Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Retta RSA e dimissioni coatte da ospedale

4 giugno 2013
Domanda 4 giugno 2013
Due domande:
1) La richiesta di compartecipazione che il Comune mi chiede per la retta di mio fratello presso casa protetta, è lecita?
2) All’atto delle dimissioni di mio fratello, visto e dichiarato dai medici dell'ospedale non autonomo, il ricovero di sollievo è effettivamente a carico suo o dei familiari (io) e se sì in che misura?
Stato di fatto:
Mio fratello (stessa madre, padre diverso) con riconosciuto stato di invalidità al 100%, ha perso, per amputazione chirurgica, l'arto inferiore destro di cui rimane il ginocchio. Ora gli è stata amputata anche l’altra gamba.
Vive in casa da solo. Attualmente è ricoverato.
Ho contattato l'assistente sociale del comune per avviare la richiesta di ingresso in RSA. Mi mette al corrente delle tariffe in convenzione e a conti fatti lui arriva a circa 1400EUR di pensione tra anzianità, invalidità e accompagnamento mentre ne servono circa 1550 per la mesata in casa protetta. Chiedo chi paga il restante e la risposta è che viene contattato il parente + prossimo (io essendo l’unico) e se non pago mi viene richiesta l'ISEE e quindi forzato il pagamento se supero un dato tetto di reddito che non si sa quant'è o perlomeno non me lo dicono. Diciamo che 150 euro al mese posso permettermele con qualche piccolo sacrificio sentendomi moralmente obbligato. Alla fine, collaborativo anche se dubbioso, firmo per l'avvio della pratica, per comunque dare il via al procedimento che di per se è lungo e abbiamo fretta. L’AS distrettuale mi chiama qualche gg dopo e mi lascia il numero telefonico di una RSA e mi dice di telefonare per accordare un ricovero.
A questo punto scrivo all’ AS del Comune per chiedere ragguagli.
Risponde che i vari trasferimenti che si sono resi necessari, hanno sempre riguardato posti ospedalieri o convenzionati a totale carico del Servizio Sanitario, tranne quello a Villa xxx per cui c'è la compartecipazione alla spesa di €26,50 al giorno, a carico del paziente. Aggiunge che il posto di cui mi ha parlato l’AS distrettuale è privato, cioè a totale carico di mio fratello, o dei suoi familiari. Cita: “Infatti se lei volesse sentire da un'altra struttura, che le facesse un prezzo più vantaggioso, è libero di farlo. La domanda di posto convenzionato per casa protetta che ha fatto con me, non le può garantire il posto da quando sarà prevista la dimissione, perché non ci sono posti disponibili: si liberano con i decessi.”
Adesso, in accordo con l’ospedale, minacciano di dimetterlo a tutti i costi e che tocca a me pensare a tutto il resto. Dimenticavo; sono padre di famiglia: 1 figlio.
Ho avuto modo di vedere che sull’argomento siete ferrati e volevo gentilmente un parere.
Cordiali saluti.
Alessandro, da Casalecchio Di Reno (BO)

Risposta ADUC
di recente, purtroppo, una brutta sentenza della Corte Costituzionale pare aver rovesciato ogni precedente vittoria in merito alla supremazia del vigente decreto sull'Isee (che escluderebbe dalla contribuzione i parenti e dal computo della retta i loro averi) e aver dato manforte alle regioni che, con autonoma legge possono determinarsi diversamente. Dunque la complessa materia si è fatta ancora più incerta e difficile per l'utente. Le consigliamo di approfondire e di sottoporre il caso ad un legale esperto in merito:
http://salute.aduc.it/info/rettersa.php
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