Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

RID senza autorizzazione espressa

9 novembre 2009
Domanda 9 novembre 2009
Buongiorno,
mesi fa ho aderito ad un'offerta della H3g (“SuperZeroMondo Scegli3 new ric 2007”) sottoscrivendo un contratto con il quale m'impegnavo ad effettuare mensilmente ricariche non inferiori ad un determinato importo, in cambio di una tariffa "vantaggiosa" e di un telefonino in comodato d'uso gratuito.
Il contratto prevedeva genericamente che in caso di mancata ricarica - o di ricarica di importo inferiore a quello pattuito – tale importo mi venisse comunque “addebitato” non precisando con quali modalità.
Lo scorso mese mi sono vista addebitare direttamente su carta di credito l’importo di € 10,00 in favore della H3g, a titolo di “addebito per mancato raggiungimento soglia set. 09”. Quando ho chiesto spiegazioni alla Banca, mi è stato risposto che c’è un RID a mio carico.
Ma io non ho mai sottoscritto alcuna autorizzazione permanente di addebito su conto corrente (RID) a favore della H3g. Né il contratto che ho firmato faceva cenno a tale particolare modalità di addebito, prevedendo solo che l’importo eventualmente non ricaricato mi venisse genericamente “addebitato” - e cioè, letteralmente, che venisse “ascritto a debito” (dizionario italiano) - il che mi pare ben diverso dall’autorizzare in via permanente ad effettuare disposizioni sul proprio conto!
Vorrei, quindi, sapere se è possibile attivare un RID in mancanza autorizzazione SPECIFICA, CHIARA ed ESPRESSA del titolare del conto corrente, come ritengo sia avvenuto nel mio caso, e in che modo muovermi sia nei confronti della H3g che della mia Banca.
Anche se si tratta di cifre irrisorie non vorrei lasciar correre per una questione di principio: trovo il comportamento della H3g gravemente scorretto e quello della Banca troppo superficiale!
PS: Preciso, peraltro, che il rappresentante della H3g che mi aveva sottoposto il contratto (tramite vendita porta a porta) aveva richiesto i dati relativi alla mia carta di credito e mi aveva detto che i medesimi servivano solo come garanzia per il comodato d’uso del cellulare, dato l'elevato valore commerciale di quest’ultimo, assicurandomi espressamente che non sarebbero stati usati per effettuare addebiti, neanche in caso di mancate/insufficienti ricariche.
PPS: Preciso, inoltre, che la clausola contrattuale relativa all'addebito non è stata sottoscritta singolarmente.
Grazie mille
Alessandra, da Roma (RM)

Risposta ADUC
e' evidente che si tratta di un abuso, anche dei suoi dati comunicati per ragioni diverse. Quindi si puo' ipotizzare un doppio illecito: indebito prelievo (furto) e violazione dei dati della privacy. Indicando ovviamente il rimborso dei danni che chiede per questo loro sopruso e quale sarebbe il metodo alternativo di riscossione del contrattualmente dovuto, si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida:
http://sosonline.aduc.it/scheda/diffida_9605.php
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