Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Richiesta da parte del Comune di Milano per differenza retta pagata alla RSA

6 ottobre 2010
Domanda 6 ottobre 2010
Buongiorno,
vengo a conoscenza attraverso il sito internet, del Vostro servizio legale, al quale potersi rivolgere per avere una consulenza nello specifico di talune situazioni.
Abito a Milano, cerco e spero di riuscire a riassumere per sommi capi quanto mi succede:
- ero tutore (perche' interdetta) di mia sorella deceduta il 27/agosto 2010
- mia sorella era ricoverata in una RSA convenzionata con il comune, dal febbraio 2002;
- per conto di mia sorella, pagavo al Comune una retta corrispondente alle pensioni da lei percepite, che il comune "girava" all'Istituto secondo detta convenzione;
- nel tempo l'entità delle somme percepite da mia sorella sono aumentate (ebbe nel frattempo ad avere dall'INAIL una retta mensile in qualita' di VITALIZIO per RISARCIMENTO e pertanto,mi dicevano NON facente parte del reddito e, quindi, da non sommare alle pensioni INPS (reversibile + accompagnamento) nonostante cio' io ho versato al comune l'importo fino ad arrivare alle cifre dal comune pagate all'istituto.
- Il comune, intanto avrebbe dovuto verificare periodicamente (come mi era stato detto) rivolgendosi all'INPS l'entità di tali pensioni, importo che teneva fuori la cifra della rendita in quanto VITALIZIO;
- ora, la struttura RSA si ritiene saldata e liquidata e nulla ha piu' a pretende, come compenso, ne' dal comune, nè tanto meno da me (non ho mai intrattenuto con essa un rapporto di tipo economico);
- alla data del decesso di mia sorella, il comune mi scrive (come erede) inviandomi un prospetto esplicativo del credito maturato nei confronti di mia sorella per un periodo che va' dal febbraio 2002 all'agosto 2010 data del suo decesso; importo ricavato dalla differenza di quanto io pagavo come tariffa "convenzionata" e quanto avrei invece, secondo loro, dovuto pagare come tariffa da "privata" al di fuori di detta convenzione;
- a distanza di 8 anni,a chiusura e per la definizione della pratica, il comune ha chiesto alla INPS l'ammontare della cifra della pensione percepita dalla ospite ricoverata e a conti fatti ritiene di avere diritto di ricevere la differenza d'importo che, comunque, NON DEVE VERSARE all'istituto che, come già detto, si ritiene saldato e liquidato.(cosi' mi da' conferma l'istituto stesso).
Il comune mi da' 30 gg. di tempo per un eventuale ricorso di cui gia' ne son passati ben 10.(!)(ma ha il comune potere coercitivo?)
Spero di avere avuto, nell'esposizione dei fatti, quella chiarezza che Vi permettera' di fornirmi delle indicazioni e darmi un parere in merito alla posizione che dovro' assumere.
Desidererei soprattutto sapere:
1) se il comune mi puo' chiedere una cifra che NON HA SPESO e che NON DEVE SPENDERE;
2) se puo' annoverare tra le voci "pensioni" LA RENDITA VITALIZIA;
3) se ci sono gli estremi di trascrizione per gli anni passati.
Vi ringrazio infinitamente e considerando che il tempo "stringe" aspetto fiduciosa una Vostra risposta.
Grazie, cordiali saluti
Vale, da Milano

Risposta ADUC
le consigliamo vivamente di rivolgersi ad un legale di sua fiducia affinche' le spieghi esattamente come muoversi dopo aver pero' letto le carte, in assenza delle quali e' difficile e controproducente darle un parere, anche su eventuali somme da chiedere in regresso. Qui il nostro approfondimento:
http://salute.aduc.it/info/rettersa.php
crediamo che detti soldi non siano dovuti. Intanto, dunque, si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida:
http://sosonline.aduc.it/scheda/diffida_9605.php
ADUC Salute - http://salute.aduc.it/
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