Cara ADUC
Ricovero presso RSA
Domanda
19 ottobre 2013
Nel Marzo 2009 la madre di mio marito che oggi ha 91 anni all'epoca da due convivente con noi in quanto impossibilitata per le condizioni di salute mentale precaria a vivere da sola (era stata trovata dai vigili a girovagare in preda a confusione mentale) a seguito di un ricovero ospedaliero e su consiglio dei servizi sociali del nostro comune che conoscevano la gravità della situazione, è entrata in una struttura gestita dal comune del paese adiacente il nostro. Da subito mio marito che non lavora, non ha ancora la pensione ed è a mio carico ha dichiarato di non voler e/o poter integrare la retta, chiedendo che a farlo siano la sorella, i fratelli e/o sorelle della madre o chi per essi sia tenuto a farlo, purtroppo al momento del ricovero ha incautamente accettato di firmare il foglio relativo in quanto obbligatorio per il ricovero stesso e in quanto gli altri parenti vivono in un'altra regione. Del resto ci era stato detto dall'ufficio legale del comune in cui si trova la struttura (dove su consiglio dei servizi sociali ci eravamo recati) di non preoccuparci perché mio marito non aveva un reddito sufficiente a dover provvedere anche alla madre e che essendo noi in separazione dei beni io non ero tenuta ad alcunché. L'anno scorso invece arriva telefonicamente una prima richiesta economica da parte del comune alla quale mio marito risponde con due lettere ribadendo gli stessi
concetti espressi all'epoca del ricovero, non arriva nessun riscontro sino ad Agosto di quest'anno dove con lettera raccomandata vengono richiesti gli arretrati per un totale superiore ai 7.000,00 euro, la lettera è indirizzata alla madre, a mio marito, alla sorella e al comune di Santa Margherita al quale viene richiesta una presa in carico per le valutazioni economiche del caso e l'eventuale nomina di un amministratore di sostegno, mia suocera dal 2007 al 2009 è stata residente a Santa Margherita con noi, dopo il ricovero abbiamo spostato la sua residenza a Rapallo dove è ubicata la struttura. Mio marito risponde con un'altra lettera raccomandata con la quale esprime i concetti già
enunciati in passato, si reca anche insieme a me dai servizi sociali del nostro comune dove portiamo anche la dichiarazione dei redditi di mio marito (lui ha solo l'usufrutto di un immobile che attualmente tra l'altro di fatto non produce reddito essendo occupato da un'anziana con uno sfratto che continua a essere rinviato) ci viene risposto che verrà verificata la possibilità di un piccolo aiuto, ma solo per il futuro, per il pregresso non sanno dirci altro e altro a oggi non abbiamo saputo, in compenso il comune di Rapallo il 7 /10 ha notificato ai soggetti di aver passato la pratica all'ufficio crediti per il
recupero della somma, io ho delle proprietà immobiliari.. temendo che l'ufficiale giudiziario sia più comodo a venire a bussare alla mia porta che a 200 k dalla sorella, sono in ansia. Mia suocera percepisce compreso l'accompagnamento poco più di 1.000,00 €.
Gabriella, da Santa Margherita (GE)
Gabriella, da Santa Margherita (GE)
Risposta ADUC
da quanto dice nella sua lettera parrebbe che il ricovero in RSA sia avvenuto a titolo privato, cioe' con un contratto firmato da suo marito direttamente con la struttura RSA. Se i servizi sociali non sono intervenuti sin dall'inizio con una presa in carico (che vuol dire in buona sostanza la presentazione di una richiesta di inserimento, cui dovrebbe essere seguita la valutazione della non autosufficienza della signora, l'assegnazione del posto in RSA e il riconoscimento della quota sanitaria a carico del servizio sanitario) e il ricovero e' avvenuto a titolo privato la signora non ha diritto per il pregresso alla contribuzione da parte del Comune. Se cosi' e', i 7000 euro sono dovuti (da sua suocera e da suo marito, non da lei che nulla ha firmato).
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