Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Rette di ricovero in Rsa

25 luglio 2014
Domanda 25 luglio 2014
Cara Aduc finalmente e con l'aiuto di mio figlio riesco a contattarvi, ho già provveduto ad incaricarlo di inviarvi tramite carta di credito (che io non posseggo) una quota da sostenitore, per ora poi se saremo più tranquilli anche da sostenitore consapevole.
Il problema che porto alla Vs. attenzione è quello delle rette in RSA.
Mia suocera ha diseredato il figlio (mio marito, vedi nome in indirizzo mail) lasciando tutta la sua proprietà (casa anni 80 di sei vani + capannone artigianale+ terreno orticolo ecc.) alla figlia mantenendo il solo usufrutto. I rapporti madre-figlio si sono completamente guastati perchè la sorella non voleva dare nemmeno la legittima al fratello, che per averla ha dovuto intentare una causa durata ben sette anni. Vinta la causa mio marito è stato fatto oggetto di gravi intimidazioni da parte della sorella e dei suoi familiari (Minacce di violenze fisiche, lettere anonime, telefonate, maldicenze tali da costringere i parenti e amici della suocera a chiudere i rapporti di conoscenza e saluto con mio marito). Poi accade l'imponderable, l'imprevisto: prima muore il marito della sorella e poi muore anche lei non prima di aver proceduto a ricoverare la madre in RSA. Tutto questo senza alcun contatto con mio marito da parte di nessuno. Ereditano tutti i beni i due nipoti, figli della sorella perchè nella sentenza il tribunale stabilisce che mio marito nulla più può chiedere ma neanche dare. Dopo poco tempo la Rsa lamenta un notevole debito da parte della ricoverata.
Si scopre che i nipoti si rendono quasi irreperibili e viene nominato un amministratore di sostegno che cerca di far fruttare l'usufrutto per integrare la retta, facendo pagare un modestissimo affitto al nipote che abita la casa, affittando ad un artigiano il capannone. Tutte notizie avute dall'unico zio di mio marito, ora, a distanza di quattro anni, passati senza sapere nulla, l'amministratore di sostegno manda una lettera a mio marito chiedendogli di intervenire perchè la signora da settembre si troverà in situazione di indigenza. Questa situazione ha creato una tale crisi di sconforto da dover ricorre al medico per cure antidepressive, mio marito ha quasi 64 anni, la signora in RSA 87 dichiarata con Morbo di Alzheimer, non è indigente perchè ha 1200 euro dall'INPS, se l'amministratore di sostegno non riesce a far fruttare un usufrutto deve pagare mio marito, che ha gia impegnato la sua pensione per garantire l'affitto al figlio con i suoi ormai miseri 1200 euro. Mi scuso per la lunghezza, ma le vicende sono state tali da rovinarci l'esistenza anche ora che siamo vecchi. Distinti saluti.


Risposta ADUC
ci scusi, ma non comprendiamo come suo marito abbia effettuato una causa sulla legittima senza che la madre fosse deceduta ma invece ricoverata in Rsa... ci sfugge qualcosa?
Ad ogni modo, la retta ad oggi viene integrata con i redditi dei figli (ciò a prescindere dalle presunte vicende ereditarie). Occorre dare atto al giudice tutelare o al servizio sociale che si occupa di determinare la retta, con le apposite procedure che troverà sul regolamento comunale o regionale in materia di non autosufficienza, del proprio esiguo reddito e del fatto che non è nelle condizioni per integrare le somme dovute alla struttura.
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