Cara ADUC
La replica dell'assicuratore...
Domanda
6 aprile 2006
Lei sostiene cito testuale: se invece di una polizza unit e/o index - linked il cliente facesse una combinazione di titoli obbligazionari ed ETF avrebbe certamente un migliore rapporto rischio/rendimento. Poi pero' Lei stesso ammette che non Le e' possibile indicare quali prodotti in particolare dovrebbero acquistare, perche' l'investimento deve poi essere coerente con la situazione finanziaria/patrimoniale del cliente, con gli obiettivi finanziari, ecc. Non avverte anche Lei una incongruenza? A questo punto urge una domanda: ma se io che ho acquistato una unit che mi sta rendendo al netto delle commissioni di gestione circa il 20% a 1 anno (mi sono tenuto basso, sul mercato ci sono unit che rendono anche di piu' di questa cifra specie su durate superiiori a 1 anno), avrei ottenuto lo stesso risultato con quale obbligazione conbinata a ETF? Temo che qui ci sia da discutere. Perche' di unit che rendono bene, anzi benissimo in alcuni casi, sul mercato ce ne sono, e questa e' una cosa che il consumatore deve sapere. Perche' e' vero che i costi incidono, ma solo se il prodotto non rende o rende poco. In caso contrario i costi sono accettabili. Intendo dire che, se col fai da te riesco a guadagnare anche il 15% in un anno (ammesso e non concesso di essere cosi' bravo da trovare la combinazione giusta) il buon risultato sarebbe comunque inferiore alla mia unit, pur gravata dai costi che Lei ha cosi' sapientemente indicato. Percio' diventa difficile a questo punto dire quale delle due strade e' consigliabile far affrontare al consumatore. Ora penso che bisogna introdurre una cosa che Lei ha trascurato e che invece e' importante, al fine di valutare la bonta' di un investimento: la scelta del prodotto finanziario. E gia' perche' voi consigliate dei titoli obbligazionari, ma fra i titoli obbligazionari purtroppo non sempre si va sul sicuro. Alle volte c'e' il rischio di fare la scelta sull'obbligazione sbagliata. Parmalat docet! Poi quando si parla di Unit e di Index ci si dimentica di dire come ci si e' arrivati a questi prodotti. Non eravate forse voi fra quelli che spingevano le compagnie assicurative a mettere in catalogo questi prodotti in alternativa alle tradizionali polizze vita miste? Quelle si che erano gravate da costi insostenibili! Percio', non credo sia il caso adesso di rimangiarsi tutto per fare bella figura e non rischiare niente. Lei parla di asimmetria informativa, e allora sia equo, anche con le Assicurazioni oltre che con i Promotori, le Sim, le SGR e le Banche. Non tutto quello che viene offerto sul mercato delle unit e' da buttare, altrimenti nessuno le acquisterebbe, se ci fossero solo costi e gravami. Ci sono anche dei buoni rendimenti, migliori spesso alle performance di altri prodotti da voi cosi' enfatizzati. Io penso che una cosa buona e giusta possa essere quella di andarci piano quando si punta l'indice su una categoria, come quella delle assicurazioni. Oggi e' diventato quasi uno sport nazionale quello di sparare sulle assicurazioni, ree sempre e comunque. Non lo trovo giusto e nemmeno costruttivo. In tutti i settori si puo' trovare qualcosa che non va. Il mondo finanziario non e' tutto rose e fiori. Spesso si rivela una vera e propria fregatura, vedi le bolle speculative dei mercati azionari, i casi di frode della Parmalat e dei bon argentini, ecc. Questo vale anche per le Assicurazioni, non tutto quello che si propone dal canale assicurativo e' oro colato, ma nemmeno il suo contrario. Bisogna saper scegliere bene. E per saper scegliere bene bisogna essere informati adeguatamente. Il vostro sito serve a questo, percio' vi esorto ad essere piu' attenti e giusti nei nostri confronti. Un cordiale saluto.
Marco
Marco
Risposta ADUC
Come si fa a rispondere seriamente a considerazioni cosi' strampalate? Dalla sua replica (per gli eventuali lettori interessati rimandiamo allo scambio epistolare pubblicato a questo indirizzo: clicca qui) l'unica considerazione che si puo' trarre e' che lei non conosce ne' quello che vende, ne' - tantomento - le basi degli investimenti finanziari. Francamente tutto questo e' molto triste. In primo luogo sostiene che vi sarebbe incongruenza fra l'affermare che una combinazione di obbligazioni ed ETF e' certamente piu' efficiente di una unit-linked e dire che non possiamo dare specifiche indicazioni sugli investimenti del singolo risparmiatore. Ma dove sarebbe l'incongruenza? Ogni investimento finanziario e' caratterizzato dal rapporto rischio/rendimento. Sul rendimento incidono inevitabilmente i costi. A parita' di mercato di riferimento (e quindi di rapporto rischio/rendimento lordo) se si diminuiscono i costi si ha un prodotto inevitabilmente piu' efficiente. Questo e' un dato di fatto. Consigliare uno specifico investimento e' qualcosa di ben diverso perche' bisogna capire qual'e' il rapporto rischio/rendimento adeguato per quello specifico investitore. Il fatto che lei non comprenda questo semplicissimo principio d'investimento dimostra che quando vende questi prodotti non si pone neppure il problema del profilo di rischio del suo cliente. E questo e' molto triste. Secondariamente ci viene a raccontare la storiella dei rendimenti, come se i rendimenti fossero generati dai gestori e non dal mercato finanziario. Ci viene a raccontare che ci sono molte unit che "rendono bene". Ma, scusi, che significa: "rendono bene"? Il punto non e' se una unit-liked ha fatto il 20% in un anno. Il punto e' capire in quali mercati investono, che rischi finanziari hanno assunto (mi sembra di capire che non e' molto pratico con il concetto di rischio finanziario, se desidera approfondire le consiglio di leggere questo articolo: Il concetto di rischio finanziario - clicca qui) e se, a parita' di mercati e di rischi finanziari, il rendimento e' stato almeno in linea con quello del mercato. Ha mai sentito parlare di benchmark? Quanto all'accusa di essere stati noi a spingere affinche' le compagnie assicurative vendessero questi prodotti, ci spiace ma sbaglia proprio indirizzo. Non so a chi pensasse, certamente noi non l'abbiamo mai fatto. Quanto al riferimento a Parmalat, non so proprio come risponderle. Evidentemente utilizziamo un linguaggio che lei non riesce a comprendere. Noi parliamo di titoli di stato dell'area europea (si rilegga la risposta precedente). Cosa c'entra Parmalat? Infine, lei sostiene che il problema e' sapere scegliere. No. No, gentile sig. Marco. Il problema e' che chi vende questi prodotti, come lei, non ha neppure la capacita' di comprenderli, si figuri i poveri clienti. Noi continuiamo a dire che non esiste una sola buona ragione per sottoscrivere un investimento travestito da polizza. Fra l'altro, questi prodotti, sono anche soggetti ad una legislazione molto meno tutelante rispetto agli stessi identici prodotti non travestiti da assicurazioni.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti