Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Recessione dal contratto di "comodato d'uso" collegato a contratto di telefonia TRE

5 luglio 2008
Domanda 5 luglio 2008
Gentile Aduc,
nell'aprile 2007 ho sottoscritto in un negozio di telefonia 3 a Potenza, città dove mi sono trovata per alcuni mesi, un contratto di telefonia mobile con Opzione gente di tre.
Discorrendo con la commessa mi sono persuasa di prendere, inoltre, in comodato d'uso dietro un'iniziale esborso di 50 euro un telefonino LG, U830. Tali due "acquisti" sono stati in realtà effettuati in due distinti momenti.
Il terzo giorno che avevo il telefono mi sono accorta di un grave problema di ricezione che aveva (mancava qualsiasi tipo di segnale), così che il primo giorno lavorativo utile (non era comunque passata una settimana) mi sono recata nel negozio per chiederne sostituzione. Come ad altri, mi è stato informato che in caso di comodato d'uso non era possibile effettuare la sostituzione sebbene esso fosse palesemente malfunzionante fin dall'inizio, fatto confermatomi da chi aveva provato a chiamarmi su quel numero. Così è stato mandato in assistenza per diverse volte (non ricordo se 5 o 6 volte) per ritornarmi ogni volta malfunzionante ed il difetto veniva constatato ogni volta il giorno stesso in cui mi veniva restituito. A tutt'oggi chi mi chiama spesso crede che mi sta chiamando perchè sente il segnale libero. Io invece non ricevo alcuno squillo ed inoltre alcuna comunicazione di essere stata chiamata. Per cui mi trovo spesso nella difficoltà di dover spiegare agli altri che ho un telefono che anche quando gli altri credono che stia squillando, in realtà non lo fa, nè vibra, nè riceve in alcun modo la chiamata!
Considerata però l'intera situazione senza vincoli d'uscita ho continuato a pagare i 20 euro mensili (ed oltre) previsti sotto forma di ricarica cercando di sfruttarlo soprattutto come telefono per chiamare.
Successivamente mi sono accaduti numerosi altri inconvenienti (per esempio credito prosciugato per errore di attivazione del servizio di internet da parte del gestore, credito solo parzialmente restituito ed immediatamente ripreso sotto forma di non chiare formule, mancanza di possibilità di accedere alla pagina del portale dedicata dove poter controllare i costi effettivi.. e via dicendo) tali da indurmi a voler a tutti i costi fare a meno di questo operatore. Per fortuna grazie al mio fidanzato sono venuta a conoscenza di questo sito e della possibilità di poter recedere grazie al decreto Bersani di cui parlate.
Nel contratto (anche se al momento non è possibile verificarlo perchè a casa dei miei genitori) era riportata la cifra da dover esborsare per il cellulare in comodato d'uso nel caso di recessione da esso. La cifra dovrebbe essere, però, ancora consistente, considerato che il comodato sarebbe dovuto durare 30 mesi mentre ne sono passati 15 e che si partiva da una cifra di circa 600 euro a scalare con il tempo. Francamente per un gestore che non mi ha fornito il servizio aspettato, per un telefono malfunzionante e che dopo i ripetuti interventi di assistenza, mi è pervenuto già sciupato senza che lo avessi mai io personalmente adoperato, non ritengo di dover spendere alcun centesimo.
Il mio dubbio consiste in questo: recedendo dal contratto di comodato d'uso, sono costretta a recedere anche dal servizio di telefonia connesso dalla scheda? o posso recedere dal contratto di comodato, restituire il telefono ma mantenere la scheda e l'opzione ad essa correlata?
In seconda istanza, volendo sempre restituire questo telefono malfunzionante e dunque recedere dal contratto di comodato e di telefonia, devo pagare sempre la "penale" (anche se non so se è giusto chiamarla tale) connessa al telefono?
Ringrazio per la vostra futura risposta e per il servizio offerto.
Daniela, da Ripi (FR)

Risposta ADUC
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora, chiedendo l'esatto adempimento del contratto e dunque la sostituzione del telefono non funzionante. Chieda anche il risarcimento dei danni subiti finora, quantificandoli: clicca qui. In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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