Cara ADUC
Recupero della caparra per la proposta d'acquisto di un immobile
Domanda
27 marzo 2016
Buonasera,
da nuovo iscritto ho subito bisogno del vostro aiuto.
Lo scorso mese di febbraio con mia moglie abbiamo fatto una proposta di acquisto per un appartamento versando come caparra un assegno di 5000 €. In linea con le direttive di legge abbiamo anche registrato la proposta di acquisto versando all'erario altri 475€. I venditori hanno accettato la nostra proposta, il tutto si sarebbe dovuto risolvere davanti al notaio entro il 20/03/2016.
A pochi giorni da tale data i venditori ci chiedono almeno un mese di tempo in più per risolvere alcune non conformità urbanistiche (peraltro, da proposta di vendita, l'immobile risultava verificato e completamente in regola). A quel punto, pur concedendo il tempo richiesto, abbiamo chiesto di verificare tutta la documentazione utile, da fornire peraltro alla banca per l'accensione del mutuo.
solo a questo punto abbiamo scoperto che il posto auto condominiale, previsto dall'annuncio sul sito dell'agenzia immobiliare e che aveva per noi costituito un punto fondamentale per l'acquisto dell'appartamento, non esisteva ma esisteva invece un possibilità puramente aleatoria di parcheggiare in una via adiacente all'immobile e di competetnza degli immobili contigui.
Il regolamneto condominiale più volte promesso dal mediatore e dal proprietario, che avrebbe dovuto garantire la possibilità di parcheggiare in tale area, non ne fa alcuna menzione, anzi, l'amministratore di condominio ha tenuto ad assicurare che tale via non sarebbe neanche di pertinenza del palazzo in cui è situato
l'appartamento di interesse. In poche parole, non esiste nessun diritto di parcheggiare in una zona riservata se pure indicato dall'annuncio di vendita. A questo punto abbiamo manifestato al venditore il nostro disappunto proponendo una riduzione del valore proposto (da 370 mila euro a 350 mila euro, una riduzione pari al 50% del valore di un posto auto nello stesso quartiere). Oggi i proprietari ci rispondono che non hanno intenzione di vendere a questa cifra e che l'annuncio che riportava fase informazioni non è loro responsabilità. A questo punto, alla nostra intenzione di recedere dall'acquisto, restituendo l'assegno e rimborsando quanto versato per la registrazione dell'atto mi sono sentito rispondere che la proposta ormai era stata accettata e che loro non mi hanno mai chiesto di registrare l'atto (mi pare sia invece un obbligo di legge). Mi ritrovo che ho perso la possibilità dell'acquisto dell'immobile, i 5000€ di caparra, i 475€ di registrazione, la possibilità di accendere il mutuo (rara di questi tempi ma la banca aveva accettato ed aveva avviato le procedure di verifica dello stato dell'immobile inviando un periodo proprio il giorno in cui i venditori hanno chiesto un rinvio)senza considerare lo stato di agitazione e di nervosismo che hanno causato a me e mia moglie (che nella sua mente la stava già arredando. cosa posso fare? ho margine di recuperare almeno la spesa sostenuta?
Vi ringrazio in anticipo.
Buona Pasqua
Riccardo, da Reggio Emilia (RE)
da nuovo iscritto ho subito bisogno del vostro aiuto.
Lo scorso mese di febbraio con mia moglie abbiamo fatto una proposta di acquisto per un appartamento versando come caparra un assegno di 5000 €. In linea con le direttive di legge abbiamo anche registrato la proposta di acquisto versando all'erario altri 475€. I venditori hanno accettato la nostra proposta, il tutto si sarebbe dovuto risolvere davanti al notaio entro il 20/03/2016.
A pochi giorni da tale data i venditori ci chiedono almeno un mese di tempo in più per risolvere alcune non conformità urbanistiche (peraltro, da proposta di vendita, l'immobile risultava verificato e completamente in regola). A quel punto, pur concedendo il tempo richiesto, abbiamo chiesto di verificare tutta la documentazione utile, da fornire peraltro alla banca per l'accensione del mutuo.
solo a questo punto abbiamo scoperto che il posto auto condominiale, previsto dall'annuncio sul sito dell'agenzia immobiliare e che aveva per noi costituito un punto fondamentale per l'acquisto dell'appartamento, non esisteva ma esisteva invece un possibilità puramente aleatoria di parcheggiare in una via adiacente all'immobile e di competetnza degli immobili contigui.
Il regolamneto condominiale più volte promesso dal mediatore e dal proprietario, che avrebbe dovuto garantire la possibilità di parcheggiare in tale area, non ne fa alcuna menzione, anzi, l'amministratore di condominio ha tenuto ad assicurare che tale via non sarebbe neanche di pertinenza del palazzo in cui è situato
l'appartamento di interesse. In poche parole, non esiste nessun diritto di parcheggiare in una zona riservata se pure indicato dall'annuncio di vendita. A questo punto abbiamo manifestato al venditore il nostro disappunto proponendo una riduzione del valore proposto (da 370 mila euro a 350 mila euro, una riduzione pari al 50% del valore di un posto auto nello stesso quartiere). Oggi i proprietari ci rispondono che non hanno intenzione di vendere a questa cifra e che l'annuncio che riportava fase informazioni non è loro responsabilità. A questo punto, alla nostra intenzione di recedere dall'acquisto, restituendo l'assegno e rimborsando quanto versato per la registrazione dell'atto mi sono sentito rispondere che la proposta ormai era stata accettata e che loro non mi hanno mai chiesto di registrare l'atto (mi pare sia invece un obbligo di legge). Mi ritrovo che ho perso la possibilità dell'acquisto dell'immobile, i 5000€ di caparra, i 475€ di registrazione, la possibilità di accendere il mutuo (rara di questi tempi ma la banca aveva accettato ed aveva avviato le procedure di verifica dello stato dell'immobile inviando un periodo proprio il giorno in cui i venditori hanno chiesto un rinvio)senza considerare lo stato di agitazione e di nervosismo che hanno causato a me e mia moglie (che nella sua mente la stava già arredando. cosa posso fare? ho margine di recuperare almeno la spesa sostenuta?
Vi ringrazio in anticipo.
Buona Pasqua
Riccardo, da Reggio Emilia (RE)
Risposta ADUC
se non ci sbagliamo, lei ci riferisce che il posto auto era previsto nell'annuncio pubblicitario (il che può implicare la responsabilità del mediatore o dello stesso venditore), ma omette di dirci che cosa riportava la proposta poi accettata. La proposta e la sua accettazione sono, infatti, a questi fini ben più importanti perchè realizzano un compromesso che vincola le parti nei termini ivi previsti.
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