Cara ADUC
RAI canone (pregasi leggere)
Domanda
3 novembre 2009
Vi scrivo sperando di avere qualche barlume per cercare di capire come agire contro le perenni lettere di minaccia che la RAI è solita effettuare. Volevo chiedere ed avere conferma di ciò che ho fatto o che debba fare per sganciarmi da questo benedetto canone. Come da voi indicato pochi mesi prima della fine dell’anno 2008 ho scritto alla RAI con la seguente forma la Raccomandata A/R, più vaglia postale di 5,16 euro:
“Il sottoscritto chiede la cessazione del Canone TV e, pertanto, concede autorizzazione - a voi o alla Guardia di Finanza in vostra vece - ad accedere alla propria residenza per far suggellare il televisore tipo________ (N° di Ruolo _______)
detenuto presso la propria residenza ed unica dimora. A tale scopo ha corrisposto l'importo di euro 5,16 a mezzo vaglia postale n° ________ del ___/___/___ (allega in copia la ricevuta del versamento) sul quale ha indicato il numero di ruolo dell'abbonamento. Dichiara altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e di non possedere altri televisori. Dichiara altresì - a quanto gli è dato sapere - che gli appartenenti al suo nucleo familiare hanno unica dimora presso la sua residenza e che non posseggono altri televisori. Allega fotocopia proprio documento identità. E' edotto delle sanzioni penali previste dall'articolo 76 del TU sulla documentazione amministrativa (DPR 28/12/2000 n.445) nel caso di mendaci dichiarazioni, falsità negli atti, uso e esibizione di atti falsi o contenenti dati non più rispondenti a verità, sotto la sua personale responsabilità.”
In precedenza avevo inviato una lettera nella quale chiedevo il duplicato del libretto di abbonamento alla televisione, in quanto smarrito, ed essendo il contratto allora ancora intestato a mia madre (morta un anno prima). Quindi loro hanno provveduto a rettificare il contratto intestandolo a me medesimo e sollecitarmi al pagamento del successivo canone. Dopo circa due mesi arriva una lettera ordinaria (scritta il 12/02/2009, ma arrivate nei tempi di una lettera ordinaria da Torino a Pisa, la mia città) la quale risponde alla mia richiesta di chiusura dell’abbonamento.
“Con riferimento alla richiesta di chiusura dell’abbonamento in oggetto si comunica che per rendere efficace la denuncia di cessazione e consentire alle Autorità competenti di effettuare il suggellamento dell’apparecchio in Suo possesso, dovrà restituire a questo ufficio, entro 15 giorni dal ricevimento, l’unita dichiarazione debitamente compilata e sottoscritta, indicando inoltre un recapito telefonico per concordare le occorrenti operazioni tecniche.
Si informa che il suggellamento rende inidoneo l’apparecchio televisivo alla ricezione di qualsiasi trasmissione radiotelevisiva e che lo stesso o gli stessi devono essere da Lei custoditi e tenuti a disposizione per qualsiasi controllo. In particolare, si ricorda che la rimozione dei sigilli è punita ai sensi delle vigenti leggi penali.
Infine si precisa che l’allegata dichiarazione è resa sotto
Andrea, da Pisa (PI)
“Il sottoscritto chiede la cessazione del Canone TV e, pertanto, concede autorizzazione - a voi o alla Guardia di Finanza in vostra vece - ad accedere alla propria residenza per far suggellare il televisore tipo________ (N° di Ruolo _______)
detenuto presso la propria residenza ed unica dimora. A tale scopo ha corrisposto l'importo di euro 5,16 a mezzo vaglia postale n° ________ del ___/___/___ (allega in copia la ricevuta del versamento) sul quale ha indicato il numero di ruolo dell'abbonamento. Dichiara altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e di non possedere altri televisori. Dichiara altresì - a quanto gli è dato sapere - che gli appartenenti al suo nucleo familiare hanno unica dimora presso la sua residenza e che non posseggono altri televisori. Allega fotocopia proprio documento identità. E' edotto delle sanzioni penali previste dall'articolo 76 del TU sulla documentazione amministrativa (DPR 28/12/2000 n.445) nel caso di mendaci dichiarazioni, falsità negli atti, uso e esibizione di atti falsi o contenenti dati non più rispondenti a verità, sotto la sua personale responsabilità.”
