Cara ADUC
Rette Rsa
Domanda
23 gennaio 2015
Cara Aduc,
ho la mamma di 87 anni ospite di una rsa a S. Marinella (RM) da metà 2012;
successivamente è diventata residente in civitavecchia e dal 7 maggio 2013 il comune di Civitavecchia integra la retta alla struttura; mamma versa € 500 dell'accompagno dato che la sua pensione è un po' meno di quella minima e non ha redditi di sorta. Il comune ci aveva fatto firmare all'inizio, per entrare, un impegno di spesa. L'ufficio sociale, nel luglio 2014, ha chiesto a noi figli di presentare l'isee (mettendoci anche molta fretta) e noi l'abbiamo presentato (ed il mio personale comprende anche mio marito);
l'8 dicembre 2014 il comune di Civitavecchia ci comunica con raccomandata che lui non integra più la retta della mamma dal 1° settembre 2014 in quanto dall'isee dei figli si evince che possono pagare loro;
In struttura ho consultato i parenti delle altre ospiti
Lì è proprio solo civitavecchia che ha anticipato l'applicazione del nuovo isee per rsa e del nuovo dsu pur avendo in mano solo quello vecchio.
Siamo 4 figli
uno è pensionato e disabile al 67% ed ha un figlio disabile al 50%
un altro risiede in ungheria
una sorella, pensionata e vedova
ed io pensionata e con reddito inferiore.
Mi sembra di aver capito che la nuova regolamentazione dei contributi comunali alle rette rsa non lascia spazio a dubbi: dovremmo ormai pagarla noi:
DOMANDE:
Ho capito bene che non c'è materia per opporsi?
Il nuovo isee scade ogni 15 gennaio:noi dobbiamo rifarlo?
Aveva diritto il comune di civitavecchia di fare questa operazione quando ancora non era stato, regolamentato, pubblicato il nuovo isee?
Noi intanto non abbiamo ancora pagato, cerchiamo di capire la situazione: che puo' succedere?
Vorremmo proprio non pagare, in ogni caso questi mesi che il comune di civitavecchia ha dichiarato che dobbiamo pagare noi con manovra a nostro parere scorretta: si puo' pretenderlo? E cosa bisogna fare?
Dicendolo a posteriori ci viene tolta la possibilità di effettuare scelte differenti che forse avremmo potuto fare con un buon preavviso!!
Intanto quell'impegno di spesa firmato da mia sorella noi fratelli che facciamo, dichiariamo la volonta' di revoca? È ancora opportuno e utile?
Avranno considerato tutto cio' che va considerato pur all'interno del nuovo isee? (ci viene solo comunicato che il comune non paga più): la disabilità di un fratello, la residenza all'estero dell'altro etc.
Sono tenuti gli uffici sociali del comune a stabilire la quota di contribuzione di ciascun figlio?
Vale ancora quella parte di regolamento che diceva chiaramente che deve essere la persona stessa a chiedere il contributo ai propri parenti?
Mi pare di no ma il fatto che a civitavecchia il comune abbia chiesto e usato il vecchio isee come se fosse il nuovo prima della sua pubblicazione e ci abbia comunicato a dicembre 014 che non paga piu' da fine agosto quando il tutto parte da gennaio 015 puo' essere contestato ed ottenere almeno di pagare solo dal 2015?
Simona, da Vetralla (VT)
ho la mamma di 87 anni ospite di una rsa a S. Marinella (RM) da metà 2012;
successivamente è diventata residente in civitavecchia e dal 7 maggio 2013 il comune di Civitavecchia integra la retta alla struttura; mamma versa € 500 dell'accompagno dato che la sua pensione è un po' meno di quella minima e non ha redditi di sorta. Il comune ci aveva fatto firmare all'inizio, per entrare, un impegno di spesa. L'ufficio sociale, nel luglio 2014, ha chiesto a noi figli di presentare l'isee (mettendoci anche molta fretta) e noi l'abbiamo presentato (ed il mio personale comprende anche mio marito);
l'8 dicembre 2014 il comune di Civitavecchia ci comunica con raccomandata che lui non integra più la retta della mamma dal 1° settembre 2014 in quanto dall'isee dei figli si evince che possono pagare loro;
In struttura ho consultato i parenti delle altre ospiti
Lì è proprio solo civitavecchia che ha anticipato l'applicazione del nuovo isee per rsa e del nuovo dsu pur avendo in mano solo quello vecchio.
