Cara ADUC
Retta di degenza presso APSP malato di Alzheimer
Domanda
27 giugno 2012
Salve,
avendo letto della sentenza di Cassazione 4558 del 22 marzo scorso, vorrei sapere se al riguardo ho diritto di rivalsa verso il Comune avendo queste circostanze in atto:
mia madre, nata il 12/01/1923, invalida civile al 100% a cui è stata riconosciuta l'indennità di accompagnamento in data 13/09/2007 con la seguente diagnosi: involuzione cerebrale senile tipo Alzheimer con grave rallentamento psicomotorio - Ipotiroidismo primitivo in terapia sostitutiva - Ipertensione arteriosa - Spondilodiscoartrosi - Osteoporosi.
Giudizio conclusivo: Handicap grave - Art.3 comma 3 legge 104/92E con grave riduzione delle autonomie personali e grave compromissione del funzionamento sociale, è attualmente ricoverata presso la Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Istituto D.Trincheri di Albenga dal 17/07/2010.
All'atto del ricovero ho firmato un contratto in cui mi impegnavo personalmente ad assolvere a tutti gli obblighi economico-finanziari dovuti da mia madre nei confronti della struttura stessa.
La retta giornaliera è di €73, pari a €2190 per i mesi di 30gg e di €2263 per i mesi di 31gg.
Prima del ricovero, con l'Assistente Sociale del Comune, a cui ho consegnato il mio ISEE e quello di mio fratello, fu concordato, a fronte di una pensione globale di mia madre (sociale + acc.to) di circa €950, di versare alla Casa di Riposo Trincheri una cifra di €850 (€100 venivano lasciati per le spese personali), a mio fratello venivano chiesti €100 mensili, mentre a me non veniva chiesto nulla per una mia situazione personale già precaria.
Quindi, ricapitolando, il carico attuale della retta è il seguente:
carico mia madre 849,96
carico mio fratello 100,00
carico ASL 828,30
carico Comune 411,74
TOTALE MESE 2.190,00
Alla luce della sentenza sopra citata, posso chiedere che mi venga restituito quanto sinora versato (circa €22.000) e interrompere il versamento della nostra quota (850 + 100) senza che vengano meno i diritti di mia madre, che in caso di contrasto con l'Ente non vorrei subisse eventuali "ritorsioni..."?
Anticipatamente ringrazio e invio distinti saluti
Giorgio, da Pietra Ligure
avendo letto della sentenza di Cassazione 4558 del 22 marzo scorso, vorrei sapere se al riguardo ho diritto di rivalsa verso il Comune avendo queste circostanze in atto:
mia madre, nata il 12/01/1923, invalida civile al 100% a cui è stata riconosciuta l'indennità di accompagnamento in data 13/09/2007 con la seguente diagnosi: involuzione cerebrale senile tipo Alzheimer con grave rallentamento psicomotorio - Ipotiroidismo primitivo in terapia sostitutiva - Ipertensione arteriosa - Spondilodiscoartrosi - Osteoporosi.
Giudizio conclusivo: Handicap grave - Art.3 comma 3 legge 104/92E con grave riduzione delle autonomie personali e grave compromissione del funzionamento sociale, è attualmente ricoverata presso la Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Istituto D.Trincheri di Albenga dal 17/07/2010.
All'atto del ricovero ho firmato un contratto in cui mi impegnavo personalmente ad assolvere a tutti gli obblighi economico-finanziari dovuti da mia madre nei confronti della struttura stessa.
La retta giornaliera è di €73, pari a €2190 per i mesi di 30gg e di €2263 per i mesi di 31gg.
Prima del ricovero, con l'Assistente Sociale del Comune, a cui ho consegnato il mio ISEE e quello di mio fratello, fu concordato, a fronte di una pensione globale di mia madre (sociale + acc.to) di circa €950, di versare alla Casa di Riposo Trincheri una cifra di €850 (€100 venivano lasciati per le spese personali), a mio fratello venivano chiesti €100 mensili, mentre a me non veniva chiesto nulla per una mia situazione personale già precaria.
Quindi, ricapitolando, il carico attuale della retta è il seguente:
carico mia madre 849,96
carico mio fratello 100,00
carico ASL 828,30
carico Comune 411,74
TOTALE MESE 2.190,00
Alla luce della sentenza sopra citata, posso chiedere che mi venga restituito quanto sinora versato (circa €22.000) e interrompere il versamento della nostra quota (850 + 100) senza che vengano meno i diritti di mia madre, che in caso di contrasto con l'Ente non vorrei subisse eventuali "ritorsioni..."?
Anticipatamente ringrazio e invio distinti saluti
Giorgio, da Pietra Ligure
Risposta ADUC
trova qui un nostro articolo sul tema: http://www.aduc.it/articolo/rette+rsa+morbo+alzheimer+cassazione+comune+non+puo_20281.php
Piu' che sospendere dal nulla il pagamento, se e' sua intenzione chiedere la restituzione di quanto pagato le suggeriremmo di contattare il suo legale di fiducia e valutare l'opportunita' di ricorrere in giudizio con una richiesta al giudice di emissione di provvedimento cautelare che autorizzi la modifica/decurtazione delle somme da pagare.
Piu' che sospendere dal nulla il pagamento, se e' sua intenzione chiedere la restituzione di quanto pagato le suggeriremmo di contattare il suo legale di fiducia e valutare l'opportunita' di ricorrere in giudizio con una richiesta al giudice di emissione di provvedimento cautelare che autorizzi la modifica/decurtazione delle somme da pagare.
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