attualmente il ragazzo non è in grado di garantire. C'è da aggiungere che da sei mesi non osa presentarsi a casa dei suoceri per vedere il bambino nel timore che questi creino ulteriori problemi chiamando la forza pubblica.
In attesa di ricevere Vostre gradite indicazioni su come procedere e sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente saluto e porgo i miei migliori auguri per l'anno appena iniziato.
ma cosa devo fare e cosa vostro consiglio per favore...
Hicham, da Alessandria (AL)

Risposta ADUC
il permesso rilasciato all'epoca e' un titolo temporaneo, solitamente riconosciuto per un periodo di un anno e prorogato al massimo per un altro anno. E' dunque normale che non gli sia stato rinnovato. Non vediamo molte soluzioni, se non quella di concorrere al decreto flussi per l'ottenimento di un nulla osta al lavoro.
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