Cara ADUC
Rendimento netto delle obbligazioni a tasso variabile
Domanda
2 giugno 2006
Prezzo Tel quel denaro: 104,81.
Prezzo Tel quel lettera: 105,08.
Rateo interessi: 5,31164 (365/365).
Rateo di disaggio: (1) 0.
Ritenute totali: (2) 0,66395.
Fattore correttivo ind.: 1.
Frequenza cedola: ANN.
Cedola in corso: 5,875.
Tipo Tasso: INDICIZZATO.
Rendimento netto annuo: 1,36.
a fronte di questo specchietto, ricavato dalla scheda informativa di una obbligazione, mi chiedo come sono arrivati a indicare il rendimento netto; saluti.
Flavio, da Tirano
Prezzo Tel quel lettera: 105,08.
Rateo interessi: 5,31164 (365/365).
Rateo di disaggio: (1) 0.
Ritenute totali: (2) 0,66395.
Fattore correttivo ind.: 1.
Frequenza cedola: ANN.
Cedola in corso: 5,875.
Tipo Tasso: INDICIZZATO.
Rendimento netto annuo: 1,36.
a fronte di questo specchietto, ricavato dalla scheda informativa di una obbligazione, mi chiedo come sono arrivati a indicare il rendimento netto; saluti.
Flavio, da Tirano
Risposta ADUC
Calcolare il rendimento di un titolo a tasso variabile non ha senso. Si tratta di un equivoco in cui incappano in tanti, spesso indotti dai giornali specializzati che continuano a calcolare il rendimento per obbligazioni di cui il rendimento non si puo' invece calcolare.
Il rendimento effettivo di un titolo si puo' calcolare solo se i flussi futuri sono certi, quindi si sa in partenza l'ammontare di tutte le cedole ed il valore di rimborso. Considerare tutte le cedole uguali a quella in corso non ha senso, ancor di piu' se il titolo ha scadenza lunga o un meccanismo con cedole fisse ed alte all'inizio e poi aleatorie in futuro.
Il metodo piu' preciso per calcolare il rendimento effettivo di un investimento e' dato dal calcolo del Tasso Interno di Rendimento (IRR = Internal Rate of Return). La formula matematica e' molto complessa e ci si e' sempre affidati al computer, che procedeva per tentativi. Oggi, grazie ai comuni fogli di calcolo, e' possibile per chiunque giungere al risultato. Con Excel, ad esempio, basta riportare nelle celle tutti i flussi di cassa dell'investimento (le uscite devono essere precedute dal segno meno) e le date per le quali sono previsti e poi si lancia la funzione TIR.X che calcola il rendimento composto. Basta cliccare sul pulsante f(x) della barra degli strumenti, si apre una finestra di dialogo che chiede quale funzione inserire (la funzione e' TIR.X tra le finanziarie, si ricorda che deve essere installata il componente aggiuntivo "strumenti di analisi", dal menu' strumenti/componenti aggiuntivi) quindi se ne apre un'altra che chiede gli input della funzione.
1. Valori: si inseriscono le celle dove si sono riportati i valori (es: A1:A6 se si sono riportati 6 valori in quelle celle)
2. Date_pagam: si inseriscono le celle in cui si sono riportate le date dei flussi (es: B1:B6).
3. Ipotesi: valore praticamente ininfluente, si puo' inserire 0,001: serve ad evitare che si sballi calcolo in caso di soluzioni multiple o impossibili.
A quel punto si lancia il calcolo, e si ottiene il tasso interno di rendimento dell'investimento. Se si desidera calcolare il rendimento netto occorre, ovviamente, inserire tutti i dati al netto delle ritenute (esempio: il rimborso di un'obbligazione al prezzo netto a cui avviene, se diverso dal nominale).
A complicare un po' il conteggio interviene il fisco, soprattutto con la distinzione che viene fatta tra redditi di capitale (interessi e differenza tra prezzi di rimborso e di emissione) e redditi di capitale (il capital gain vero e proprio): clicca qui
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2
Il rendimento effettivo di un titolo si puo' calcolare solo se i flussi futuri sono certi, quindi si sa in partenza l'ammontare di tutte le cedole ed il valore di rimborso. Considerare tutte le cedole uguali a quella in corso non ha senso, ancor di piu' se il titolo ha scadenza lunga o un meccanismo con cedole fisse ed alte all'inizio e poi aleatorie in futuro.
Il metodo piu' preciso per calcolare il rendimento effettivo di un investimento e' dato dal calcolo del Tasso Interno di Rendimento (IRR = Internal Rate of Return). La formula matematica e' molto complessa e ci si e' sempre affidati al computer, che procedeva per tentativi. Oggi, grazie ai comuni fogli di calcolo, e' possibile per chiunque giungere al risultato. Con Excel, ad esempio, basta riportare nelle celle tutti i flussi di cassa dell'investimento (le uscite devono essere precedute dal segno meno) e le date per le quali sono previsti e poi si lancia la funzione TIR.X che calcola il rendimento composto. Basta cliccare sul pulsante f(x) della barra degli strumenti, si apre una finestra di dialogo che chiede quale funzione inserire (la funzione e' TIR.X tra le finanziarie, si ricorda che deve essere installata il componente aggiuntivo "strumenti di analisi", dal menu' strumenti/componenti aggiuntivi) quindi se ne apre un'altra che chiede gli input della funzione.
1. Valori: si inseriscono le celle dove si sono riportati i valori (es: A1:A6 se si sono riportati 6 valori in quelle celle)
2. Date_pagam: si inseriscono le celle in cui si sono riportate le date dei flussi (es: B1:B6).
3. Ipotesi: valore praticamente ininfluente, si puo' inserire 0,001: serve ad evitare che si sballi calcolo in caso di soluzioni multiple o impossibili.
A quel punto si lancia il calcolo, e si ottiene il tasso interno di rendimento dell'investimento. Se si desidera calcolare il rendimento netto occorre, ovviamente, inserire tutti i dati al netto delle ritenute (esempio: il rimborso di un'obbligazione al prezzo netto a cui avviene, se diverso dal nominale).
A complicare un po' il conteggio interviene il fisco, soprattutto con la distinzione che viene fatta tra redditi di capitale (interessi e differenza tra prezzi di rimborso e di emissione) e redditi di capitale (il capital gain vero e proprio): clicca qui
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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