Cara ADUC
Rai, richiesta canone ad emigrato
Domanda
4 agosto 2008
Buongiorno ADUC
mia madre, ha ricevuto, nel corso di questi ultimi mesi, alcune lettere da parte della sede RAI di Torino (Ufficio Abbonamenti), intimanti il pagamento del canone di abbonamento da parte di mio fratello minore. Questo sarebbe il meno, se non ci fosse il fatto che, mio fratello, non risiede più in famiglia dal lontano 1984, anno in cui è emigrato negli USA. Inoltre, a mia conoscenza, durante la sua permanenza in Italia, mio fratello non ha mai posseduto, a nessun titolo, televisori di qualsivoglia tipo. Ho scritto, lo scorso aprile, alla sede RAI competente, una lettera riassumendo i concetti sopraesposti, ma, alcuni giorni fa, sempre mia madre, ha ricevuto un'altra missiva (x posta ordinaria), in cui si ribadiva che gli argomenti da me esposti non rientravano negli estremi previsti dalla legge (del 1938 ??) e che quindi il canone in questione era dovuto. (devo dire ad onor del vero che mi sono dimenticato di precisare alla RAI, che effettivamente in famiglia esisteva un apparecchio televisivo, con canone, però, intestato a mio padre ). Sorvolando su tono velatamente minaccioso delle lettere in questione (sanzioni amministrative... accertamenti da parte dell'amministrazione finanziaria ecc.ecc.), Vi chiedo, per cortesia, come si può risolvere questo assurdo problema, tenendo conto che, Mia madre, non più giovanissima, all'arrivo di lettere di questo tipo va,giustamente, in apprensione.
Grazie per i preziosi consigli.
Massimo , da Valdobbiadene (TV)
mia madre, ha ricevuto, nel corso di questi ultimi mesi, alcune lettere da parte della sede RAI di Torino (Ufficio Abbonamenti), intimanti il pagamento del canone di abbonamento da parte di mio fratello minore. Questo sarebbe il meno, se non ci fosse il fatto che, mio fratello, non risiede più in famiglia dal lontano 1984, anno in cui è emigrato negli USA. Inoltre, a mia conoscenza, durante la sua permanenza in Italia, mio fratello non ha mai posseduto, a nessun titolo, televisori di qualsivoglia tipo. Ho scritto, lo scorso aprile, alla sede RAI competente, una lettera riassumendo i concetti sopraesposti, ma, alcuni giorni fa, sempre mia madre, ha ricevuto un'altra missiva (x posta ordinaria), in cui si ribadiva che gli argomenti da me esposti non rientravano negli estremi previsti dalla legge (del 1938 ??) e che quindi il canone in questione era dovuto. (devo dire ad onor del vero che mi sono dimenticato di precisare alla RAI, che effettivamente in famiglia esisteva un apparecchio televisivo, con canone, però, intestato a mio padre ). Sorvolando su tono velatamente minaccioso delle lettere in questione (sanzioni amministrative... accertamenti da parte dell'amministrazione finanziaria ecc.ecc.), Vi chiedo, per cortesia, come si può risolvere questo assurdo problema, tenendo conto che, Mia madre, non più giovanissima, all'arrivo di lettere di questo tipo va,giustamente, in apprensione.
Grazie per i preziosi consigli.
Massimo , da Valdobbiadene (TV)
Risposta ADUC
se suo fratello non e' mai stato titolare di abbonamento Rai e risiede all'estero, nulla e' dovuto. si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida: clicca qui
Qui il settore specifico sul canone Rai: clicca qui
Qui il settore specifico sul canone Rai: clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti