Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

RC Auto: non riconoscimento anni presso compagnia straniera

7 ottobre 2008
Domanda 7 ottobre 2008
Gentile Aduc, avendo vissuto all'estero (Regno Unito) per molti anni, nell'agosto 2006 importo definitivamente la mia auto in Italia. Stipulo una RC auto con un assicuratore italiano ma posso solo presentare una lettera, ricevuta con un certo ritardo, del mio ultimo assicuratore UK che dichiara 5 anni (il massimo in Inghilterra) di bonus. Solo dopo qualche mese, nel dicembre 2006, riesco a ottenere dal precedente assicuratore inglese, una dichiarazione della mia situazione precedente che all'epoca vantava 14 anni complessivi e continui di assenza sinistri con responsabilità. Tuttavia l'assicuratore italiano dichiara che secondo una regola dell'ANIA non possono riconoscermi più di cinque anni. Rimango quindi in una classe che ritengo sfavorevole. Ovviamente protesto e chiedo che mi venga mandata copia del regolamento, attendo mesi e non vedo nulla. Nel marzo 2008 spazientito scrivo all'ANIA, e p/c all'assicuratore, un reclamo per mancata assegnazione classe bonus per provenienza da assicurazione UE. Non ricevo, a oggi..., risposta dall'ANIA, ma finalmente ricevo copia del regolamento dall'assicuratore e così leggo e scopro che non è l'ANIA, ma l'ISVAP, responsabile di questa regola iniqua. Visto che questo mi preclude un esposto all'organismo di controllo (l'ISVAP), quale strada mi consigliate? Il TAR? La Corte Europea? Forse è più appropriata la seconda, perché una eventuale sentenza possa giovare anche cittadini di altri paesi. Da notare che quando andai in Inghilterra 18 anni fa non subii una tale discriminazione. È anche ovvio che non considero l'assicuratore colpevole, essendo vincolato ai regolamenti dell'ISVAP e dell'ANIA. Quindi non mi è chiaro chi debba citare per danni, oltre che per il riconoscimento della classe dovuta. Grazie
Giuliano, da Milano (MI)

Risposta ADUC
si informi prezzo presso l'Isvap se, per cso, non si tratti proprio di una normativa europea di compromesso (5 anni invece che niente....) e, se cosi' non fosse, crediamo debba fare un ricorso alla corte europea per violazione delle parita' di accesso ai servizi.
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