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Recesso Illegittimo Da Parte Proponente - Acquisto Automobile Nuova - Scioglimento di Contratto

14 marzo 2008
Domanda 14 marzo 2008
Vi contatto in relazione ad una "Lettera Accettazione Proposta D'Acquisto" relativa Citroen Jumpy 9 Posto 2.0 HDI 120 CV L2 H1 da me siglata in data 08 u.s. c/o la concessionaria Citroen P.Auto srl di Forlì. Dopo aver siglato il documento ed aver affidato al venditore una cospicua caparra confirmatoria, sono, da questo, stato contattato ricevendo comunicazione telefonica che la concessionaria avrebbe sciolto il contratto stilato perchè il venditore aveva applicato uno sconto eccessivo. Premesso che la "Proposta D'Acquisto" non è un contratto e che la "proposta d'acquisto" può essere revocata finchè il contratto non è concluso ma, assodato che l'accettazione di una proposta d'acquisto corrisponde ad un contratto concluso (puntualizzato o se preferite formalizzato) e premesso che in riferimento all'art. 1326 del codice civile (quarto libro) un contratto si intende concluso quando chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte; essendo la "proposta d'acquisto" timbrata e siglata dalla concessionaria e da me controfirmata non posso che ritenere la stessa, oltre ogni ragionevole dubbio, Valido Contratto (art.1321 un contratto è un accordo tra due o più parti per costituire o regolare tra loro un rapporto giuridico patrimoniale) contratto che inoltre, ai sensi dell'art. 1372 del codice civile (quarto libro) ha forza di legge e non può essere sciolto se non per mutuo consenso. In relazione a quanto sopra scritto NON POSSO dunque non ritenermi legato a P.Auto srl concessionaria Citroen in Forlì da un valido contratto inscindibile pena la restituzione del doppio della caparra. IO NON CHIEDO CHE MI VENGA RESTITUITO IL DOPPIO DELLA CAPARRA MA CHIEDO CHE LA CONCESSIONARIA CITROEN P.AUTO srl SIA ESORTATA A PORTARE A TERMINE IL CONTRATTO SIGLATO E DIFFIDATA DAL TENERE COMPORTAMENTI SCORRETTI CHE DANNEGGIANO INDISCUTIBILMENTE L'IMMAGINE DI CITROEN ITALIA. IO CHIEDO CHE L'AUTOMOBILE CHE HO ORDINATO MI VENGA VENDUTA ALLA CIFRA PATTUITA PER LA QUALE HO VERSATO IN SEDE DI STIPULA UNA COSPICUA CAPARRA CONFIRMATORIA. Il venditore che ha inizialmente cercato di aumentare il costo di vendita, sentendosi rispondere che non intendevo pagare più di quanto non avessimo pattuito, mi ha comunicato che Trovandomi nell'incapacità di parlare con il titolare della concessionaria ha provveduto ad inoltrare al mio indirizzo una raccomandata contenente l'assegno da loro accettato quale caparra confirmatoria. Ritengo che il titolare della concessionaria non sia al corrente dei comportamenti di vendita adottati dai suoi dipendenti. SENTITE ALTRE CONCESSIONARIE DEL MEDESIMO GRUPPO HO SAPUTO CHE IL VENDITORE CHE HA SIGLATO IL MIO CONTRATTO SPESSO ADOTTA LO STRATAGEMMA DI PROPORRE PREZZI ESTREMAMENTE CONTENUTI ANDANDO POI A CHIEDERE UN CONTRIBUTO AGGIUNTIVO AL PREZZO PATTUITO A FRONTE DI QUELLO CHE EGLI DEFINISCE UN SUO ERRORE (NELLA FORMULAZIONE DELL'OFFERTA DI VENDITA) E MINACCIANDO DI RESCINDERE (PERALTRO ILLECITAMENTE) IL CONTRATTO SE UN "ACCORDO" NON VIENE RAGGIUNTO. La concessionaria si intende libera da ogni vincolo ed obbligo nei miei confronti. La concessionaria intende recedere dal contratto. LA CONCESSIONARIA NON HA DIRITTO DI RECEDERE DAL CONTRATTO. AGLI ACQUIRENTE IL DIRITTO DI RECESSO NON E' MAI CONCESSO SE IL CONTRATTO E' STILATO ALL'INTERNO DEI LOCALI DELLA CONCESSIONARIA. LE CONCESSIONARIE SI ARROGANO IL DIRITTO DI TRATTENERE LE CAPARRE CONFIRMATORIE. CHI SBAGLIA PAGHI. E' INDISPENSABILE CHE OGNUNO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA'. Non voglio pensare di dovermi arrendere alla logica della citazione in giudizio. NON VOGLIO dover ricorrere ad un legale per far valere un diritto basilare che è quello che regola ogni tipo di contratto di compra/vendita. NON HO VOCE E NON HO DENARO PER POTER FAR VALERE IN TRIBUNALE IL DIRITTO DI UN CONSUMATORE. CONFIDO IN VOI, VI PREGO VOLERMI AIUTARE A FAR VALERE I DIRITTI DI UN CONSUMATORE.
Paolo, da Forli (FC)

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