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Cara ADUC

Recupero crediti minaccia pignoramento

1 luglio 2018
Domanda 1 luglio 2018
Nel 2013 ho smesso di pagare le rate per una carta revolving di 5000€ dopo essere rimasta senza lavoro. Dopo qualche tempo ho ricevuto la visita del recupero crediti che voleva obbligarmi a firmare delle cambiali anche con minacce ed insulti. Ho proposto loro di ricominciare a pagare tramite bonifico e si sono rifiutati. Nel 2016 mi è arrivato un'ingiunzione di pagamento di 9000€. Il mio avvocato ha proposto loro un piano di rientro di 200€ da loro rifiutato. A maggio di quest'anno mi è arrivato il precetto, di 12000€ + iva+ spese, del pignoramento e il mio avvocato ha proposto loro un saldo e stralcio di 5000€ rifiutato, un piano di rientro pari al quinto, rifiutato. Vogliono tutto, pena il pignoramento presso terzi. Io ora ho un contratto a termine fino ad ottobre e non so se verrà rinnovato. Possibile che non accettino un saldo e stralcio visto che ho solo lo stipendio pari a 1200€? In casa ho lo stretto necessario e tutti beni non pignorabili.
Valentina, dalla provincia di VC

Risposta ADUC
Il pignoramento presso terzi si attua presso il datore di lavoro tra stipendio e Tfr, la banca dove si detiene il conto corrente, ecc. E' opportuno non lasciare mai a disposizione somme sul conto.
Ci stanno solo provando, cercando di spaventare il debitore. Il loro mestiere è spuntare il miglior prezzo possibile al rialzo, e fin qui niente da dire. Il problema è che troppo spesso i comportamenti dei recupero crediti superano ogni limite normativo in materia, e non poche volte anche i limiti del codice penale. Per ora la prima cosa è non discutere nemmeno del presunto pignoramento e negarsi ad ogni ipotesi di accordo. Il tempo scorre a suo favore, più tempo passa e più il credito (già valutato pochissimo dato che deriva da una carta revolving) viene svalutato.
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