Cara ADUC
Retta mensile presso casa di riposo anziani
Domanda
19 maggio 2009
Gentile Redazione
mia mamma nel 2002 e all'età di 86 anni è entrata in una casa di riposo gestita dalla curia vescovile del posto ma a carattere di struttura privata. In quel periodo e per altri 4 anni tutto andava benissimo in quanto lei era completamente autosufficiente fino a quando da un certo periodo in poi ha cominciato progressivamente ad avere seri problemi che ad oggi (93enne) la costringono in una sedia a rotelle. Il problema che vorrei porre è il seguente: tutto ciò che mia mamma percepisce (pensione ed accompagno) lo versa all'istituto che la ospita al quale viene anche versata una somma integrativa di circa 200 euro mensili, oltre naturalmente a quelle spese dovute per eventuali medicine che spesso influiscono in maniera rilevante. Questa integrazione è stata sempre versata da noi figli i quali abbiamo ovviamente già un'altra famiglia. Ultimamente però la direzione dell'istituto ha chiesto dal mese scorso (maggio 2009) un aumento della retta di 100 euro mensili per il primo anno, 200 per l'anno prossimo e 300 per il terzo, cioè nel 2011. A parte il fatto che difficilmente mia madre supererà i prossimi mesi, secondo voi è possibile chiedere una quota maggiore di quanto viene percepito dall'ospite? Chiaramente, essendo stata a suo tempo una libera scelta, uno deve affrontare o meno la quota richiesta da questa struttura comunque privata, ma poiché nella stessa città non esistono altre strutture similari, poichè nel tempo la situazione di salute si è aggravata e un eventuale trasferimento in altra località (anche molto distante) porterebbe, come accaduto anche ad altri ospiti, ad un rapido deterioramento psicologico e fisico fino a morire in brevissimo tempo, è lecito secondo voi pensare che in certi casi dovrebbe intervenire qualche altra istituzione tipo il comune di residenza, regione od altro? Per notizia faccio anche presente che è stata comunque inviata una richiesta di sostegno finanziario al sindaco del comune ma da quanto è stato possibile sapere si pensa che, nel caso la richiesta venga accolta, se ne parlerà solo a fine anno.
Un cordialissimo saluto.
Lorenzo, da Tarquinia (VT)
mia mamma nel 2002 e all'età di 86 anni è entrata in una casa di riposo gestita dalla curia vescovile del posto ma a carattere di struttura privata. In quel periodo e per altri 4 anni tutto andava benissimo in quanto lei era completamente autosufficiente fino a quando da un certo periodo in poi ha cominciato progressivamente ad avere seri problemi che ad oggi (93enne) la costringono in una sedia a rotelle. Il problema che vorrei porre è il seguente: tutto ciò che mia mamma percepisce (pensione ed accompagno) lo versa all'istituto che la ospita al quale viene anche versata una somma integrativa di circa 200 euro mensili, oltre naturalmente a quelle spese dovute per eventuali medicine che spesso influiscono in maniera rilevante. Questa integrazione è stata sempre versata da noi figli i quali abbiamo ovviamente già un'altra famiglia. Ultimamente però la direzione dell'istituto ha chiesto dal mese scorso (maggio 2009) un aumento della retta di 100 euro mensili per il primo anno, 200 per l'anno prossimo e 300 per il terzo, cioè nel 2011. A parte il fatto che difficilmente mia madre supererà i prossimi mesi, secondo voi è possibile chiedere una quota maggiore di quanto viene percepito dall'ospite? Chiaramente, essendo stata a suo tempo una libera scelta, uno deve affrontare o meno la quota richiesta da questa struttura comunque privata, ma poiché nella stessa città non esistono altre strutture similari, poichè nel tempo la situazione di salute si è aggravata e un eventuale trasferimento in altra località (anche molto distante) porterebbe, come accaduto anche ad altri ospiti, ad un rapido deterioramento psicologico e fisico fino a morire in brevissimo tempo, è lecito secondo voi pensare che in certi casi dovrebbe intervenire qualche altra istituzione tipo il comune di residenza, regione od altro? Per notizia faccio anche presente che è stata comunque inviata una richiesta di sostegno finanziario al sindaco del comune ma da quanto è stato possibile sapere si pensa che, nel caso la richiesta venga accolta, se ne parlerà solo a fine anno.
Un cordialissimo saluto.
Lorenzo, da Tarquinia (VT)
Risposta ADUC
in un rapporto di tipo privatistico non potete pretendere nulla. Piuttosto, il nostro consiglio e' di rivolgersi ai servizi sociali del Comune, chiedendo l'ingresso in RSA della signora. Una volta ottenuto l'ingresso tramite servizi sociali si potra' iniziare a discutere della retta e della sua entita'.
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