Cara ADUC
Rescissione di un contratto di telefonia mobile con WIND
Domanda
10 luglio 2009
Nel febbraio del 2008 ho attivato la procedura di disattivazione di nr. 2 utenze a me intestate con contratto con partita IVA ma con TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA AD USO PRIVATO; ho dovuto fare la cessazione delle utenze perchè ho chiuso l'attività commerciale per gravi motivi di salute e ciononostante la Wind Spa mi ha fatto pervenire una richiesta di rimborso pari ad ¤. 601,76 quali oneri per la disattivazione anticipata di contratto di telefonia mobile ad uso commerciale. Ho contattato la Wind Spa per fare presente la questione e chidendole se, visto che possedevo un contratto si con partita IVA ma con TCG ad uso privato, potevo essere beneficiario del Decreto Bersani con risposta negativa da parte del gestore. Da quando ho interrotto la conversazione telefonica con il gestore ad ora non ho mai ricevuto delle lettere in forma ufficiale. Da qualche tempo la Wind si è affidata ad una società denominata Ge.Ri. Gestione Rischi Srl con sede a Milano, la quale mi ha inviato alcune lettere tutte non raccomandate, alcune abbastanza bizzarre, dove mi invitava a pagare tale somma, fino ad arrivare ad oggi che vi sto scrivendo quando ho ricevuto una lettera non raccomandata dell'Avv. Gianluca Papetti di Milano dove ribadiva che ero tenuto a pagare questa somma. Detto questo vi chiedo: con la tipologia di contratto che ho stipulato con wind (telefonia aziendale con TCG ad uso privato) sono tenuto a pagare la penale di disattivazione? Ho reperito un altro modulo di contratto in bianco della Wind, dove sono previste ¤. 200 (e non ¤. 300 come richiesto da Wind) perchè Wind mi richiede di più? Come mi posso comportare? Grazie per la cortese attenzione che vogliate dare alla presente
Carmela, da Cellino San Marco (BR)
Carmela, da Cellino San Marco (BR)
Risposta ADUC
privato senza partita Iva o business con partita Iva (il suo caso e' comunque assimilabile a questa seconda tipologia), per la scissione del contratto le regole sono le medesime: raccomandata A/R con un anticipo di almeno 30 giorni, divieto di penale, da pagare le spese di disattivazione previste in contratto (qualche decina di euro). E che la Wind ne sia consapevole lo dimostra il fatto che non sono passati agli atti esecutivi ma si limitano a inviarle lettere senza alcun valore legale ma con l'unico intento di crearle timore giocando sulla sua disinformazione. Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida dichiarandosi disponibile a pagare le spese di cui sopra: clicca qui
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