In precedenza avevo inviato una lettera nella quale chiedevo il duplicato del libretto di abbonamento alla televisione, in quanto smarrito, ed essendo il contratto allora ancora intestato a mia madre (morta un anno prima). Quindi loro hanno provveduto a rettificare il contratto intestandolo a me medesimo e sollecitarmi al pagamento del successivo canone. Dopo circa due mesi arriva una lettera ordinaria (scritta il 12/02/2009, ma arrivate nei tempi di una lettera ordinaria da Torino a Pisa, la mia città) la quale risponde alla mia richiesta di chiusura dell’abbonamento.
“Con riferimento alla richiesta di chiusura dell’abbonamento in oggetto si comunica che per rendere efficace la denuncia di cessazione e consentire alle Autorità competenti di effettuare il suggellamento dell’apparecchio in Suo possesso, dovrà restituire a questo ufficio, entro 15 giorni dal ricevimento, l’unita dichiarazione debitamente compilata e sottoscritta, indicando inoltre un recapito telefonico per concordare le occorrenti operazioni tecniche.
Si informa che il suggellamento rende inidoneo l’apparecchio televisivo alla ricezione di qualsiasi trasmissione radiotelevisiva e che lo stesso o gli stessi devono essere da Lei custoditi e tenuti a disposizione per qualsiasi controllo. In particolare, si ricorda che la rimozione dei sigilli è punita ai sensi delle vigenti leggi penali.
Infine si precisa che l’allegata dichiarazione è resa sotto
Andrea, da Pisa (PI)
Risposta ADUC
le premettiamo che leggiamo sempre le lettere cui rispondiamo. Cio' detto, questa dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' e' una illegittima invenzione della Rai per sfiancare il cittadino e costringerlo a pagare per stanchezza. Si potra' certamente compilare il modulo per quieto vivere, ma contemporaneamente, considerato il comportamento vessatorio della Rai, si consiglia di fare quanto segue:
1. Segnalare il tutto, allegando copia della diffida e delle successive missive Rai, alla Procura Generale della Corte dei Conti, chiedendo di accertare se non vi sia uno sperpero di denaro pubblico nella preparazione ed invio di lettere e moduli contrari alla legge. Questo l'indirizzo: Procura Generale della Corte dei Conti - Via A. Baiamonti, 25 - 00195 Roma.
2. Fare ricorso al Garante del Contribuente della propria Regione, sempre allegando copia della corrispondenza con la Rai
Gli indirizzi del Garante della propria Regione possono essere trovati qui
3. fare un esposto denuncia per abuso d'ufficio alla Procura della Repubblica di Torino, utilizzando questo modulo
4. rivolgersi al proprio giudice di pace per ottenere dalla Rai un congruo risarcimento del danno.
Qui il settore specifico sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/
1. Segnalare il tutto, allegando copia della diffida e delle successive missive Rai, alla Procura Generale della Corte dei Conti, chiedendo di accertare se non vi sia uno sperpero di denaro pubblico nella preparazione ed invio di lettere e moduli contrari alla legge. Questo l'indirizzo: Procura Generale della Corte dei Conti - Via A. Baiamonti, 25 - 00195 Roma.
2. Fare ricorso al Garante del Contribuente della propria Regione, sempre allegando copia della corrispondenza con la Rai
Gli indirizzi del Garante della propria Regione possono essere trovati qui
3. fare un esposto denuncia per abuso d'ufficio alla Procura della Repubblica di Torino, utilizzando questo modulo
4. rivolgersi al proprio giudice di pace per ottenere dalla Rai un congruo risarcimento del danno.
Qui il settore specifico sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/
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