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Cara ADUC

Rapporti condominiali - animali

16 gennaio 2008
Domanda 16 gennaio 2008
Congratulazioni per la vostra incessante e qualificata opera di supporto e consulenza.
Vi scrivo con l'intenzione di avere qualche consiglio riguardo un singolare problema di igiene condominiale causato da alcuni condomini la cui condotta gestionale dei propri (e non) animali domestici ha seriamente compromesso lo standard di igiene basilare che dovrebbe caratterizzare l'habitat di un condominio civile.
Il condominio di cui in oggetto consiste di alcune villette a schiera disposte su ambo i lati di una stradina secondaria che si estende per circa 150 metri. Premetto che si tratta di un condominio sui generis la cui esistenza e' determinata unicamente dall'esigenza di condividere le spese di un depuratore comune privato. In ogni caso, il problema principale è costituito dall'attività quotidiana da parte di una signora (occupante la villetta adiacente alla mia), che somministra alimenti a tutti i gatti randagi del quartiere, i quali, altrettanto quotidianamente defecano nei cortili (debitamente recintati - ma è impossibile una recinzione che impedisca l'accesso di un gatto) delle villette adiacenti e circostanti.
Il tanfo e la sola presenza di questi escrementi ha reso l'aria e la vivibilità generale dell'ambiente assolutamente inidonea alla svolgimento di una normale attività domestica. Financo la semplice lettura di un libro in giardino.
Ora, il mio cruccio è che, esaurita ben presto una diplomatica e cortese opera di ravvedimento della vicina, ho pensato di rivolgermi alle autorità preposte (VV.UU e ASL locali), i cui rappresentanti, dopo avermi ascoltato annoiati, hanno espresso delle opinioni critiche circa la mia benevolenza nei confronti del mondo animale.
Ovviamente, non ho ritenuto opportuno in quelle sedi aprire un dibattito sulla genesi e finalità del movimento ambientalistico, soprattutto considerando quanto sia male interpretato in Italia. Ritengo comunque che il rapporto con gli animali (come avviene in paesi più evoluti), debba caratterizzarsi attraverso un quotidiano rapporto tra proprietario e animale teso ad una continuativa e responsabile mutua coesistenza. In questo caso, sembra configurarsi una situazione caratterizzabile dalla sussistenza di elementi di patologia psichiatrica attraverso i quali si esprimono dei manifesti disturbi, probabilmente un ossessivo bisogno di sottrarsi all'inutilità della proprio esistenza ritenendosi importante per qualcuno o qualcosa.
Ripongo considerevole fiducia in una vostra replica, che possa illuminarmi su eventuali ed opportune azioni volte e ripristinare la necessaria tranquillità e vivibilità, in quanto sono ormai giunto al limite della sopportazione e ho paura di trascendere in comportamenti le cui conseguenze potrebbero essere irrimediabilmente compromettenti per me e per la persona che sta causando questo disagio.
Vi saluto cordialmente rinnovando un sincero apprezzamento per la vostra competenza e disponibilità.
Mauro , da Cagliari (CA)

Risposta ADUC
se il regolamento condominiale non vieta gli animali, non significa che i padroni non debbano far si' che gli stessi non arrechino disturbo.
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