Cara ADUC
Richiesta di rimborso a ENEL per danni da sovratensione
Domanda
3 marzo 2016
Buonasera,
alla fine di Ottobre 2015, a causa di un errore da parte di una squadra di riparazione, ho subito seri danni ad alcuni impianti ed elettrodomestici della mia abitazione causati da una sovratensione. Inviata ad ENEL una lettera di reclamo con messa in mora ricevevo, dopo circa una settimana, una risposta dove veniva riconosciuta la responsabilità dell'accaduto (il fatto era successo non solo a me ma anche ad altre famiglie residenti nella stessa strada) ma, per il prosieguo della pratica, veniva investita una "società peritale" che avrebbe dovuto contattarmi per valutare l'entità reale dei danni.
A gennaio 2016, non avendo avuto altre notizie in merito e dopo che nel frattempo avevo provveduto a far riparare/sostituire quanto danneggiato, scrivevo nuovamente ad ENEL presentando tutti i giustificativi di spesa (per gli apparecchi sostituiti anche le dichiarazioni di non riparabilità dei tecnici intervenuti) e chiedendo, a questo punto, il risarcimento.
A fine gennaio ricevevo una seconda risposta da ENEL che mi inviava copia di una lettera a me indirizzata da parte della SIRCUS srl di Genova (la società peritale), lettera da me mai ricevuta prima, dove mi si chiedeva di inviare nuovamente la documentazione. Così facevo e, dopo un altro paio di solleciti telefonici a questo nuovo interlocutore, ricevevo un Atto di Transazione, Liquidazione e Quietanza, che allego, dove, senza che fossi mai stato interpellato, era scritto che tra, me ed ENEL, si era giunti ad un accordo e che mi sarebbe stata liquidata una cifra pari a circa il 65% di quanto da me richiesto con ampia liberatoria da parte mia.
Piuttosto contrariato contattavo il titolare dell'istruzione della pratica per avere delucidazioni in merito al contenuto di questo ultimo documento e, dopo qualche insistenza, mi veniva detto che la determinazione del risarcimento era stata fatta in base all'art.1908 c.c. - Valore della cosa assicurata. Una rapida verifica su Internet mi ha permesso di verificare che tale articolo si applica nei rapporti tra assicurato ed assicuratore per la determinazione del risarcimento di un danno. Ritengo che tale articolo non si possa applicare al caso in questione dove c'è si un'assicuratore (SIRCUS) ma dove io non sono l'assicurato (eventualmente lo è ENEL).
Sempre cercando su Internet ho trovato una serie di riferimenti a casi analoghi al mio, portati in giudizio ed arrivati fino alla Cassazione, dove ENEL veniva giudicata responsabile e condannata a risarcire totalmente il danno.
Ora, non essendo io esperto in questioni giuridiche e prima di intraprendere altri passi, chiedo a voi se sia da ritenere corretta la posizione assunta da ENEL/SIRCUS e se, nonostante i danni subiti e i disagi patiti, io debba accettare questa decurtazione del rimborso senza poter aspirare al suo riconoscimento totale.
In attesa di un vostro cortese riscontro vi ringrazio e vi saluto cordialmente
Guido, da Brindisi
alla fine di Ottobre 2015, a causa di un errore da parte di una squadra di riparazione, ho subito seri danni ad alcuni impianti ed elettrodomestici della mia abitazione causati da una sovratensione. Inviata ad ENEL una lettera di reclamo con messa in mora ricevevo, dopo circa una settimana, una risposta dove veniva riconosciuta la responsabilità dell'accaduto (il fatto era successo non solo a me ma anche ad altre famiglie residenti nella stessa strada) ma, per il prosieguo della pratica, veniva investita una "società peritale" che avrebbe dovuto contattarmi per valutare l'entità reale dei danni.
A gennaio 2016, non avendo avuto altre notizie in merito e dopo che nel frattempo avevo provveduto a far riparare/sostituire quanto danneggiato, scrivevo nuovamente ad ENEL presentando tutti i giustificativi di spesa (per gli apparecchi sostituiti anche le dichiarazioni di non riparabilità dei tecnici intervenuti) e chiedendo, a questo punto, il risarcimento.
A fine gennaio ricevevo una seconda risposta da ENEL che mi inviava copia di una lettera a me indirizzata da parte della SIRCUS srl di Genova (la società peritale), lettera da me mai ricevuta prima, dove mi si chiedeva di inviare nuovamente la documentazione. Così facevo e, dopo un altro paio di solleciti telefonici a questo nuovo interlocutore, ricevevo un Atto di Transazione, Liquidazione e Quietanza, che allego, dove, senza che fossi mai stato interpellato, era scritto che tra, me ed ENEL, si era giunti ad un accordo e che mi sarebbe stata liquidata una cifra pari a circa il 65% di quanto da me richiesto con ampia liberatoria da parte mia.
Piuttosto contrariato contattavo il titolare dell'istruzione della pratica per avere delucidazioni in merito al contenuto di questo ultimo documento e, dopo qualche insistenza, mi veniva detto che la determinazione del risarcimento era stata fatta in base all'art.1908 c.c. - Valore della cosa assicurata. Una rapida verifica su Internet mi ha permesso di verificare che tale articolo si applica nei rapporti tra assicurato ed assicuratore per la determinazione del risarcimento di un danno. Ritengo che tale articolo non si possa applicare al caso in questione dove c'è si un'assicuratore (SIRCUS) ma dove io non sono l'assicurato (eventualmente lo è ENEL).
Sempre cercando su Internet ho trovato una serie di riferimenti a casi analoghi al mio, portati in giudizio ed arrivati fino alla Cassazione, dove ENEL veniva giudicata responsabile e condannata a risarcire totalmente il danno.
Ora, non essendo io esperto in questioni giuridiche e prima di intraprendere altri passi, chiedo a voi se sia da ritenere corretta la posizione assunta da ENEL/SIRCUS e se, nonostante i danni subiti e i disagi patiti, io debba accettare questa decurtazione del rimborso senza poter aspirare al suo riconoscimento totale.
In attesa di un vostro cortese riscontro vi ringrazio e vi saluto cordialmente
Guido, da Brindisi
Risposta ADUC
lei puo' decidere se sottoscrivere l'offerta della assicurazione o proseguire nel contenzioso con ENEL per avere l'intero risarcimento da lei "peritato", pronto ad esibire, in giudizio o in conciliazione, le prove dei maggiori danni.
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