Siamo 4 figli
uno è pensionato e disabile al 67% ed ha un figlio disabile al 50%
un altro risiede in ungheria
una sorella, pensionata e vedova
ed io pensionata e con reddito inferiore.
Mi sembra di aver capito che la nuova regolamentazione dei contributi comunali alle rette rsa non lascia spazio a dubbi: dovremmo ormai pagarla noi:
DOMANDE:
Ho capito bene che non c'è materia per opporsi?
Il nuovo isee scade ogni 15 gennaio:noi dobbiamo rifarlo?
Aveva diritto il comune di civitavecchia di fare questa operazione quando ancora non era stato, regolamentato, pubblicato il nuovo isee?
Noi intanto non abbiamo ancora pagato, cerchiamo di capire la situazione: che puo' succedere?
Vorremmo proprio non pagare, in ogni caso questi mesi che il comune di civitavecchia ha dichiarato che dobbiamo pagare noi con manovra a nostro parere scorretta: si puo' pretenderlo? E cosa bisogna fare?
Dicendolo a posteriori ci viene tolta la possibilità di effettuare scelte differenti che forse avremmo potuto fare con un buon preavviso!!
Intanto quell'impegno di spesa firmato da mia sorella noi fratelli che facciamo, dichiariamo la volonta' di revoca? È ancora opportuno e utile?
Avranno considerato tutto cio' che va considerato pur all'interno del nuovo isee? (ci viene solo comunicato che il comune non paga più): la disabilità di un fratello, la residenza all'estero dell'altro etc.
Sono tenuti gli uffici sociali del comune a stabilire la quota di contribuzione di ciascun figlio?
Vale ancora quella parte di regolamento che diceva chiaramente che deve essere la persona stessa a chiedere il contributo ai propri parenti?
Mi pare di no ma il fatto che a civitavecchia il comune abbia chiesto e usato il vecchio isee come se fosse il nuovo prima della sua pubblicazione e ci abbia comunicato a dicembre 014 che non paga piu' da fine agosto quando il tutto parte da gennaio 015 puo' essere contestato ed ottenere almeno di pagare solo dal 2015?
Simona, da Vetralla (VT)
Risposta ADUC
andiamo con ordine. L'adozione anzitempo di un regolamento conforme al nuovo ISEE non e' illegittima, poiche' non confligge con la normativa precedente. Prima cosa da fare e' chiedere l'accesso agli atti amministrativi, e con urgenza, per capire come hanno determinato le quote. Una eventuale impugnazione del diniego (ammesso che sia fondata) andrebbe fatta entro 60 giorni dalla conoscenza del provvedimento e quindi e' quasi in scadenza. Si tratta di capire se, considerato l'Isee di vostra madre e i vostri (legittimamente richiesti), effettivamente voi abbiate redditi tali da escludere ogni partecipazione del comune. Consideri che le nuove norme prevedono che l'ISEE dei figli sia considerato non per intero, ma solo per una "componente aggiuntiva": occorre allora verificare in che percentuale incide nel regolamento di Civitavecchia e se la previsione del regolamento sia conforme a legge (su questo la legge non aiuta perche' non quantifica questa componente aggiuntiva, che pero' - diciamo noi - deve essere ragionevole).
Quanto al vostro impegno al pagamento, voi ben potete revocarlo (e in questo caso avra' validita' solo per il futuro e non per il passato). occorre pero' verificare cosa prevede il regolamento comunale, se qualcosa prevede, per questi casi. Immagino che citi gli obbligati agli alimenti come tenuti al pagamento (che e' cosa a nostro avviso illegittima) o che preveda un diritto di surroga del Comune nei confronti dei parenti (anche questa a mio avviso illegittima). In entrambi i casi si aprirebbe uno scenario di contraddittorio in giudizio e plausibilmente il Comune minaccerebbe le dimissioni dell'ospite.
Quanto al vostro impegno al pagamento, voi ben potete revocarlo (e in questo caso avra' validita' solo per il futuro e non per il passato). occorre pero' verificare cosa prevede il regolamento comunale, se qualcosa prevede, per questi casi. Immagino che citi gli obbligati agli alimenti come tenuti al pagamento (che e' cosa a nostro avviso illegittima) o che preveda un diritto di surroga del Comune nei confronti dei parenti (anche questa a mio avviso illegittima). In entrambi i casi si aprirebbe uno scenario di contraddittorio in giudizio e plausibilmente il Comune minaccerebbe le dimissioni dell'ospite.
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