Cara ADUC
Rate modem Telecom Impresa Semplice
Domanda
31 marzo 2018
Nel mese di agosto 2017 ho sottoscritto un contratto TuttoFibra con Tim Impresa Semplice con acquisto a rate del modem. Nel mese di dicembre 2017, quindi ben prima dei 24 mesi previsti, la società per varie problematiche ha cessato l'attività ed è stata cancellata dal registro imprese. Ho chiesto più volte, telefonicamente, di poter passare il contratto da business a privato, intestandolo a uno dei soci, ma mi è stato detto prima che mi avrebbero inviato il modulo, mai arrivato e poi che non potevano farlo. Ho quindi inviato una raccomandata dove spiegavo che mi vedevo costretta, contro la mia volontà, a passare ad altro operatore che invece l'operazione di cambio intestazione la faceva. E ho anche chiesto come fare a restituire il modem. Non ho ricevuto alcuna risposta, ho fatto il cambio operatore, e dopo un paio di mesi mi sono vista arrivare la fattura di chiusura contratto anticipata con i consumi residui, le penali e ben 22 rate residue del modem a 12.20 euro l'una, per un totale fattura di euro 456, di cui 268 per il modem, che sta prendendo polvere in un garage. Devo pagare?? Possibile pagare un modem quasi 300 euro??? Pensavo intanto di pagare la fattura al netto delle rate del modem, ma non so se è la strada giusta! Dopo l'arrivo della fattura ho inviato una nuova raccomandata dove ribadivo che la cessazione del contratto era imputabile a loro colpa, perchè non mi hanno consentito il passaggio da business a privato e che non intendevo pagare, ma hanno risposto che la cifra richesta è dovuta in base al contratto sottoscritto e cessato anticipatamente.
Francesca, da Montelupo Fiorentino (FI)
Francesca, da Montelupo Fiorentino (FI)
Risposta ADUC
RECESSO ANTICIPATO E PENALI
La legge Bersani del 2007 ha abolito le "penali" per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay-tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
RESTITUZIONE APPARATI
e' consigliabile fare accenno alla restituzione dell'apparecchio detenuto gia' nella raccomandata a/r con la quale si effettua la disdetta, chiedendo esplicitamente (se nel contratto non fossero date informazioni al riguardo) quali modalita' seguire per la restituzione.
La totale mancanza, sul contratto, di informazioni sulle modalita' di restituzione (in molti casi viene semplicemente detto che ci si deve informare ad un call-center, e questo puo' bastare) puo' costituire, secondo noi, motivo di contestazione dell'addebito delle penali.
Tutto ciò premesso riteniamo che Lei non debba pagare le rate di rete e di uso del modem al di fuori di quelle antecedenti la disdetta.
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
La legge Bersani del 2007 ha abolito le "penali" per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay-tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
RESTITUZIONE APPARATI
e' consigliabile fare accenno alla restituzione dell'apparecchio detenuto gia' nella raccomandata a/r con la quale si effettua la disdetta, chiedendo esplicitamente (se nel contratto non fossero date informazioni al riguardo) quali modalita' seguire per la restituzione.
La totale mancanza, sul contratto, di informazioni sulle modalita' di restituzione (in molti casi viene semplicemente detto che ci si deve informare ad un call-center, e questo puo' bastare) puo' costituire, secondo noi, motivo di contestazione dell'addebito delle penali.
Tutto ciò premesso riteniamo che Lei non debba pagare le rate di rete e di uso del modem al di fuori di quelle antecedenti la disdetta.
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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